PERSONALE ADDETTO AL SERVIZIO DELLA RISCOSSIONE IN RAPPRESENTANZA DEL CONCESSIONARIO

Quanto appresso è stato estrapolato dal Manuale di Diritto e Tecnica della Riscossione Coattiva (Pubblicazione A.N.A.R.E.S.E.P.)

ALCUNE PUNTUALIZZAZIONI SUL PERSONALE ADDETTO AL SERVIZIO DELLA RISCOSSIONE IN RAPPRESENTANZA DEL CONCESSIONARIO, ECC

ARGOMENTI

Rappresentanza del concessionario

I Messi notificatori

Gli Ufficiali di riscossione

Conseguimento della idoneità alle funzioni degli Ufficiali della riscossione.

Premessa legislativa.

La prova d’esame

Prova attitudinale

Struttura della prova attitudinale.

Come prepararsi per la prova d’esame

Come affrontare la prova d’esame

1. Rappresentanza del concessionario.

Al fine di delineare nel suo peculiare aspetto la figura giuridica della rappresentanza del concessionario,quale appare dalla lettura delle disposizioni riportate nel D.Lgs.n.112/99,occorre innanzitutto porre in evidenza i sopravvenuti mutamento oggettivi e soggettivi del servizio di riscossione.

Già nella precedente riforma del sistema (Dpr.n.43/88),con la soppressione dell’esattore nella sua figura fisica e giuridica,era stato autorevolmente sottolinea che,costituendo la riscossione dei tributi un’attività di puro servizio,il fattore lavoro costituiva l’elemento di gran lunga prevalente rispetto agli altri fattori,e perciò direttamente influenzato dalla maggiore dimensione del servizio prevista dalla previgente disciplina normativa.

Le suddette modifiche introdotte dalla riforma del 1988, insieme ad altre più squisitamente tecniche,avevano,senza alcun dubbio, accentuato ed accresciuto la capacità professionale di tutto il personale direttivo addetto al particolare settore della riscossione.

Era stata, pertanto, confermata la figura del collettore, che avrebbe assunto una importanza più rilevante, per il ruolo certamente più impegnativo che doveva essere svolto dal funzionario a cui era stata conferita la carica, tenuto conto soprattutto delle dimensioni e dei nuovi più estesi compiti che le concessionarie avevano assunto.

Il collettore rimaneva, a livello direttivo, 0l’unica figura professionale tipica del rapporto di concessione, per effetto della soppressione della figura dell’esattore,persona fisica,al quale veniva riconosciuto tale qualità, qualora risultava in possesso dell’apposita abilitazione professionale.

In pratica, gli agenti della riscossione, per i quali il D.pr.n.43/88 non prevedeva il possesso di alcun titolo professionale, né l’iscrizione nel particolare albo, anch’esso professionale, dovevano contare, per quanto attiene all’aspetto più squisitamente tecnico- professionale della gestione,nella figura del collettore, la cui importanza era tale che per la sua nomina si doveva ricorrere ad un vero e proprio rito procedurale.

Con la riforma Visco del 1999,che stiamo esaminando,la figura del concessionario è stata imperniata esclusivamente su un soggetto avente personalità giuridica,che deve assumere la forma della società per azione,per cui l’aspetto imprenditoriale e l’attività gestionale, che il concessionario svolge in qualità di datore di lavoro,restano in capo al rappresentante legale della società che ha ottenuto la concessione.

Da qui la soppressione della figura del collettore,non più necessaria in conseguenza delle scelte soggettive effettuate, che viene sostituito con il rappresentante legale della concessionaria, figura tipica delle società di capitale. Tale potere di rappresentanza comporta il compimento di tutti gli atti che rientrano nell’oggetto sociale, cioè l’intera gestione della società.

Tuttavia non può disconoscersi che la funzione e gli atti inerenti il servizio della riscossione comportano conoscenze tecniche ed alto approfondimento professionale che solo chi ha esercitato in prima persona,assumendone la responsabilità, può conoscere e , quindi, applicare.

E ciò anche tenendo conto di precisi obblighi ,come precisato nell’apposito capitolo,che la legge pone a carico dei concessionari ed in particolar modo quelli riguardanti gli atti esecutivi,quand’anche di natura processuale,come ad esempio la insinuazione nel passivo fallimentare di contribuenti dichiarati falliti,la stesura del conto giudiziale,la rappresentanza processuale del concessionario,ecc.

In tutti questi casi,richiedendo una prestanza tecnica,l’art.41, al comma 1,consente ai concessionari di farsi rappresentare da dipendenti,all’uopo delegati,nel compimento degli atti inerenti il servizio di riscossione,nei giudizi esecutivi.

Il comma 2,nel regolare la rappresentanza del concessionario nelle insinuazioni tardive nelle procedure concorsuali,estende ai concessionari la disciplina prevista dall’art.13, comma 1,della legge 3.4.1979,n.103,per le dichiarazioni tardive di credito delle amministrazioni dello Stato,consentendo,ciò,che il concessionario possa essere rappresentato dai propri dipendenti a ciò espressamente delegati.Ciò in considerazioni del carattere pubblico delle funzioni affidate ai concessionari e della previsione che gli adempimenti relativi alle procedure concorsuali debbano essere sempre ed obbligatoriamente svolti dai concessionari stessi.

2. Messi notificatori.

Fra le figure tipiche del personale della concessione va annoverata anche quella del messo notificatore la cui rilevanza è certamente minore rispetto a quella dell’ufficiale della riscossione,sia perché l’attività del primo è rivolta soltanto alla notificazione degli atti,sia perché la stessa notificazione è limitata alle cartelle di pagamento e degli avvisi contenenti l’intimazione ad adempiere.

La differenza va rilevata anche sotto il profilo della professionalità,dal momento che per la nomina del messo notificatore non è richiesta alcuna specifica abilitazione,ma può essere conferita ad ogni persona in possesso dei normali requisiti di impiegato di II^ categoria.

Possono,tuttavia essere inquadrati nella stessa categoria contrattuale cui appartengono gli ufficiali di riscossione (impiegato di I^ categoria) a condizione che all’atto di assunzione siano in possesso del titolo di studio di scuola media superiore.

A parte la rilevata differenza,il messo notificatore rappresenta anch’esso una figura specifica della riscossione a cui è assegnata una pubblica funzione quale è quella della notificazione degli atti,con effetti giuridici di notevole portata.

Anche per il messo trova applicazione il principio in base al quale il contenuto della cosìdetta “relata”di notifica e degli accertamenti eseguiti fanno prova fino a querela di falso.La portata pratica di tale principio è soprattutto in relazione alla idoneità della documentazione delle quote inesigibili,la cui veridicità non può essere messa in dubbio dall’ente impositore in base a cognizioni ed accertamenti amministrativi,ma soltanto mediante l’impugnativa per querela di falso in atto pubblico.

D’altronde sono prevista sanzioni a carico del messo che attesti false dichiarazioni

Il messo notificatore esercita le sua funzioni nell’ambito del concessionario che lo ha nominato e,quindi,alle sue dipendenze e sotto la sorveglianza dell’Amministrazione finanziaria,il cui precipuo interessa è evidente quello di controllare che le cartelle di pagamento e gli avvisi intimidatori,siano effettivamente e regolarmente notificati ai contribuenti.

Il messo notificatore non può farsi rappresentare o sostituire,pena l’applicazione,a suo carico di una pena pecuniaria prevista dall’art.50 del D.Lgs.n.112.

La notificazione non può essere eseguita al di fuori della circoscrizione del concessionario.In tal caso è necessario conferire delega al concessionario competente.

In base all’art.45 del D.Lgs.n.112,il concessionario può nominare uno o più messi notificatori con libera modalità,in quanto non è stato più riprodotto il riferimento alla nomina del collettore (figura soppressa) e dell’ufficiale della riscossione.Deve essergli,comunque rilasciata un’apposita autorizzazione o patente da parte del concessionario da sottoporre al visto della Direzione regionale delle entrate competente.

Rispetto ai contribuenti il messo notificatore deve a sua volta rappresentare la propria qualità,ogni qual volta che gli sia richiesta,attraverso l’esibizione dell’autorizzazione o della patente.

Il messo notificatore cessa dalle sue funzioni in seguito alla cessazione del concessionario,per scadenza del termine o per revoca dell’autorizzazione disposta dal concessionario o dall’ufficio dell’Amministrazione finanziaria.Della revoca deve essere data notizia agli stessi uffici a cui era stata comunicata la nomina.

Anche per il messo notificatore,se l’atto di nomina costituisce una condizione contrattuale del rapporto di lavoro,la relativa revoca resta subordinata a quanto prescritto l’art.2103 del c.c.,con la conseguenza che il dipendente non potrà essere retrocesso rispetto all’inquadramento contrattuale che ha acquisito per effetto della nomina stessa,salvo gli effetti amministrativi della cessazione delle funzioni proprie del messo notificatore,rispetto alla quale il dipendente non potrà esercitare alcun opposizione..

Poiché per la nomina del messo notificatore non è necessaria il possesso di un titolo personale e extracontrattuale,come per l’ufficiale della riscossione,il concessionario può sempre ed autonomamente nominare un suo dipendente messo notificatore,senza che costui possa rifiutarsi,salvo quanto previsto dall’art.2103 del codice civile.

In ordine poi all’immutabilità del trattamento economico va precisato che gli eventuali”compensi di notifica” vanno esclusi da tale trattamento,considerato il loro carattere occasionale.

3.Gli ufficiali di riscossione

Sulla scorta delle diverse disposizioni attualmente presenti nel contesto del nuovo decreto 29.9.1973.n.602 e del decreto legislativo 13.4.1999,n.112,si può tracciare un quadro dell’unica figura,nell’ambito del personale addetto al servizio della riscossione,che,non solo non è stata soppressa (come il collettore,né ridimensionata (come i messi notificatori,che possono essere reperiti anche all’esterno dell’azienda),ma è stata sicuramente rafforzata e,in certo senso,posta al centro del nuovo sistema di riscossione coattiva in base a ruolo che punta decisamente alla espropriazione di beni,come gli immobili,di più forte impatto sulla platea dei contribuenti e di più sicuro realizzo.

Nella linea della precedente disciplina e nella prospettiva di un’azione coattiva più spedita e,possibilmente più efficace,gli ufficiali della riscossione continuano a svolgere,nell’ambito proprio,le funzioni demandate dall’ordinamento giuridico agli ufficiali giudiziari (art.49 del D.P.R.n.602). 

L’ufficiale della riscossione è una figura particolare tra i dipendenti del concessionario,in quanto ha una specifica attribuzione di natura pubblica,quale è quella di procedere all’azione esecutiva nei confronti dei contribuenti morosi. Egli,infatti svolge,nella procedura privilegiata della riscossione dei tributi,le medesime funzioni che,nell’0rdinario procedimento esecutivo regolato dal codice di procedura civile,sono svolte dall’ufficiale giudiziario.La nomina dell’ufficiale della riscossione è obbligatoria.

Vanno popi menzionate alcune specifiche attribuzioni dell’ufficiale della riscossione,derivanti dal dettato dell’art.44 del D.Lgsn.112/)),secondo cui le sue funzioni on possono essere esercitate da altri in sua vece,né sotto forma di rappresentanza né sotto forma di sostituzione.Espressamente è previsto,al riguardo,dall’art.50 del menzionato D,Lgs.n.112,l’applicazione di pene pecuniarie al concessionario o all’ufficiale delle riscossione che abbia fatto eseguire atti esecutivi a persone estranee o non abilitate alla specifica funzione.

Inoltre,l’ufficiale della riscossione considerato,come già accennato,alla stregua dell’ufficiale giudiziario,svolgendo le stessa mansioni di questo,nell’ambito,s’intende, del procedimento esecutivo tributario,può,ai sensi dell’art.49 del citato D.Lgs.n.112,svolgere tutte le attribuzioni spettanti,a norma del codice civile e del codice di procedura civile,agli ufficiali giudiziari.

Inoltre,l’art44 del D.Lgs.n.112, stabilisce in modo tassativo che il registro cronologico dell’ufficiale della riscossione,conforme al modello approvato con decreto del ministero delle finanze,dev’essere tenuto nelle forme e con le modalità stabilito per il registro cronologico dell’0ufficiale giudiziario.

Il registro,prima di essere messo in uso,deve essere numerato progressivamente in ogni pagina dall’ufficio individuato,in via generale,per ciascun ambito,con decreto del ministro delle finanze,e vidimato non oltre il 15 gennaio di ogni anno. I registri esauriti e quelli degli ufficiali cessati dalla carica devono essere consegnati,entro dieci giorni,a cura del concessionario,alla competente Direzione regionale dell’entrata.

L’ufficiale della riscossione,per ogni pagamento ricevuto,deve rilasciare quietanza da apposito bollettario e comunicare gli estremi al concessionario.

Ne consegue,innanzitutto che le dichiarazioni rese o verbalizzate dall’ufficiale della riscossione nell’esercizio delle sue funzioni fanno prova fino a querela di falso.

La portata pratica di tale principio è rilevante soprattutto nel campo della procedura per il discarico delle quote inesigibili,ed in particolare rispetto al contenuto degli atti di notifica e dei verbali di pignoramento infruttuoso o negativo elevati dall’ufficiale della riscossione,la cui veridicità non può essere messa in dubbio,in base ad accertamenti amministrativi,salvo la facoltà dell’Amministrazione finanziaria di disporre il presenziamento dell’esecuzione.

Non è stata più riprodotta la disposizione di cui all’art.110 dell’abrogato Dpr.n.43/88 che stabiliva che l’ufficiale di riscossione sottoposto a procedimento penale per aver attestato il falso nelle relazioni di notifica è sospeso dall’impiego e dall’abilitazione in attesa della definizione del procedimento stesso.

Tale disposizione che comportava la perdita del trattamento economico,quale giuridica conseguenza della sospensione della prestazione lavorativa,non trovava riscontro con l’analoga norma prevista dai contratti collettivi di settore,secondo cui il concessionario (datore di lavoro) può disporre,per motivi cautelari,l’allontanamento dl servizio del lavoratore sottoposto a procedimento penale,ma deve continuare a riconoscere l’intero trattamento economico.

Non essendovi più differenza tra le due disposizioni,rimane ferma, in entrambi i casi,la facoltà del concessionario di allontanare l’ufficiale della riscossione dal servizio,con il mantenimento del trattamento economico.

Va poi rilevato che l’ufficiale della riscossione a norma dell’art.60 del c.p.c.,è civilmente responsabile dei danni cagionati quando si rifiuta di adempiere alle sua mansioni o pone in essere atti nulli con dolo o colpa grave. Pertanto,se,in seguito ad una sua falsa attestazione della notifica di un atto (e perciò atto nullo o con dolo),sottopone ad una ingiusta espropriazione i beni del contribuente o di terzi è obbligato al risarcimento dei relativi danni.

Siffatta responsabilità,cosiddetta aquiliana o extracontrattuale,ricade direttamente sull’ufficiale della riscossione,che nella fattispecie,non rappresenta il concessionario,ma esercita una funzione che gli è propria.

Diversamente dal funzionario delegato al compimento degli atti inerenti il servizio della riscossione,che agisce in nome e per conto del concessionario,l’ufficiale della riscossione esercita,al contrario una attività intrinseca nella sua stessa figura giuridica.

Tale principio è confermato dalle disposizioni relative alle infrazioni e sanzioni (Capo IV del D.Lgs.n.112),le quali per le infrazioni commesse dal concessionario,dal funzionario delegato o dal personale in genere (artt.47,48 e 49 del D.Lgs.n.112)prevedono l’applicazione delle sanzioni direttamente a carico del concessionario,per le infrazioni,invece,che possono essere commesse dagli ufficiali della riscossione (art.50 e 51 dello stessono D.Lgs.n.112) l’applicazione delle sanzioni è posta direttamente a carico degli ufficiali della riscossione.

Sembra opportuno richiamare il divieto previsto dall’art.28 del Dpr.n.122 del 15.12.1959,sull’ordinamento degli ufficiali giudiziari,secondo cui ll’ufficiale della riscossione è vietato compiere atti del loro ministero,riguardante sé stessi,la loro moglie ed i loro parenti o affini sino al quarto grado.

L’ufficiale della riscossione,in virtù dell’art.68 c.p.c.,può farsi assistere,ove occorra,nella procedura esecutiva,da esperto o da persona idonea al compimento degli atti che non può compiere da solo. Può altresì richiedere l’assistenza della forza pubblica,ai sensi dell’art.513 c.p.c.,quando è necessario aprire porte,ripostigli o recipienti,vincere la resistenza opposta dal contribuente o da terzi,oppure allontanare persone che disturbino l’esecuzione del pignoramento.

A norma dell’afrt.42 del D.L.gs.n.112,gli ufficiali della riscossione sono nominati dal concessionario fra le persone la cui idoneità allo svolgimento delle funzioni è stata conseguita con le modalità previste dalla legge 11.1.1951,n.56 e dalle altre norme vigenti.

Con il regolamento di cui all’art.31 della legge 8.5.1998,n.146,nel rispetto dei criteri ivi indicati,sono individuati gli organi competenti al procedimento e stabilite le regole di svolgimento degli esami di abilitazione.

La nomina può essere revocata dal concessionario in ogni momento.Il concessionario comunica la nomina alla competente Direzione regionale delle entrate a consegna l’atto di nomina all’ufficiale,che, nell’esercizio delle sua funzioni,è tenuto ad esibirlo quando ne è richiesto.

Gli ufficiale della riscossione sono autorizzati all’esercizio delle loro funzioni dal Prefetto della provincia nella quale è compreso il comune in cui ha la sede principale il concessionario,che appone il proprio visto sull’atto di nomina sempre che non vi siano le condizioni ostative di cui all’art.11 del regio decreto 18.6.1931,n.733.L’autorizzazione può essere revocata in qualunque momento dal Prefetto anche su segnalazione dell’ufficio competente del Ministero delle finanze.

La cessazione dell’ufficiale della riscossione delle funzioni è comunicata alla competente Direzione regionale delle entrate (artt.42,comma 4),e deve essere resa nota al pubblico mediante affissione di avviso nei comuni dove il concessionario gestisce sportelli destinati al pubblico

Deriva da quanto sopra esposto che la nomina dell’ufficiale di riscossione costituisce un atto complesso,di una pubblica investitura,rispetto alla quale la partecipazione del concessionario e quella del Prefetto formano due elementi giuridicamente distinti che più appropriatamente andrebbero definiti “designazione” e “autorizzazione”.

L’autorizzazione costituisce poi l’elemento preponderante dal momento che il Prefetto,il quale procede all’accertamento dell’esistenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi previsti dalla legge,che esercita la funzione dell’investitura giudiziaria,ed è, altresì, lui stesso che può revocare in ogni tempo l’autorizzazione,con provvedimento motivato.

Va rilevato che il ritiro dell’autorizzazione da parte del Prefetto deve essere motivato,mentre la revoca dell’atto di nomina da parte del concessionario costituisce sotto il profilo amministrativo,un atto autonomo,fatti salvi gli aspetti contrattuali del rapporto di lavoro.

In base all’art.43 del D.Lgs.n.112/99 l’ufficiale della riscossione deve esercitare le sue funzioni, nell’ambito dei comuni compresi nel territorio della concessione in cui ha sede l’ufficio di riscossione.Questa limitazione costituisce una sorta di competenza territoriale,nel senso che l’ufficiale non può procedere al di fuori dell’ambito territoriale ora indicato,anche se i beni del contribuente o il suo domicilio si trovino altrove.In tal caso,com’è noto,il concessionario dovrà delegare il concessionario competente affinché costui faccia intervenire il proprio ufficiale di riscossione.

La competenza funzionale dell’ufficiale della riscossione,che è molto vasta,comprende ogni atto della riscossione coattiva dei tributi e delle altre entrate dello Stato e degli altri enti pubblici,a partire dalla notificazione fino a giungere alla vendita dei beni sottoposti ad espropriazione.

Di tali atti (pignoramento,pagamento in sede esecutiva e conversione del pignoramento,custodia dei beni pignorati,incanto dei beni pignorati,ecc.,), si rinvia agli appositi capitoli.

4.Conseguimento della idoneità alle funzioni degli Ufficiali della riscossione.

a) Premessa legislativa.

Le norme per l’idoneità alle funzioni dell’Ufficiale esattoriale erano contenute nella legge 11.1.1951,n.56.

Con decorrenza 15.5.1998 è entrata in vigore la legge 8 maggio 1998,n,146,contenente,fra l’altro,norme per il funzionamento dell’Amministrazione Finanziaria,che,all’art.31 dal titolo:”DISPOSIZIONI IN MATERIA DI IDONEITA’ ALLE FUNZIONI DI UFFICIALE ESATTORIALE” è stato predisposto che.

“Con regolamento,da emanarsi ai sensi dell’art.17,comma 2,della legge 23.8.1988,n.400,entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,sono dettate le modalità per il conseguimento della idoneità alle funzioni di ufficiale esattoriale in sostituzione di quelle previste dalla legge 11.1.1951,n.56,con l’osservanza del seguenti criteri.

§ semplificazione e razionalizzazione del procedimento;

§ individuazione di requisiti oggettivi e soggettivi di selezione effettivamente qualificanti,rispetto alle funzioni da esercitare,con esclusione di ogni aggravio non funzionale;

§ articolazione della selezione in forma decentrata a livello territoriale.”

I base ai su esposti criteri direttivi con D.P.R.23.11.2000,n.402,in G.U.8.1.2001,è stato approvato il regolamento concernente modalità per il conseguimento dell’idoneità alle funzioni di ufficiale di riscossione in sostituzione di quelle previste dalla citata legge n.56/51. 

La prova d’esame

1. Prova attitudinale

Come riferito in premessa,a far tempo dal 23.1.2001,gli esami per conseguire l’abilitazione all’esercizio delle funzioni di ufficiale di riscossione sono indetti,con cadenza biennale,dall’Agenzia delle Entrate.

L’ammissione al colloquio è subordinata al superamento di una prova di preselezione che avverrà mediante la soluzione di un questionario nel quale verranno proposti quesiti(test)sulle materie indicate nel bando di concorso e precisamente:

accertamento del grado di cultura generale:

specifica richiesta di nozioni per l’esercizio delle funzioni di ufficiale delle riscossione;

nozioni di procedura civile;

procedure di esecuzione sul beni mobili e immobili;

nozioni di merceologia e di estimo;

nozioni di matematica.

Solamente i più preparati nelle citate materie,i più concentrati durante la prova attitudinale potranno avere delle ottime probabilità di superarla e di accedere,quindi,agli orali.

Pertanto è necessario presentarsi a tale prova di preselezione,con una notevole preparazione nelle materie di esame ed anche con sicurezza e determinazione.

La prova scritta di ciascun concorso consiste,come ci insegna l’esperienza,in una prova articolata su una serie di quesiti inerenti le materie del bando,da risolvere mediante indicazione della risposta ritenuta corretta fra quelle indicate nel questionario fornito ai candidati all’inizio della prova.

In genere viene,infatti consegnato al candidato un “questionario” con 100 quesiti aventi ciascuno tre risposte precompilate; a fronte di ogni quesito sarà necessario individuare la risposta esatta tra quelle proposte. La durata della prova è in genere di 50 minuti.

Comunque le esercitazioni di base, come quelle previste nel presente volume, con prove si di 100 che di 80 quesiti, con tre risposte alternative, da risolvere in 60 o 50 minuti costiuiscono un’ottima preparazione anche nel caso di prove con un numero superiore di quesiti (massimo 120) da svolgere in 60 minuti.

Nella prova d’esame per ogni quesito potrebbero anche essere precompilate più di 3 risposte (al massimo 5) e non si può escludere che le risposte valide da indicare in un apposito modulo (modulo delle risposte) possano essere anche più di una, per ogni singolo quesito.

I quesiti rigoderanno le materie indicate nel bando d’esame, ma potranno essere ripartiti nel questionario non necessariamente in maniera proporzionale alle materie stesse, né in una sequenza analoga a quella delle materie indicate sul bando del concorso.

Per rendere ottimale la preparazione e tenuto conto delle esperienze pregresse in materia di esami il volume è stato suddiviso in due parti, dandone come ovvio maggior peso alle materie più correlate alle funzioni che i partecipanti svolgono presso le concessionari della riscossione, presso i vari comuni d’Italia, o presso l’Amministrazione finanziaria, così come verrà configurato nella riforma del servizio di riscossione che prenderà avvio con il prossimo I gennaio 2005.

Nella prima parte sono stati illustrati gli istituti giuridici di competenza dell’ufficiale di riscossione.

Nella seconda invece, sono state svolte delle esercitazioni che forniranno al candidato un vantaggio notevole rispetto agli altri concorrenti che affronteranno l’esame senza questa preparazione specifica, conseguendo un notevole aumento della percentuale probabilità di superare la prova.

Come principio di carattere generale si può suggerire che, se dopo aver effettuato le varie prove, ci si accorge di non aver risposto o di aver risposto in modo errato ad alcune domande, occorre individuare a quale materie si riferiscono e approfondì lo studio di esse.

Nel caso di prove d’esame mediante utilizzo di questionari va sottolineato l’importanza dell’elemento tempo. La misura del livello di conoscenza delle materie da parte del candidato va effettuata cronometrando ogni volta il tempo di svolgimento di ciascuna esercitazione ripetendola poi a distanza di tempo, oltre che naturalmente contando le risposte esatte.

Occorre infine sottolineare che, per quanto ci si eserciti, le condizioni reali di prova non sono mai riproducibili: nervosismo, ansia, attesa, folla, rumore, etc. sono tutti elementi che influiscono negativamente e che potrebbero quindi danneggiare sostanzialmente i risultati: occorre quindi fare tesoro di quanto esposto nel presente volume e dell’esperienza acquisita con il suo utilizzo, applicando quanto consigliato ed imparato al momento di svolgere la prova d’esame.

2. Struttura della prova attitudinale.

I questionari che verranno proposti ai candidati in sede d’esame saranno di tipo nozionistico: questa informazione è rilevabile direttamente dal bando.

Nel bando sono inoltre indicate le materie sulle quali verteranno gli esami, in modo che il candidato possa prepararsi su di esse.

Il test nozionistico richiede conoscenza delle materie e memoria: per il resto si possono eseguire le indicazioni e i consigli qui forniti.

Soltanto dopo la ginnastica della mente che il candidato sarà costretto a fare durante le esercitazioni, si avrà un sostanziale ausilio per un ottimale svolgimento della prova reale dell’esame.

Come dianzi detto, le domande proposte nei test di tipo nozionistico sono strutturate in maniera da verificare il grado di preparazione sulle materie d’esame ed i quesiti proposti per ciascuna materia variano normalmente da un minimo di tre ad un massimo di otto/dieci per ciascuna di esse. Per ogni tipo di domanda viene di solito proposto un esempio, che il candidato può esaminare prima dell’inizio della prova vera e propria.

Occorre ricordare che è essenziale leggere attentamente gli esempi e scoprire eventuali trabocchetti, tenendo presente che i quesiti proposti hanno sempre una risposta corretta e quindi non bisogna cercare l’errore nelle risposte se non si riesce a trovare la soluzione, ma è necessario rileggere attentamente ed interpretare correttamente il quesito sul quale ci si è soffermati.

Altro elemento al quale necessita fare attenzione è l’ordine con cui vengono presentati i quesiti nel questionario di un prova d’esame: talvolta vengono riportati in un ordine ciclico, altre volte raggruppati per materia.

Nel caso di ordine ciclico, nel questionario viene proposto un quesito del tipo rispondere alla materia a), poi rispondere alla materia b) e così via, fino ad esaurire i tipi presentati negli esempi precedentemente esaminati, per poi ricominciare.

Nei casi in cui i quesiti proposti in una prova d’esame siano costituiti da un numero diverso di test per ogni materia (per esempio in una prova con 80 quesiti e tre materie, potrebbero aversi 20 quesiti di un tipo, 27 quesiti del secondo tipo e 33 quesiti dell’ultimo tipo) risulta ovvio che l’ordine ciclico potrà essere rigidamente rispettato.

In taluni concorsi, in sede di valutazione di test, se un concorrente risponde alla prima, seconda e terza domanda, salta la quarta e prosegue con la quinta, otterrà per la quarta domanda un punteggio negativo paragonabile a quello di una risposta sbagliata.

Tale modalità di valutazione è adottata per evitare che i concorrenti che rispondono bene soltanto a certe materie siano avvantaggiati rispetto a quelli che rispondono ad un pari numero di domande, ma di tutte le materie (cioè nella sequenza con cui si presentano). Pertanto le risposte tralasciate, cioè non fornite fra due risposte date, danno spesso luogo ad un punteggio negativo quasi quanto quelle sbagliate.

La conseguenza immediata di quanto detto è che le risposte fornite alla fine della prova non devono contenere buchi, cioè non devono esserci risposte saltate.

Come detto, l’alternativa abbastanza frequente di struttura del questionario è il raggruppamento per tipo o per materia; in questo caso vengono proposte prima tute le domande rispondenti ad una materia, poi quelle rispondenti ad un’altra materia e così via.

Anche in questo caso è sconsigliabile saltare tutti i quesiti di una stessa materia, per le stesse motivazioni evidenziate nel caso di questionari con quesiti proposti in ordine ciclico.

L’obiettivo finale del candidato concorrente è quello di risultare idoneo alla prova, e non quello di essere il primo.

Il raggiungimento dell’obiettivo finale non in funzione del confronto con il comportamento degli altri concorrenti.

Facendo ricorso a criteri statistici basati sull’esperienza e sui risultati di precedenti concorsi sia ha la seguente distribuzione di probabilità:

Risposte esatte consecutive Esito probabile

Fra 70 e 90 su 100 idoneo

Inferiore a 70 su 100 non idoneo

Ne consegue che l’obiettivo del concorrente è quello di fornire almeno 70 risposte esatte consecutive su 100 quesiti proposti.

Il tempo è un altro elemento importante che discrimina chi raggiungerà l’obiettivo e chi no.

Nel tempo a disposizione è talvolta quasi impossibile rispondere correttamente a tutti i quesiti ed infatti sono rarissimi i casi di en plein.

Il segreto è quello di amministrare scientificamente il tempo a disposizione in funzione dell’obiettivo.

A questo scopo l’orologio è per il candidato uno strumento altrettanto indispensabile, della penna e del suo cervello: il giorno del concorso si deve disporre di un orologio che abbia, possibilmente, le lancette per contare anche i secondi.

3. Come prepararsi per la prova d’esame

Possiamo configurare la prova che il candidato deve sostenere come una gara tra la sua preparazione e le difficoltà interposte dalla Commissione d’esame.

La commissione ha avuto tutto il tempo per elaborare la sua strategia e per mettere a punto i suoi strumenti di valutazione:l’obiettivo di questo paragrafo è quello di fornire quei suggerimenti che permettano di utilizzare al meglio le abilità e le conoscenze del candidato.

L’aver letto questo capitolo e l’essersi esercitato con i quesiti proposti nella seconda parte del volume dedicato alle esercitazioni dovrebbe già fornire una preparazione sufficiente per poter superare la prova.

Ma per avere ulteriore possibilità di superare la prova d’esame,occorre cercare di affrontarla nelle migliori condizioni fisiche e di spirito. A questo scopo:

-se si risiede in una città diversa da quella della sede d’esame sarebbe opportuno raggiungere tale sede il giorno prima della prova;

-non esercitarsi nelle ultime 48 ore prima della prova scritta dell’esame;

-se il candidato è un fumatore,limitare al massimo le sigarette;il fumo non giova assolutamente ai riflessi ed alla prova che si è chiamati a sostenere;inoltre accendere e spegnere le sigarette fa perdere tempo prezioso e concentrazione;

occorre organizzarsi in modi da raggiungere la sede d’esame almeno 10 minuti prima dell’orario previsto per evitare una angosciosa attesa;

-verificare di avere con sé un documento di identità valido e un orologio adatto.

Inoltre è da sottolineare che normalmente anche se i questionari forniti ai candidati presentano le stesse domande,queste sono spesso in ordine diverso.In altre parole il decimo quesito del proprio questionario si trova normalmente in posizione diversa nel questionario del candidato che siede vicino,e questo,ovviamente,per impedire di copiare.

Il consiglio finale è quindi quello di isolarsi il più possibile dall’ambiente circostante e di fare affidamento soltanto sulla proprie capacità e sulla propria preparazione:sicuri che saranno sufficienti.

3.Come affrontare la prova d’esame

Il materiale che viene consegnato per lo svolgimento della prova d’esame con quesiti a risposta sintetica,è costituito da:

a)una copertina contenente le Istruzioni Generali per lo svolgimento della prova e che generalmente riporta anche gli esempi;

b)un foglio contenente sulla facciata il modulo anagrafico del candidato e sull’altra il modulo delle risposte;

c)il questionario vero e proprio per lo svolgimento della prova.

Il fascicolo viene consegnato completamente sigillato da una pellicola trasparente,in modo da poter leggere attraverso queste le Istruzioni generali.

Si legga tutto attentamente,nel tempo messo a disposizione, appuntando, però l’attenzione su:

-modalità di apertura dell’involucro;non deve essere aperto prima dell’ordine impartito dalla Commissione d’esame;

-modalità di compilazione del modulo anagrafico e di quello delle risposte;

-tempo a disposizione.

Prima dell’inizio della prova è importante,anzi fondamentale,capire bene cosa bisogna fare e come farlo:occorre quindi leggere tutto attentamente.

Nel momento in cui la Commissione d’esame dà il comando di apertura dell’involucro esterno,comincia la prima parte della prova d’esame.

Non è questo il momento da cui decorre il tempo per rispondere,ma occorre utilizzare questo tempo (circa 20 minuti)per l’impostazione della prova:una corretta impostazione potrà agevolare il raggiungimento dell’obiettivo.

Per questo scopo vanno effettuate nell’ordine le seguenti operazioni:

- preparare davanti a sé il proprio orologio;

- aprire l’involucro esterno;

- mettere da parte la copertina con le istruzioni generali:la sua parte

interna,se è bianca,potrà essere utilizzata per prendere appunti o fare

eventuali operazioni;

- compilare il più velocemente possibile,in stampatello,il modulo anagrafico;non ci si deve preoccupare di eventuali errori su questo modulo,perché su di esso si possono fare correzioni;

- dare un’occhiata veloce al modulo delle risposte,per capire come devono essere fornite:crocette,trattini o altro;

- appuntare l’attenzione sugli esempi,leggibili attraverso la pellicola trasparente che sigilla il fascicolo delle domande:più tempo potrà essere dedicato a questo esame e maggiore sara la possibilità di successo;

- leggere attentamente gli esempi proposti;per ognuno di essi occorre cercare di comprendere bene il meccanismo di risoluzione,facendo attenzione al testo ed alle soluzioni indicate.Rileggere almeno due volte ogni esempio,verificando con le soluzioni che il meccanismo di soluzione sia perfettamente chiaro.Se non si capisce la risposta,rileggere attentamente la domanda.

A questo punto possiamo dire di essere pronti per iniziare la parte vera e propria della prova scritta dell’esame.

Al via della Commissione,occorre segnare l’ora esatta sulla copertina messa da parte,aprire l’involucro contenente il questionario e cominciare a rispondere.

Se si rileva che il questionario riporta i quesiti in ordine di materia (prima tutti i quesiti di una materia,poi tutti quelli di un’altra materia e così via)occorre procedere nella sequenza in cui essi vengono proposti,altrimenti,se i quesiti vengono posti in ordine ciclico.si consiglia di esaminare e risolvere prima il gruppo di quesiti di una stessa materia e successivamente passare all’esame di un altro gruppo.Per la mente umana è più semplice e veloce ripetere più volte lo stesso tipo di ragionamento che saltare da un tipo di ragionamento ad un altro.In questo caso è necessario iniziare dal tipo di quesiti che si ritiene essere il più difficile e/o di più lunga soluzione.

Sul modello con le risposte va tracciato con attenzione il segno richiesto (crocetta o trattino) in maniera decisa,ma senza valicare i contorni delle caselle.

E’ necessaria la massima attenzione in fase di indicazione delle risposte, poiché sul modulo risposte non è possibile fare cancellature e/o correzioni perciò prima di indicare ogni risposta, è necessario fermarsi un secondo

Manuale di Diritto e Tecnica della Riscossione Coattiva

Come Ordinare

Modulo d'ordine

A.N.A.R.E.S.E.P.: Associazione Nazionale Addetti Riscossione Entrate Stato ed Enti Pubblici
C.F.97325600589 - Via Cernaia 37 - 00185 Roma
Tel. / Fax: 06.44.70.43.64 - info@anaresep.it - www.anaresep.it