RISCOSSIONE DEI TRIBUTI NELLA FISCALITA’ LOCALE

RISCOSSIONE DEI TRIBUTI NELLA FISCALITA’ LOCALE

La liberalizzazione della riscossione delle entrate locali

A cura del Dott. Nicola Allegretti *

Premessa

Nei Comuni che non hanno scelto ancora di delegare la riscossione di Ici, Tarsu, multe, rette scolastiche, e di altre entrate proprie, attraverso una gara pubblica, c'è molta preoccupazione. Terminate le vacanze estive, le amministrazioni (sono interessate anche quelle provinciali) si sono ritrovate alle prese con una procedura complessa per adeguarsi al nuovo regime che – salvo proroghe – dovrà entrare in vigore dal 1° gennaio 2011.

Nella maggior parte dei casi si dovrà, infatti, ottenere in poco meno di tre mesi l'approvazione da parte del consiglio comunale di una delibera che modifichi il regolamento comunale e indica la gara d'appalto. Queste nuove modalità sull'affidamento del servizio di riscossione sono state prescritte con una serie di interventi legislativi varati a partire dal 2005 (si veda sotto). In particolare, senza una gara a evidenza pubblica, dal 2011 i comuni non potranno esternalizzare la riscossione coattiva e si troveranno in seria difficoltà. I ritardi accumulati vanno, infatti, ad aggiungersi alla mancata – concreta – parificazione dei poteri attribuiti a comuni e concessionari locali rispetto a Equitalia per quanto riguarda l'esecuzione forzata e rischiano di minare il processo di liberalizzazione del settore.

Equitalia che in questi anni ha affiancato la maggior parte degli enti locali, incrementando, ma non più di tanto, le percentuali di imposte recuperate rispetto alle precedenti gestioni, ha manifestato le proprie perplessità a prendere parte, quando saranno indette, alle gare, ritenendo la prosecuzione dell’attività antieconomica . Tuttavia nei giorni scorsi i municipi che si avvalgono della riscossione di società del sistema pubblico sono stati "avvisati" con una comunicazione ufficiale dagli uffici di Equitalia. Dal canto suo l'ANCI , attraverso l’ IFEL consapevole dei problemi con cui sono alle prese sia i piccoli che i grandi comuni ha reso note le proprie indicazioni ai sindaci. con la relazione : Riscossione delle Entrate degli Enti Locali dal 2011- Approfondimenti e spunti di riflessione- diffusa il 12 settembre 2010.

La normativa

Il DECRETO-LEGGE 10 febbraio 2009, n. 5 conv. nella L.9.4.2009, n.33 sugli incentivi 2010 recependo il testo approvato dalle commissioni finanzee attività produttive, stabilisce che dal 1° gennaio 2011, salvo proroghe che però potrebbero esporre l'Italia a pesanti sanzionidall'Unione europea, i Comunidovranno rassegnarsi ad attribuirecon procedure ad evidenzapubblica, e quindi con gara, siala riscossione coattiva che quellaspontanea dei tributi locali. Cosache oggi sono molto restii a fare.

Il tentativo di portare un impulso liberalizzatore in un mercato quale quello della riscossione locale che ha sempre fatto molta fatica ad aprirsi alla concorrenza, è contenuto nel maxiemendamento , su cui il governo ha posto la questione di fiducia.

Il testo dell'esecutivo recepisce integralmente, salvo alcune modifiche richieste per mancanza di copertura, le proposte predisposte dalla commissione bilancio

Il testo approvato dovrà dare un impulso alle liberalizzazioni in un settore fortementechiuso, come ha lamentatol'anno scorso il Consiglio diStato nella sentenza n.770 depositata il 19 novembre 2009.

Il provvedimento modifica l'articolo 3, comma 25-bis del decreto- legge n. 203 del 2005, e affida sia la riscossione spontanea che quella coattiva alle società che hanno ceduto ad altre il ramo d'azienda relativo alle attività svolte in regime di concessione per conto degli enti locali, oltre che ad Equitalia spa e alle società da questa partecipate. Con un'avvertenza: dal 1° gennaio 2011 l'affidamento dovrà avvenire mediante procedure ad evidenza pubblica.

E in prospettiva dell'avvento della concorrenza viene abrogata, sempre dal 1° gennaio 2011, la norma (articolo 3, comma 6 del dlgs 13 aprile 1999, n. 112) che oggi vieta ai concessionari della riscossione di rifiutare l'affidamento, da parte dei comuni, della riscossione coattiva quando gli stessi enti abbiano deciso di gestire autonomamente quella spontanea. NOTA 1

La novellata normativa implica la necessità di un più accurato corredo istruttorio delle decisioni degli Enti, con riferimento ai vari casi che si dovessero presentare.

Non vi è alcun dubbio che la liberalizzazione porterà a una progressiva erosione del monopolio di Equitalia, ma di sicuro la società pubblica di riscossione dovrà rivedere qualcosa e magari abbassare l'aggio attribuitole (al momento fissato al 9%) per essere più concorrenziale.

D’altronde ha preso sempre più forma il cammino giurisprudenziale che interpreta l'art. 3, comma 25, del dl 203/2005,conv. nella l. 2.12.2005,n. 248 come affermazione del principio della concorrenza, a garanzia di tutti gli attori della riscossione pubblica; da Equitalia ai soggetti privati iscritti all'albo (art. 53), destinatari diretti e indiretti della legge che ha spazzato via il sistema ministeriale degli affidamenti in concessione, per lasciare spazio alla Holding pubblica nata come Equitalia spa. Una riforma legislativa che ha dato corpo a un'operazione societaria senza precedenti, la quale dovrà terminare il 31.12.2010, cioè quando gli affidamenti della riscossione dovranno seguire le regole dell'evidenza pubblica, secondo le modalità previste dall’art. 52, comma 5, del Dlgs n.446/97..

Un concetto nuovo per i comuni abituati alla prerogativa del ruolo, che poteva essere mantenuta, come insegna la sentenza del Tar n. 3027 del 23.10.2008, fintando che esisteva l'onere di espletamento della gara per l’individuazione del soggetto cui affidare la concessione della funzione pubblica di riscossione. Il sistema, definito della «gara a monte», viene ora inquadrato come il sistema della «gara a valle», rigorosamente di competenza dell'ente locale, reduce da rapporti non sempre facili con il mondo dei concessionari. NOTA 2

La scadenza del 31.12.2010, ha dunque un impatto significativo, imponendo ai Comuni un’attenta valutazione sugli aspetti organizzativi, sulle diverse scelte che possono essere fatte e sui risultati che si possono ottenere in rapporto alle risorse disponibili ed al contesto in cui si opera.

In altre parole la modalità di riscossione delle entrate non è più una decisione normativa o regolamentare, bensì diventa strumento di efficacia, efficienza ed economicità nelle mani della dirigenza. La scelta delle modalità operative, ruolo o ingiunzione, dovrà seguire un percorso di analisi, nel quale l'ente impositore che partirà dalle risorse umane disponibili, non trascurando che, gestire direttamente le proprie entrate, significa governare appieno i canali degli incassi e avere il controllo diretto sui procedimenti di esecuzione.

Una scelta che si può sostenere anche con soggetti cosiddetti strumentali, cui affidare fasi del procedimento che restino in capo all'ente. Quando l'esito di questa prima analisi si conclude a favore della esternalizzazione del servizio, cosa che accade facilmente nei comuni più piccoli, corre l'obbligo di sapere che il ruolo non è più disponibile in affidamento diretto, come conferma il dispositivo del Consiglio di stato nella citata Sentenza n.770/2009, ma l'individuazione del terzo dovrà avvenire mediante un procedimento di selezione nel quale pesano come macigni, elementi come il compenso per la riscossione e i costi delle procedure, nel rispetto del principio, spesso dimenticato, che non si possono computare oneri aggiuntivi al contribuente. Una frase che richiama l'ente a una responsabilità verso il debitore esposto all'azione esecutiva che non può, per questa colpa, diventare il destinatario di richieste più esose rispetto a quelle decise dalle tabelle ministeriali per la riscossione, oggi ancora unico punto di riferimento. A questo processo concorrenziale va attribuito il merito di aver cambiato l’offerta, prima quasi inesistente, oggi fatta di sistemi telematici di rendicontazione in grado di informare l'ente sul destino dei crediti attesi, quei residui attivi che non possono sfuggire al controllo degli Enti. NOTA 3

Non vanno tuttavia sottaciute le brutte esperienze dovute alla liberalizzazione del settore, che tengono banco principalmente nei comuni del Lazio, dove i riversamenti delle somme riscosse sembrano aver perso la strada di casa, evidenziando anche una vistosa miopia dell'ente locale nel controllare chi opera per suo conto.


I Comuni verso la gestione diretta della riscossione

L'opzione dell'affidamento a soggetti esterni per l'Anci va considerata come non prioritaria: «Si ritiene, sostiene, che la soluzione della gestione diretta delle attività in questione sia quella da preferire e, comunque, da valutare in prima istanza». Il Comune, con la gestione diretta o attraverso una società in house, può mantenere un controllo costante su attività di grande rilievo. «Recenti fatti di cronaca riguardanti l'affidamento a terzi della gestione delle proprie entrate – precisa la nota Anci-Ifel, del 12 settembre scorso e il riferimento al default di Tributi Italia appare lampante – hanno evidenziato l'importanza che il comune, anche quando esternalizza mantenga un controllo penetrante dell'attività svolta dai gestori, controllo che non può prescindere da una diretta conoscenza delle attività oggetto di affidamento e dal rigoroso mantenimento in capo al comune del possesso delle informazioni sulle basi imponibili e sugli adempimenti dei contribuenti».

Per l'Anci vanno abbandonati i contratti che prevedono «la gestione da parte del soggetto terzo incaricato dei canali d'incasso della riscossione spontanea, se non nell'ambito di procedure che assicurino un automatico e pressoché immediato riversamento delle somme nella tesoreria comunale (cash pooling), così da sgombrare il campo alla radice da qualsiasi ipotesi di utilizzo improprio dei riversamenti periodici da parte del concessionario».NOTA 4

Continua la Circolare ANCI-IFEL che va evidenziata l’importanza che riveste nell’ambito della struttura comunale l’unità operativa che gestisce le entrate e l’esigenza che la stessa sia adeguatamente dotata sotto il profilo della professionalità e delle risorse disponibili, compreso gli strumenti tecnologici assegnati.

Quindi si deve ritenere che la scelta di fondo da cui si deve partire è quella di una profonda comprensione delle problematiche relative alla gestione operativa delle entrate, sulla cui base poter effettuare scelte appropriate nell’ambito dell’ampio ventaglio delle opzioni a disposizione, dalla gestione diretta, che –compatibilmente con le risorse effettivamente disponibili- resta un punto di partenza e di valutazione comparativa ineliminabile, ai diversi gradi e modalità di esternalizzazione.

Comuni all'attacco su gare e affidamenti

Devesi, innanzitutto precisare che restano fuori dalla scadenza del periodo transitorio tutti i comuni che, in maniera complementare o alternativa hanno deciso di gestire direttamente le attività di riscossione, sia volontaria che coattiva le proprie entrate o le hanno affidate all’esterno mediante una procedura ai sensi dell’art.52 del D.Lgs .446/97. e che ,quindi, non si trovano in regime di proroga

Non va dimenticato che le esperienze tramite ingiunzione di pagamento gestite dai concessionari privati iscritti all’Albo o da aziende comunali da quanto è dato sapere, non hanno raggiunto un numero significativo. NOTA 5

Inoltre va sottolineato che la scadenza riguarda tutte le entrate, sia tributarie che extra tributarie ed ogni forma di riscossione ( volontaria o coattiva)

Sono già in preparazione i bandi per scegliere le società che dal 2011 provvederanno a riscuotere i tributi locali. Nella fase di avvio dei lavori per la liberalizzazione della riscossione locale si corre il rischio di incorrere nella differenza nei mezzi fra gli operatori «Io la gara la faccio anche, se su alcuni parametri l'esito è scontato e gli effetti della concorrenza si perdono». La riflessione è di Angelo Falchetti, assessore al bilancio del comune di Firenze, ma la preoccupazione torna un po' dappertutto.

Dal I° gennaio prossimo entra a regime la riforma introdotta nel 2005 (articolo 3, coma 25 del decreto legge 203/2005): gli attuali affidamenti diretti non avranno più cittadinanza, e le società che operano in questo campo dovranno essere scelte dal comuni con gara. Nei comuni sta cominciando il lavoro di preparazione dei bandi, perché strategie e parametri di gara dovranno essere fissati entro l'estate, ma il terreno di gioco non appare uguale per tutti.

«Nella riscossione coattiva sottolinea per esempio Francesco Miceli, assessore al bilancio e politiche tributarie del comune di Genova - Equitalia ha garantito efficienza, ma è in una posizione di vantaggio perché ha l'esclusiva per l'iscrizione a ruolo, mentre gli altri devono ricorrere alla vecchia ingiunzione; nelle gare, pertanto , dobbiamo prescindere dalle considerazioni sulla maggiore o minore forza di un soggetto, e concentrare le richieste sui tema dei costi e delle garanzie». Ad accendere la polemica sono i Comuni che nella riscossione che agiscono con società proprie, come accade a Torino con la Sons: «Noi naturalmente non abbiano nessuna intenzione di dismettere il patrimonio di professionalità e dei risultati rappresentato dalla Sons», chiarisce l'assessore al bilancio Gianguido Passoni, anche se il tempo delle gare obbligatorie è vicinissimo: «Serve subito un chiarimento sulle strategie che si vogliono mettere in campo nella riscossione locale, a partire dall'equiparazione normativa fra ruolo e ingiunzione: altrimenti si rimane inchiodati à un'impostazione normativa decisamente centralista».

Ruolo e ingiunzione, comunque, non sono l'unico nodo: «il limite più grande alla concorrenza - è il giudizio di Falchetti - è nell'accesso complessivo alle banche dati; che determina un vantaggio competitivo importante. In questa fase noi stiamo studiando le possibili alternative, e stiamo per esempio, avviando un test con Poste italiane per capire, sul campo che risultati ci possono prospettare; ciò non toglie che fare una gara ha senso solo se la concorrenza è reale».

«Le differenze di strumenti creano un pasticcio concorda Michele Saggese, che a Napoli guida l'assessorato alle risorse strategiche - e penso si debba arrivare a un'equiparazione tra i diversi soggetti va detto, perché siamo solo all'inizio, e come ogni processo anche la liberalizzazione deve andare avanti per tappe progressive».

A Napoli il rapporto fra imposte accertate e riscossioni effettive (59% di competenza) mostra che la macchina ha più di un difetto, e «la lotta all'evasione sarà la richiesta-chiave della nuova gestione. Il problema, spiega Saggese, sono le difficoltà endemiche e la crisi economica della città, non il soggetto che gestisce il servizio».

Sull'apertura del mercato, per la liberalizzazione della riascossione, nei municipi italiani si trovano anche voci più caute. Maurizio Leo tiene i conti di Roma, e in qualità di delegato Anci sui tributi locali offre una lettura guardinga «L'equiparazione di ruolo e ingiunzione per ora mi pare impossibile - spiega e non bisogna trascurare i presidi di garanzia indispensabili, come quelli offerti dal limiti minimi al capitale delle società operanti sul mercato. La vicenda di Tributi Italia è un'utile lezione sul tema».

Per seguirla basta andare ad Aprilia. che lamenta un buco da 30 milioni e rappresenta il comune più colpito dal naufragio della società di riscossione:

«Non parliamone nemmeno», taglia cotto l'assessore al bilancio, Antonio Chiusolo:«Vista l'esperienza abbiamo deciso di gestire tutta la partita in prima persona, e anche dopo il 2011 non cambieremo strada».


Manovra 2010

- Se non partono gli appalti i comuni restano senza riscossione - Anche Equitalia potrà «incassare» le entrate solo dopo la gara

Gestione diretta dei municipi soltanto per l'ordinario

Dal 1° gennaio 2011, i comuni rischiano di trovarsi senza strumenti di riscossione coattiva, in mancanza della gara per l'affidamento dell'accertamento e riscossione delle entrate prevista dall'articolo 3, comma 25-bis, della legge 248/2005. L'articolo 1, commi 6-quater e 6- quinquies, del Dl 40/2010 ha infatti abolito l'obbligo per gli agenti della riscossione di accettare i ruoli coattivi degli enti locali anche in assenza di convenzione, prevedendo che, dal 2011, Equitalia e le sue partecipate potranno riscuotere le entrate degli enti locali solo a seguito di gara, sia per la riscossione spontanea, sia per quella coattiva. Per la sola riscossione ordinaria i comuni potranno regolamentare la riscossione diretta sul proprio conto di tesoreria (che esclude la necessità di

effettuare una gara d'appalto).

Per tutto il 2010 Equitalia sarà infatti tenuta ad accettare i ruoli coattivi degli enti locali che in forza del principio di sussidiarietà di cui all'articolo 3 del Dlgs 112/ 1999 (salva l'applicabilità della maggiorazione del 25% dell'aggio), ma dal 2011 tale attività potrà essere delegata a terzi soltanto a fronte di un affidamento con procedura pubblica.

Ne consegue che, in assenza della gara, i comuni non potranno esternalizzare la riscossione coattiva e saranno costretti a procedere in proprio a una attività che – se fino all'emissione dell'ingiunzione di cui al Rd 639/1910 potrebbe anche essere effettuata dal comune – risulterebbe invece improponibile per la parte di esecuzione forzata in caso di mancato pagamento, in quanto la maggior parte dei comuni non ha gli strumenti e le competenze per svolgere un'attività sinora svolta in forma monopolistica da Equitalia.

Sotto questo profilo, se l'apertura a un sistema di mercato rappresenta un elemento di vantaggio per i comuni, risulta tuttavia evidente che l'impossibilità di rivolgersi a Equitalia in assenza di una procedura a evidenza pubblica, anche per il solo svolgimento dell'attività di recupero coattivo, rischia di rappresentare un grosso handicap per i comuni.

E’ stato da più parti evidenziato che lo svolgimento della gara per esternalizzare la riscossione coattiva è reso ancora più problematico dal fatto che Equitalia e gli altri soggetti iscritti all'albo di cui all'articolo 53 del Dlgs 446/1997 non sono stati equiparati nello svolgimento dell'attività di riscossione delle entrate locali, in particolare per quanto riguarda gli strumenti utilizzabili.

Ancora oggi rimangono infatti inattuati molti tasselli della normativa che dovrebbe attribuire a comuni e concessionari locali gli stessi strumenti operativi di Equitalia, sia per quanto riguarda gli strumenti di esecuzione delle somme intimate, adottabili dopo la notifica dell'ingiunzione di cui al Rd 639/1910, ai sensi dell'articolo 36 del Dl 248/2007, sia per l'accesso alle informazioni degli enti locali ai dati dell'anagrafe tributaria necessari per individuare i beni del debitore, come previsto dall'articolo 87, comma 28-sexies del Dl 112/2008.

Per quanto riguarda il primo punto, vanno ricordati i mutamenti legislativi intervenuti nel tempo che vanno dalla novità introdotta dall’art. 229 del D.Lgs. 19 febbraio 1998 n. 51, istitutivo del Giudice unico, con il quale è stata sottratta alla competenza del Giudice ordinario la vidimazione degli atti amministrativi: di conseguenza, l’ordinanza ingiunzione diviene esecutiva mediante l’apposizione della firma del funzionario responsabile, senza alcun ulteriore passaggio estern, a quella che ha reso lo strumento più appetibile da parte dei potenziali utilizzatori, è stata introdotta con l’art. 4, comma 2-sexies, della legge n. 265 del 2002, (conv.del decreto-legge 24/9/2002, n. 209 – collegato alla legge finanziaria 2003) con cui il legislatore ha previsto che per l’esecuzione forzata a seguito di ingiunzione fiscale si rinvia al titolo II del D.P.R. n. 602/73, in quanto compatibile.


Senza ombra di dubbio la portata innovativa del citato art. 4 è estremamente rilevante considerato che il Titolo II è riferito propriamente alla procedura di esecuzione forzata .

I Comuni hanno potuto, pertanto accedere con più convinzione a forme di gestione diretta della riscossione spontanea e coattiva, anche e soprattutto in forma associata onde effettuare economie di scala.

Si pensi,infatti, alla possibilità offerta dal successivo comma 2 septies, del citato art. 4, che consente la nomina all’interno dell’ente locale, di un funzionario responsabile della riscossione che esercita le funzioni demandate agli ufficiali della riscossione, i quali a loro volta esercitano,ai sensi dell’art. 49, comma 3, del DPR n. 602/1973, le funzioni demandate agli ufficiali giudiziari.


Il secondo problema (accesso all’anagrafe tributaria) sembra sia stato superato dalla normativa riguardante gli incentivi per la lotta all'evasione dei comuni nella parte riguardante i vantaggi del federalismo fiscale in atto nel nostro Paese.

Essi riguardano:

-Accatastamento «case fantasma» : Il maggior gettito derivante dall'iscrizionein catasto è attribuito ai comuni

-Accesso dei comuni ai dati dell'anagrafe tributaria relativi a: detenzione degli immobili del loro territorio, Utenze elettriche, idriche e del gas, Soggetti con domicilio fiscale nel loro territorio,

Esercenti attività di lavoro autonomo e d'impresa sul territorio del comune

Il decreto sul federalismo fiscale rafforza la partecipazione dei comuni alle attività di accertamento tributario. L'obiettivo è quello di consentire agli enti locali di avere maggior capacità gestionale delle entrate ed al tempo stesso incentivare la loro partecipazione alle attività di accertamento e recupero dei tributi statali.

Il pacchetto di misure che si pongono questi obiettivi è contenuto nel comma 7 dell'articolo 1 del decreto legislativo sul federalismo approvato lo scorso 4 agosto 2010 dal Consiglio dei ministri.

Resta tuttavia da chiarire quali tra gli strumenti previsti nel titolo II del Dpr 602/1973 (fermo amministrativo; pignoramento presso terzi mediante ordine diretto di pagamento; esenzione dal versamento di tributi e diritti per le trascrizioni, iscrizioni e cancellazioni di pignoramenti e ipoteche; imposta fissa di registro sui trasferimenti coattivi di beni mobili) possano essere utilizzati dagli enti locali o dai concessionari locali, soprattutto per quanto riguarda le modalità operative.


Un altro importante tassello riguarda, a detta di molti, la impossibilità di poter affidare con gara la riscossione coattiva, in quanto la convenienza del ruolo coattivo è talmente evidente, da non permettere che altri soggetti possano competere con Equitalia, a causa del divieto espresso di porre i maggiori costi derivanti dall'attività esecutiva a carico del contribuente.

In assenza di una effettiva parificazione degli strumenti di riscossione forzata, comuni e competere con Equitalia nello svolgimento della riscossione forzata, con la conseguenza di far fallire il tentativo di introdurre un sistema di mercato in materia di riscossione delle entrate locali, ma anche lasciare i comuni privi di effettivi strumenti di riscossione, ove – in assenza di una gara – non risultasse più possibile chiedere direttamente a Equitalia di riscuotere un ruolo coattivo a fronte del mancato pagamento dei tributi o delle altre entrate locali.

Concentrazione della riscossione nell'accertamento

Le su riportate eccezioni non tengono conto delle innovazioni riportate in materia dall’Art. 29, comma 1 dal D.L. n.78/2010, convertito nella L.n. 122/2010 (Accertamenti contenenti l’intimazione a pagare)

Poiché l'avviso di accertamento ancorché riferibile alle imposte sui redditi e dell'IVA ed il connesso provvedimento di irrogazione delle sanzioni, devono contenere anche l'intimazione ad adempiere, e divengono esecutivi all'atto della notifica e devono espressamente recare l'avvertimento che, decorsi trenta giorni dal termine ultimo per il pagamento, la riscossione delle somme richieste, in deroga alle disposizioni in materia di iscrizione a ruolo, è affidata in carico agli agenti della riscossione anche ai fini dell'esecuzione forzata, con le modalità determinate con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate.

Detta norma ha di fatto decretato definitivamente la fine del ruolo e della cartella di pagamento, in virtù del procedimenti di semplificazione avviata dall’Amministrazione Finanziaria

Voler ora ritornare al ruolo nella riscossione coattiva nella fiscalità locale è andare contro la portata storica delle citate disposizioni

D’altra parte la procedura ingiunzionale non può essere assimilata a quella tramite ruolo, strumento della riscossione ontologicamente diverso ancorché le norme della riscossione a mezzo

Ruolo (Titolo II del d. P.R. 2 9 settembre 1973, n. 602), valgono, in assenza di regole specifiche, anche per l'ingiunzione ma ciò non deve indurre in errore circa la medesima natura o le stesse

modalità operative. A conferma di tale diversità, vi è la norma che obbliga i comuni ad

emanare apposito regolamento per scegliere, tra lo strumento del ruolo e quello

dell'ingiunzione, la modalità più adeguata per la riscossione delle proprie entrate. La possibilità di poter utilizzare anche l'ingiunzione fiscale per la riscossione delle sanzioni amministrative alternativamente al ruolo in relazione alle scelte deliberative e regolamentari dell'Ente locale, come detto in precedenza, non deve trarre in inganno poiché i due istituti rimangono differenti oltre che per natura anche per modalità operative, non essendo affatto accostabile la procedura del ruolo a quella ben più snella e veloce dell'ingiunzione.

Infatti, l'ingiunzione è per la riscossione dei tributi locali uno strumento per sua natura più efficace del ruolo poiché consente una maggiore snellezza e celerità della procedura in quanto l'ente titolare dell'entrata può immediatamente emettere il titolo esecutivo nell'immediato verificarsi del presupposto, mentre per il ruolo i tempi di trasferimento dall'Ente all’Agente della riscossione per la emissione della cartella esattoriale di un elevato numero di posizioni di contribuenti/utenti ha spesso comportato problemi di tempestiva emissione; proprio per questo essa, meglio del ruolo, può porre freno a quel fenomeno della "evasione da riscossione" che viene causato proprio da quegli strumenti di riscossione non sempre precisi ed efficaci e non sempre in grado di colpire quei beni e quei rapporti patrimoniali del debitore che possono garantire la riscossione dei tributi.

Non vi è alcun dubbio che una volta ottenuta l’equiparazione in materia di notifica e di espletamento della procedura esecutiva,l’ingiunzione può dirsi potenzialmente dotata di maggiore naturale efficacia.

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FINE DEL REGIME DI PROROGA DELLA GESTIONE DEI TRIBUTI LOCALI E

PERMANENZA DEL POTERE COMUNALE DI RINNOVO''

Dopo la proroga facoltativa delle concessioni-contratto dei tributi locali in corso all'entrata in vigore della legge n. 248/05 (art. 1, commi 25 e 25-bis), dal 1° gennaio 2011 torna operativo l'onere di legge delle procedure pubbliche di gara per l'affidamento delle gestioni (nelle varie fasi della liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi e riscossione delle altre entrate pubbliche locali) agli operatori iscritti all'Albo di cui all'art. 53 del d.lgs. n. 446/97.

In vista di tali oneri ed adempimenti sono stati effettuati alcuni interventi normativi per la ristrutturazione e "razionalizzazione" della platea degli operatori interessati alle attività, iniziando dall'aumento per legge (anziché per regolamento) del capitale sociale minimo occorrente per l'iscrizione all'albo dei concessionari o per l'adeguamento di quello versato dagli operatori già iscritti (art. 32, comma 7-bis del d.1. 185/08, convertito in legge 2/09) nell'abnorme misura, peraltro unificata, di 10 milioni, riconosciuta subito illegittima, sia dal Garante della concorrenza e del mercato, sia dalla giurisprudenza amministrativa (v. sentenza n.3656/09 del TAR Veneto, che ha disapplicato la norma, e sentenza n.186/lO del TAR Lombardia, che ha rimesso la questione alla Corte di giustizia). La norma e stata quindi abrogata e sostituita (art. 3-bis del d.1. n. 40/10 convertito in legge il 19/05/10) con una disciplina articolata in tre classi di operatori a seconda della popolazione dei Comuni serviti con graduazione degli importi del capitale in 10 milioni, 5 milioni ed 1 milione. Tale trattamento e tuttora gravoso (salvo che intervenga l'ulteriore graduazione prevista dal precedente art. 3, comma 3, penultimo periodo, in sede di revisione dei regolamenti sull'Albo), specialmente per le imprese medio-piccole che gestiscono o intendono gestire tributi minori c on gettito limitato e con una forte incidenza delle indispensabili spese per il controllo del territorio anche ai fini del contrasto all'abusivismo diffuso; imprese che ora debbono provvedere entro il brevissimo termine del 30/06/2010 all'adeguamento del capitale sociale, pena la cancellazione dall'albo e la decadenza dalle gestioni. In ogni caso, "fino all'adeguamento non possono ricevere nuovi andamenti o partecipare a gare indette a tale fine". Permane quindi l'effetto restrittivo della concorrenza perseguito in un settore del massimo interesse per gli enti locali, specialmente nelle condizioni finanziarie in cui ora versano.

In un quadro operativo destabilizzato, sia per gli Enti, sia per i gestori dei tributi locali, ed in una situazione economica generale di crisi di liquidità con equilibri gestionali resi precari da una stretta a forbice tra maggiori esposizioni e minori entrate (interventi normativi di esclusione dall'imposta di pubblicità delle insegne di esercizio e dall'Ici delle abitazioni principali nonche di blocco delle tariffe da tempo ferme per i tributi minori), appare difficile avviare e sostenere massive procedure di gara cui potrà partecipare un numero sempre minore di operatori falcidiati anche per effetto degli interventi normativi predetti. E’ prevedibile quindi che molte Amministrazioni saranno giustamente indotte a considerare l'opportunità di continuare ad avvalersi di gestori sperimentati anche professionalmente e con aziende in condizioni finanziarie non precarie. Sarebbe infatti rischioso cd antieconomico sostituire il gestore, peraltro in base a gare che, anche in situazioni di normalità e di utilizzazione del metodo dell'offerta più vantaggiosa (da preferire nel settore a quello del massimo ribasso e da rendere anzi obbligatorio), possono riservare sorprese negative in sede di aggiudicazione (e di individuazione dei relativi criteri) da parte di componenti delle necessarie Commissioni di valutazione.


I problemi gestionali


Riscossione spontanea

Una specifica attenzione va dedicata alle scelte relative alla gestione della riscossione spontanea, la cui esternalizzazione, in termini di contenuti di servizio richiesti, si configura come un insieme di attività di supporto piuttosto che come un effettivo affidamento all'esterno di una funzione pubblica.

Tali evidenti caratteristiche mal si conciliano con dispositivi di affidamento complessi, ne tantomeno con criteri di remunerazione ad aggio sulle entrate r scosse, la cui acquisizione avviene non tanto per effetto dei pur importanti strumenti di comunicazione e facilitazione dei pagamenti, quanto per la normale propensione della maggioranza dei contribuenti ad essere in regola con gli adempimenti relativi alle entrate.

In questo contesto appare decisamente da abbandonare ogni dispositivo contrattuale che preveda la gestione diretta da parte del soggetto terzo incaricato dei canali d'incasso della riscossione spontanea, se non nell'ambito di procedure che assicurino un automatico e pressoché immediato riversamento delle somme nella tesoreria comunale (cash pooling), cosi da sgombrare il campo alla radice da qualsiasi ipotesi di utilizzo improprio dei tempi e delle dimensioni dei riversamenti periodici da parte del concessionario. Gli stessi istituti dell'anticipo predeterminato di denaro a fronte del variabile andamento temporale degli incassi, o del minimo garantito, quest'ultimo tuttora

ampiamente utilizzato nella regolazione degli affidamenti delle entrate minori, andranno attentamente valutati in quanto inducono vantaggi finanziari immediati, ma a fronte di un'ulteriore perdita di controllo sull'effettivo andamento della gestione delle entrate.

Già oggi, del resto, molti Comuni gestiscono direttamente sia la riscossione-volontaria sia l'accertamento delle loro entrate, con il supporto eventuale di servizi esterni di natura specialistica, ma senza ricorrere a concessioni di servizio. La possibilità di poter ricorrere a forme associate di gestione, o la creazione di società in house (preferibilmente multiente), sono soluzioni che richiedono sicuramente attenzione e impegno, ma che possono poi consentire un salto di qualità nel contenimento dei costi e nel miglioramento dei risultati.

Non vi è alcun dubbio che nell’ambito dell’attività di riscossione volontaria, compito dell’Ente locale è quello di porre in essere tutte le procedure e gli accorgimenti utili a semplificare gli adempimenti dei contribuenti, in conformità al principio che il cittadino paghi meglio quando è agevolato nel farlo.

Tale obiettivo permette:

-la riduzione dei costi e dei tempi di esecuzione dei versamenti;

- la disponibilità immediata degli importi riscossi;

- di migliorare il monitoraggio delle previsioni dei flussi di cassa:

un avvio tempestivo delle attività di verifica nei confronti dei debitori inadempienti;

di migliorare il sistema dei rapporti tra contribuente ed ente impositore.


Riscossione coattiva

Per quanto riguarda poi il vero nodo, ovvero, la riscossione coattiva, l'Anci sostiene che «non è pensabile che un comune, soprattutto se di piccole dimensioni, possa gestire in proprio la fase dell'esecuzione forzata o debba, a fronte magari di qualche decina di avvisi di accertamento non pagati, ricorrere ad una gara per individuare il gestore della riscossione coattiva». E’ inutile sottolineare che siamo pienamente in sintonia con quanto sopra sostenuto, che, in sostanza avvalora la tesi del ricorso necessitato , quasi obbligato, all’associazionismo operativo nella particolare materia.

LA COSTITUZIONE DI CONSORZI

La riscossione dei tributi locali tramite la gestione in forma associata.

La gestione in modo integrale della riscossione volontaria e coattiva dei tributi,comprensiva delle eventuali attività propedeutiche di accertamento e liquidazione, al fine di conseguire una razionalizzazione dei costi ed una maggiore efficienza e tempestività nell’azione gestionale ,rappresenta lo scopo primario degli Enti Territoriali.

In questi ultimi anni si è assistito ad una graduale e progressiva affermazione della gestione diretta da parte degli Enti locali,con una tendenza sempre più marcata ad evitare,comunque,il tradizionale affidamento ai concessionari della riscossione. La necessità di prestare la massima attenzione alle “proprie entrate” il panorama legislativo sconvolgente e la rivoluzionaria riforma testè entrata in funzione ( 1 ottobre 2006) che ha sancito la piena e completa autonomia degli Enti locali nella gestione dei servizi in questione,impongono valutazioni e scelte con tempistiche e modalità meditate e programmate. Il comparto della fiscalità locale può transitare per la gestione del servizio svolto dagli stessi soggetti pubblici in forma associata in alternativa ai soggetti privati ed alla Equitalia spa.. Ciò comporta il pieno coinvolgimento e la massima partecipazione della Regione,delle Province e dei Comuni interessati che potrà avvalersi di altri enti istituzionali a completo capitale pubblico con strutture capillari su tutto il territorio nazionale e di società specializzate a fornire gli strumenti tecnici ed informatici che supportino tutta l’attività dei prelievi fiscali. In tal caso gli Enti Territoriali ,che decidono di gestire il servizio in forma associata NON DEVONO DELEGARE A TERZI QUELLI CHE SONO I COMPITI ISTITUZIONALI D’INDIRIZZO E DI COORDINAMENTO DELL’ATTIVITA’

Il decreto legge n. 78 del 31.5.2010, convertito, con modificazione nella Legge 30.7.2010, n. 122 è stato emanato al fine di contenere la spesa pubblica e quella di contrastare l’evasione fiscale oltre a rilanciare la competitività economica.

Di rilievo vi è da considerare la parte che si riferisce agli enti locali i quali dovranno obbligatoriamente esercitare le funzioni fondamentali attraverso convenzioni come stabilito dalla legge 42 del 2009 e citate nell’articolo 14 comma 3.della legge. N. 122.

Si ritiene opportuno sottolineare, a tale scopo, che l’unica prospettiva degli enti locali è quella della costituzione del Consorzio, come previsto dall’articolo 31 della legge 267/2000. NOTA 6

Il Consorzio non avendo scopo di lucro, viene considerato Ente di diritto pubblico,gestito da parte dei Sindaci, che a loro volta potranno definire una convenzione che è prevista dalla legge 24 dicembre 2007 n° 244 comma 3, con una società di servizi, interamente controllata dal Consiglio Direttivo.

I vantaggi che ne derivano a livello economico sono notevoli, in quanto gli Enti locali avranno una notevole economia di scala, con una riscossione più veloce ed una gestione del contenzioso a totale carico del Consorzio attraverso la Società convenzionata.

Inoltre si fa presente che tale costituzione prevede la gestione della Commissione Tributaria, la quale dovrà fornire elementi utili all’Agenzia delle Entrate per quanto riguarda l’evasione parziale e/o totale dei tributi,con un’analisi approfondita da parte di funzionari con alto grado di preparazione tributaria

A1 fine di maggiore chiarimento dei vantaggi economici che i Comuni potranno usufruire con la partecipazione al Consorzio possono così riassumersi:

1) ai fini tributari tra Consorzio ed Ente Locale, non sarà applicata sulla fatturazione l'imposta IVA 20%.

2) il Comune riscuoterà le imposte e le tasse direttamente sul suo c/c postale o bonifico bancario, in quanto il c/c RAV potrà essere pagato alla Posta oppure presso qualsiasi Banca senza ulteriori spese di incasso. In contrapposizione allo stato attuale i versamenti vengono effettuati ad Equitalia la quale effettuava il riversamento con aggiunta di spese di incasso.

3) i compensi che attualmente percepisce Equitalia, NON dovranno essere corrisposti al Consorzio.

4) le spese inerenti la liquidazione ed accertamento che attualmente sono demandate a Società esterne con una percentuale sull'incasso dal 15% al 30% NON dovranno essere corrisposte.

5) I costi del personale NON sono a carico del Comune, ma bensì delle Società convenzionate e successivamente partecipate al Consorzio per il raggiungimento dello scopo sociale.

6) il Consorzio avrà diritto ad un finanziamento della Regione che sarà destinato ai Comuni con una ripartizione proporzionale al capitale versato (l,00 Euro ad abitante)

7) le spese relative alle quote inesigibili prodotte da Equitalia sulla base dei ruoli, NON dovranno essere corrisposte.

8) il contenzioso previsto da parte dell' attuale normativa, prevede per i ruoli gestiti da Equitalia, con il rito privilegiato fiscale (pignoramento mobiliare,iscrizione ipotecaria, fermo auto,pignoramento immobiliare,procedura presso terzi) verranno espletati con il rito ordinario previsto dal Regio decreto 14 Aprile 1910 n° 639, tramite ingiunzione al Giudice Onorario (senza spese) con la notifica (a carico del contribuente di euro 1,41).Per Equitalia attualmente le spese di notifica sono di euro 5,88! ! I1 vantaggio della suddetta procedura e immediata mentre per Equitalia i tempi sono molto dilatati, in alcuni casi le procedure vengono effettuate dopo alcuni anni dalla notifica della cartella.

9) il miglioramento della gestione dei ruoli, sarà efficace in quanto il consorzio al ricevimento dei ruoli, dovrà immediatamente verificare la parte anagrafica al fine di eliminare i deceduti, i falliti,e gli irreperibili, al fine di avere una riscossione più efficace con notevoli risparmi di ulteriori spese. Allo stato attuale Equitalia NON effettua tali verifiche.

5. Ipotesi di costituzione di Consorzi pubblici.


Per lo svolgimento di servizi comuni gli Enti Locali possono utilizzare la forma associativa del Consorzio,la cui regolamentazione ha subito una evoluzione normativa diversa nel corso del decennio 1990/2000.

Per la realizzazione delle suddette attività gestionali, mediante la costituzione di uno o più Consorzi a livello regionale può divenire fattibile con riferimento al Titolo III del D.L. n. 446 del 15.12.1997, che tratta la materia del riordino della disciplina dei tributi locali. Ed al capo VIII,in riferimento alla L. 8.6.1940 n. 142, viene disciplinata la materia delle forme associative e di cooperazione,con accordi di programma regolamentati dall’art.24 della citata legge n.142 che disciplina le convenzioni e dall’art.25 che prevede esplicitamente la costituzione dei Consorzi. Tale ultima normativa è stata recepita dall’art.31 del nuovo Testo Unico degli Enti Locali n.267/2000 che prevede l’approvazione di una convenzione tra gli Enti partecipanti che deve regolamentare:

Secondo quanto previsto dall'articolo 3l citato del decreto n. 267/ 2000 gli enti locali per la gestione associata di uno o più servizi e l'esercizio associato di funzioni possono istituire un consorzio.

Al consorzio possono prendere parte anche altri enti pubblici. Pertanto unitamente allo statuto va approvata una convenzione tra gli enti. Questa convenzione deve regolamentare:

• le nomine e le competenze degli organi consortili;

• la trasmissione, agli enti aderenti, degli atti fondamentali del consorzio.

Lo statuto, conformemente a quanto indicato nella convenzione, deve disciplinare le nomine, le competenze e le funzio-ni degli organi consortili. Qualora il consorzio sia costituito da rappresentanti di enti diversi dagli enti locali l'assemblea del consorzio è composta dai rappresentanti degli enti associati nella persona del sindaco, del presidente o di un loro delegato, ciascuno con responsabilità pari alla quota di partecipazione fissata dalla convenzione e dallo statuto. Il consiglio di amministrazione è scelto dall'assemblea del consorzio.

Qualora debba essere tutelato un rilevante interesse pubblico (come il servizio di riscossione) la legge può prevedere la costituzione obbligatoria dei consorzi.

Il comma 8 dell'articolo 31 prevede che: «8. Ai consorzi che gestiscono attività aventi rilevanza economica e imprenditoriale e ai consorzi creati per la gestione dei servizi sociali, se previsto nello statuto, si applicano le norme previste per le aziende speciali».

E’ possibile operare una distinzione tra i:

-consorzi di servizi che per effetto della legge n. 448/2001 "possono gestire solo servizi pubblici privi di rilevanza in-dustriale". Tale tipologia di consorzi è disciplinata dalle norme sulle aziende speciali;

-consorzi di funzioni che hanno ad oggetto lo svolgimento di servizi sociali nella forma non d'impresa o svolgono solo attività amministrative.

Conseguentemente la Regione,la provincia ed i Comuni,per la gestione associata di uno o più servizi e l’esercizio di funzioni possono costituire un Consorzio secondo le norme previste per le aziende speciali di cui all’art.23,in quanto compatibili. Al Consorzio possono partecipare altri enti pubblici,ivi comprese le Comunità Montane,quando a ciò autorizzate,secondo le leggi alle quali sono soggette.


6. Aspetti operativi

Fra le diverse ipotesi elencate dal comma 5 del citato D.L. n. 446 è stato ritenuto che la gestione della riscossione dei tributi locali in forma associata sia la più fattibile per i seguenti motivi.


7. I servizi che l’istituendo Consorzio potrebbe offrire sin dall’inizio della sua costituzione

La proposta riguarda i seguenti servizi/obiettivi:

a) l’integrazione e standardizzazione dell'intero ciclo di gestione delle entrate con un programma di informatizzazione ad alto livello.

b) l'analisi, l'elaborazione, 1a stampa e la gestione dell'íntero ciclo per la riscossione delle seguenti entrate patrimoniali e tributi

- Liquidazione ed accertamento I.C.I.:- acquedotto.- Gas.- Tarsu gestione rifiuti. - Trasporti scolastici. - Mense scolastiche. - Asili.- Imposta di pubblicitá. - Tosap.- Contravvenzioni. - Parcheggi. - Mercati e fiere. - Patrimoni. -Impianti sportivi.- - Pubblica illuminazione.-Verde pubblico. - Territorio.

c} I proponenti sono é in grado di offrire un sistema integrato per :

- Controllo dei flussi finanziari con l'aggiornamento costante dei dati e con riferimento alle novitá normative.

- Rapporto di comunicazione e trasparenza con i contribuenti .

- Monitoraggio sul livello di qualitá.

- Il controllo del rapporto qualitá prezzo.

d) Il sistema integrato prevede :

- La gestione diretta o coattiva delle Entrate che l'Ente locale affida in riscossione.

- Rendicontazione per i singoli Enti.

- Interfaccia dei diversi servizi.

e) Il sistema si esplica attraverso le seguenti fasi:

- gestione delle convenzioni. - Costruzione dei carichi.- Stampa fatture e solleciti.- Gestione dei servizi a consumo.- Gestione della riscossione per tutti i carichi dell'Ente.- Il versamento e la rendicontazione per tutte le entrate.- Estrazione del contenzioso per la costruzione del ruolo coattivo.

f) La gestione dei contenzioso sará attuato attraverso le seguenti fasi:

a) invio lettere di sollecito.

b} Successivo invio di lettera raccomandata di preavviso all'invio dell'ingiunzíone.

c) Instaurazione del contenzioso a mezzo dell’istituendo Ufficio Legale avannti il Giudice di Pace ed il Tribunale

Civile competente per territorio.


6. Il coinvolgimento del personale

La realizzazione del progetto passa attraverso il coinvolgimento di personale operativo altamente specializzato.

Detto personale dovrà essere,possibilmente di estrazione esattoriale,iscritto all’Albo dei Collettori e degli Ufficiale della Riscossione,il quale dovrà seguire un corso di aggiornamento e riconversione professionale che abiliti alle seguenti funzioni:

Accertamento e liquidazione dei tributi-Raccolta dei dati relativi ai contribuenti -Gestione della riscossione anche sotto il profilo della riscossione coattiva –Recupero crediti.

Detta formazione potrà essere affidata al sodalizio associativo ANARESEP (Associazione Nazionale Addetti Riscossione Entrate Stato ed Enti Pubblici) per l’alta professionalità tecnica che esprime tramite i suoi associati e la possibilità di fornire materiale didattico appropriato

° ° ° ° °

Con la presente relazione tecnica abbiamo inteso fornire un’occasione di confronto sullo stato e sulle prospettive della normativa riguardante la liberalizzazione della riscossone dei tributi locali in Italia ed in particolare sulle criticità che presenta e le incertezze che genera, anche in ragione dei numerosi interventi che l'hanno toccata, privilegiando, su ogni altro, l’interesse ad estenderne il raggio di azione e rafforzarne l’efficacia.

Abbiamo cercato di dimostrare con la massima chiarezza , attraverso l’esame del quadro normativo di riferimento, le possibilità operative più convenienti per la gestione di una attività fondamentale, e per le quali gli Enti locali sono chiamati a scelte complesse sia nel merito che nelle procedure da attivare

D’altronde non va dimenticato che la forma di associazionismo proposta è l’unica via diretta per evitare complicazioni procedurali e conseguire la riscossione delle proprie entrate con effetto immediato senza aspettare la fine di una procedura complessa per adeguarsi al nuovo regime.


Note alla Liberalizzazione

NOTA 1 In caso di gare andate deserte, il Comune poteva ricorrere alla riscossione mediante ruolo affidata direttamente all’Agente della riscossione ai sensi dell’art.3 del D.Lgs n.112/99 e dell’art. 17, comma 2, del D.Lgs. n.46/99 ( Vedi Sentenza del CdS 2063/2010, che ha ritenuto che l’Agente della riscossione possa intervenire in un ruolo di sussidiarietà nel caso in cui il Comune non fosse stato in grado di gestire direttamente la riscossione coattiva o affidarla all’esterno mediante gara)

NOTA 2 Dalle quote inesigibili del non riscosso per riscosso, tutt’altro che definite come dimostra la vicenda del comma 13 dello stesso art.3, ai conti di gestione, oggetto di pesante sentenze del giudice contabile che li eleva al rango di conti giudiziali in luogo di meri conti amministrativi- molte sono le questioni rimaste aperte nonostante le riforme che si sono succedute nel tempo senza mai fare sconto agli enti locali.

NOTA 3 La stessa Equitalia, pur pretendendo la sottoscrizione di convenzioni tecniche, è recentemente passata al web sia per la rendicontazione che per la compilazione di ruoli, prima rigorosamente cartacei.

NOTA 4Vedi Marco Bellinazzo Articolo sul Sole 24 Ore dell’11.9.2010

Nota 5 Dato conto delle possibile alternative che l’attuale assetto normativo mette a disposizione degli enti locali per la gestione delle proprie entrate, non si può non considerare che su scala nazionale (dati 2006):

- i comuni che si avvalgono del sistema dei concessionari della riscossione per l’ICI volontaria sono circa il 60%. I comuni usciti dal sistema appartengono per oltre 2/3rzi ai comuni con meno di 5mila abitanti;

- i comuni nel sistema per la Tarsu-Tariffa spontanea rappresentano circa il 75%;

- per la riscossione coattiva i comuni che si avvalgono dell’Agente della riscossione sono l’87% del totale, mentre quelli che hanno optato per una scelta diversa sono poco più di 1.000, ossia il 13%.

NOTA 6 Art. 31. Consorzi

1. Gli enti locali per la gestione associata di uno o più servizi e l'esercizio associato di funzioni possono costituire un consorzio secondo le norme previste per le aziende speciali di cui all'articolo 114, in quanto compatibili. Al consorzio possono partecipare altri enti pubblici, quando siano a ciò autorizzati, secondo le leggi alle quali sono soggetti.

2. A tal fine i rispettivi consigli approvano a maggioranza assoluta dei componenti una convenzione ai sensi dell'articolo 30, unitamente allo statuto del consorzio.

3. In particolare la convenzione deve disciplinare le nomine e le competenze degli organi consortili coerentemente a quanto disposto dai commi 8, 9 e 10 dell'articolo 50 e dell'articolo 42, comma 2 lettera m), e prevedere la trasmissione, agli enti aderenti, degli atti fondamentali del consorzio; lo statuto, in conformità alla convenzione, deve disciplinare l'organizzazione, la nomina e le funzioni degli organi consortili.

4. Salvo quanto previsto dalla convenzione e dallo statuto per i consorzi, ai quali partecipano a mezzo dei rispettivi rappresentanti legali anche enti diversi dagli enti locali, l'assemblea del consorzio è composta dai rappresentanti degli enti associati nella persona del sindaco, del presidente o di un loro delegato, ciascuno con responsabilità pari alla quota di partecipazione fissata dalla convenzione e dallo statuto.

5. L'assemblea elegge il consiglio di amministrazione e ne approva gli atti fondamentali previsti dallo statuto.

6. Tra gli stessi enti locali non può essere costituito più di un consorzio.

7. In caso di rilevante interesse pubblico, la legge dello Stato può prevedere la costituzione di consorzi obbligatori per l'esercizio di determinate funzioni e servizi. La stessa legge ne demanda l'attuazione alle leggi regionali.

8. Ai consorzi che gestiscono attività di cui all'articolo 113-bis, si applicano le norme previste per le aziende speciali. (comma introdotto dall'articolo 35, comma 12, legge n. 448 del 2001)