IL DECRETO DEL “FARE” 21.6.2013, n.69

convertito nella legge n.98 del 09 agosto 2013

(Disposizioni per la riscossione mediante ruolo)

Premessa

L’articolo 52 modifica e integra la disciplina della riscossione delle imposte contenuta nel D.P.R. n. 602 del 1973, prevedendo una serie di misure finalizzate ad agevolare i contribuenti in difficoltà economica o con momentanea carenza di liquidità.

La norma è volta a migliorare le relazioni con i debitori, prevedendo in sintesi quanto segue:

è ampliata fino a dieci anni la possibilità di rateazione del pagamento delle imposte (120 rate mensili), nei casi di comprovata e grave situazione di difficoltà, eventualmente prorogabile per altri dieci anni (la normativa previgente prevede che la dilazione possa essere concessa fino a 72 rate,

prorogabili per lo stesso periodo). A tal fine, devono ricorrere congiuntamente due condizioni:

- l’accertata impossibilità per il contribuente di assolvere il pagamento secondo un piano di rateazione ordinario;

- la solvibilità del contribuente valutata in relazione al piano di rateazione richiesto.

è ampliato a otto il numero di rate non pagate, anche non consecutive, a partire dal quale il debitore decade dal beneficio della rateizzazione del proprio debito tributario;

viene stabilità l’impignorabilità sulla prima ed unica casa di abitazione a fronte di debiti iscritti a ruolo; per gli altri immobili del debitore l'agente della riscossione può procedere all'espropriazione immobiliare se l'importo complessivo del credito per cui si procede è superiore a centoventimila euro (il precedente limite era di ventimila euro);

i limiti di pignorabilità dei beni strumentali, previsti dall'articolo 515 del codice di procedura civile, sono estesi ai debitori costituiti in forma societaria;

si dà impulso alla revisione del sistema di remunerazione della riscossione, prevedendo l'adozione del relativo decreto ministeriale entro il 30 settembre;A.S. n. 974 Articolo 52

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in relazione alla vendita in proprio dei beni pignorati, per la quale può essere effettuata la stima di un esperto nominato dal giudice, questa deve avvenire nei cinque giorni antecedenti il primo incanto; per consentire al debitore di disporre di un congruo termine per esercitare concretamente la predetta facoltà di vendita in proprio il termine di efficacia del pignoramento è prolungato da

centoventi a duecento giorni;

sono escluse dal pignoramento presso terzi le somme depositate sul conto corrente del debitore dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, relative all’ultimo emolumento accreditato.

La Camera ha inserito una norma in materia di fermo amministrativo dei beni mobili registrati, prevedendo che l’agente della riscossione notifichi una comunicazione preventiva con la quale avvisa che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro il termine di 30 giorni, sarà eseguito il fermo; se entro tale termine il debitore dimostra che il bene in questione è strumentale all’attività di impresa o della professione il fermo non è eseguito. Ha altresì introdotto la previsione che il Governo riferisca alle Camere sugli effetti di ognuna delle misure recate dal presente articolo, ai fini di una loro puntuale valutazione di efficacia.

Dilazioni dei debiti tributari fino a dieci anni anziché gli ordinari sei per i debitori in grave situazione di difficoltà. Decadenza dai benefici solo al mancato pagamento dell'ottava rata, anche non consecutiva, all'interno del piano di dilazione invece delle sole due rate consecutive, richieste in precedenza. Niente espropriazione dell'immobile ad uso abitativo del debitore da parte dell’Agente della riscossione cd estensione dei limiti vigenti per le ditte individuali alla pignorabilità dei beni strumentali anche alle società cd enti con capitale prevalente sul lavoro.

Sono queste, in estrema sintesi, le principali novità introdotte in materia di riscossione dal c.d. decreto del fare approvato nei giorni scorsi dall'esecutivo targato Enrico Letta.

Si tratta di novità importanti che intervengono su alcuni punti chiave del Dpr 602/1973 in

materia di riscossione delle imposte sui redditi.

CAPO II

Semplificazione in materia fiscale

Art. 52 del Dl 21.6.2013, n.69

(Disposizioni per la riscossione mediante ruolo)

Comma 1. Al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, sono apportate le seguenti modificazioni: 15 giugno 2013

a) All'articolo 19, sono apportate le seguenti modificazioni:

1) dopo il comma 1-quater è inserito il seguente:

''l- quinquies.

La rateazione prevista dai commi 1 e 1-bis ove il debitore si trovi, per ragioni estranee alla propria

responsabilità, in una comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura

economica, può essere aumentata fino a centoventi rate mensili. Al fini della concessione

di tale maggiore rateazione, si intende per comprovata e grave situazione di difficoltà

quella in cui ricorrono congiuntamente le seguenti condizioni:

a) accertata impossibilità per il contribuente di eseguire il pagamento del credito

tributario secondo un piano di rateazione ordinario;

b)solvibilità del contribuente, valutata in relazione al piano di rateazione concedibile ai sensi del presente comma.»."

2) al comma 3, alinea, le parole "di due rate consecutive" sono sostituite dalle seguenti ",

nel corso del periodo di rateazione, di otto rate, anche non consecutive".

Comma 3 : Con Decreto Ministro dell’Economia e Finanze da adottare entro 30 gg. dalla data di conversione del presente decreto, sono stabilite le modalità di attuazione e monitoraggio degli effetti derivanti dall’applicazione del meccanismo di rateazione di cui al comma 1, lett,a). Commento

LA GRAVE SITUAZIONE Dl DIFFICOLTA’

Uno degli interventi più importanti riguarda proprio le modifiche all'articolo 19 del Dpr

602/73 in tema di dilazione di pagamento.

D'ora in avanti i debitori che si presenteranno agli sportelli dei concessionari della

riscossione potranno richiedere una dilazione di pagamento fino a dieci anni (120 rate

mensili). Per ottenere tale beneficio dovranno però dimostrare di trovarsi in una

condizione finanziaria peggiore di quella di temporanea difficoltà di adempiere prevista

dall'articolo 19 del Dpr 602/73 per l'accesso al benefici della dilazione. Tale peggiore

situazione viene definita nel nuovo comma 1-quinques, aggiunto dall'articolo 52 del dl

fare alla disposizione sopra ricordata, come quella nella quale il debitore viene a trovarsi,

per ragioni estranee alla propria responsabilità e per effetto della congiuntura economica.

La nuova disposizione oltre a definire lo stato di grave difficoltà del debitore determina

anche le due condizioni al verificarsi delle quali la stessa si intende per comprovata.

Tale due situazioni sono:

a) l'accertata impossibilita per il contribuente di assolvere il pagamento del credito tributario secondo un piano di rateazione ordinario;

b) la valutazione della solvibilità del contribuente in relazione al piano di rateazione

concedibile sulla base delle nuove disposizioni.

Si tratta a ben vedere di dover analizzare la problematica sotto due diversi profili. Il

primo, identificato dalla norma con la lettera a), riguarda l'accertamento in ordine

all'impossibilita per il debitore di rispettare gli impegni che potrebbero derivargli o che

gli derivano se si tratta di un a richiesta in proroga, da un piano di dilazione ordinario che

può spingersi fino a 72 rate mensili. Se la situazione di difficoltà è tale da non consentire

il rispetto degli impegni assunti con tale piano allora l’Agente della riscossione può valutare la possibilità di allungare la dilazione o concederla già dall'inizio, in un numero massimo di 120 rate mensili.

Una volta verificata questa prima condizione bisogna al tempo stesso verificare la solvibilità del debitore in relazione allo stesso piano straordinario di dilazione concedibile. Gli Agenti della riscossione dovranno cioè verificare che la situazione del debitore non sia cosi grave da determinarne una vera e propria insolvenza con l'impossibilita per quest'ultimo di fronteggiare un qualsiasi piano di dilazione, anche straordinario. Nel caso in cui tale seconda verifica dia un esito negativo, evidenziando uno stato di vera e propria insolvenza, nessuna rateazione, nemmeno di tipo straordinario, potrebbe essere infatti concessa al debitore.

NOVITA IN TEMA Dl DECADENZA

Con le novità introdotte dal decreto del fare il debitore decadrà dai benefici della dilazione se nel corso del periodo di rateazione si verifica il mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive. Viene così riscritta la disposizione di cui al terzo comma dell'articolo 19 del Dpr 602/73 che prevedeva la perdita dei benefici della dilazione con il mancato pagamento due rate consecutive del piano.

La nuova norma è solo apparentemente più garantista per il debitore. E' molto più facile incappare nel mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive, che non di due rate consecutive all'interno di un medesimo piano di dilazione.

Per comprendere meglio facciamo un semplice esempio. Supponiamo che un debitore abbia ottenuto un piano di dilazione di tipo ordinario di 72 mesi. Con la disposizione ante dl del fare il nostro debitore poteva permettersi il lusso di pagare un mese si ed un mese no, senza mai decadere dal beneficio della dilazione. Cosi comportandosi infatti non faceva mai scattare la condizione prevista dalla legge, ovvero il mancato pagamento di due rate consecutive. Con la nuova modalità introdotta dal decreto invece il nostro debitore, pur comportandosi nella stessa identica maniera incapperà nella perdita dei benefici di dilazione dopo soli 16 mesi. Dopo tale periodo infatti si troverà ad aver pagato otto rate cd averne impagate altrettante facendo scattare la nuova condizione prevista dal terzo comma del novellato articolo 19 del Dpr 602/73.

Si tratta anche in questo caso di una modifica rilevante che dovrà essere assimilata rapidamente dagli Agenti della riscossione e dagli stessi debitori. Essa riguarderà infatti sia le nuove rateazioni concesse dopo l'entrata in vigore del decreto del fare ma anche quelle già in essere a tale data.

E' bene ricordare a tale proposito che alla perdita dei benefici della dilazione l'intero

importo iscritto ancora a ruolo potrà essere riscosso immediatamente cd automaticamente

dagli Agenti della riscossione, in unica soluzione.

Si evidenzia che Equitalia, con una nota interna del 1° luglio 2013, ha diramato le proprie istruzioni volte ad adeguare la propria azione alla nuova normativa, anche alle procedure in corso. In particolare, la nota afferma la decorrenza immediata della norma che estende da due ad otto il numero di rate non pagate, anche non consecutive, per la A.S. n. 974 Articolo 52

244 decadenza dal beneficio della rateazione. La nota di Equitalia, con riferimento ai contribuenti decaduti dal beneficio per il mancato pagamento di due rate, ipotizza una disciplina di favore per i debitori che eviti loro di essere esclusi dalla fruizione dell’agevolazione introdotta. In attesa dei possibili chiarimenti, pertanto, nella nota si ritiene opportuno che le strutture preposte si astengano dall’attivare iniziative di riscossione nei confronti di coloro che risultino dovessero versare nella situazione anzidetta.

b) all'articolo 52

1) al comma 2-bis le parole: " e 79," sono sostituite dalle seguenti: ", 79 e 80, comma 2,

lettera b),";

2) dopo il comma 2-bis, sono aggiunti i seguenti:

" 2-ter. Nel caso in cui il debitore eserciti la facoltà di cui al comma 2-bls, la vendita del

bene deve aver luogo entro i cinque giorni antecedenti la data fissata, al sensi degli

articoli 66 e 78, per il primo incanto, ovvero la nuova data eventualmente fissata per

effetto della nomina di cui all'articolo 80, comma 2, lettera b).

2-quater. Se la vendita di cui al comma 2-ter non ha luogo nei cinque giorni antecedenti la

data fissata per il primo incanto e vi e necessita di procedere al secondo, il debitore, entro

ii giorno che precede tale incanto, pub comunque esercitare la facoltà prevista dal

comma 2-bis al prezzo stabilito al sensi degli articoli 69 e 81.";

Commento
Vendita in proprio dei beni pignorati

La lettera b) del comma 1 modifica e integra con due nuovi commi l’articolo 52 del D.P.R. 602/1973, in materia di vendita di beni pignorati a seguito di esecuzione forzata per debiti tributari. Tale articolo è stato in precedenza modificato dal D.L. n. 201 del 2011 (articolo 10, comma 13-terdecies) il quale ha consentito al contribuente sottoposto a esecuzione forzata – in luogo dell’agente della riscossione - di mettere direttamente in vendita i beni pignorati o ipotecati,

versando all’erario l’intero ricavato. La vendita deve avvenire con il consenso dell’agente della riscossione, il quale interviene nell’atto di cessione.

L’eccedenza è rimborsata al debitore entro dieci giorni lavorativi.

In particolare, la lettera b) al n. 1), per la determinazione del valore del bene oggetto di vendita, aggiunge ai rimandi agli articoli 68 e 79 del D.P.R. 602/1973, l’articolo 80, comma 2, il quale prevede per la vendita di un immobile la stima di un esperto nel caso in cui il giudice, su istanza del debitore o dell’agente della riscossione, ritenga che il valore determinato ai sensi dell’articolo 79 sia manifestamente inadeguato (l’articolo 80 è stato così modificato dalla lettera l), si veda oltre).

La lettera b) al n. 2) introduce i commi 2-ter e 2-quater all’articolo 52 con i quali viene precisato che la vendita in proprio del bene pignorato o ipotecato deve avvenire nei cinque giorni antecedenti il primo incanto. Si prevede, inoltre, che qualora ciò non abbia luogo e l'agente della riscossione attivatosi per la vendita coattiva abbia necessità di procedere al secondo incanto, il debitore possa

comunque esercitare la facoltà di vendita diretta entro il giorno antecedente la data stabilita per il secondo incanto.

La lettera c), modificando il comma 1 dell’articolo 53, prolunga il termine di efficacia del pignoramento da centoventi a duecento giorni, al fine di consentire al debitore di disporre di un congruo termine per esercitare concretamente la predetta facoltà di vendita in proprio.

Si riportano,per comodità del lettore le norme richiamate nel decreto

Art.52 Procedimento di vendita .

1. La vendita dei beni pignorati è effettuata, mediante pubblico incanto o nelle altre forme previste dal presente decreto, a cura del concessionario, senza necessità di autorizzazione dell’autorità giudiziaria.
2. L’incanto è tenuto e verbalizzato dall’ufficiale della riscossione.
2-bis . Il debitore ha facoltà di procedere alla vendita del bene pignorato o ipotecato al valore determinato ai sensi degli articoli 68 e 79, con il consenso dell’agente della riscossione, il quale interviene nell’atto di cessione e al quale è interamente versato il corrispettivo della vendita. L’eccedenza del corrispettivo rispetto al debito è rimborsata al debitore entro i dieci giorni lavorativi successivi all’incasso.

Art.69 Secondo incanto.
1. Nel secondo incanto, salvo quanto previsto dall’articolo 539 del codice di procedura civile, i beni sono venduti al miglior offerente ad un prezzo non inferiore alla metà del prezzo base del primo incanto.

Art.79 Prezzo base e cauzione.
1. Il prezzo base dell’incanto è pari all’importo stabilito a norma dell’articolo 52, comma 4, del testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, moltiplicato per tre.
2. Se non è possibile determinare il prezzo base secondo le disposizioni del comma 1, il concessionario richiede l’attribuzione della rendita catastale del bene stesso al competente ufficio del territorio, che provvede entro centoventi giorni; se si tratta di terreni per i quali gli strumenti urbanistici prevedono la destinazione edificatoria, il prezzo è stabilito con perizia dell’ufficio del territorio.
3. La cauzione prevista dall’articolo 580 del codice di procedura civile è prestata al concessionario ed è fissata, per ogni incanto, nella misura del dieci per cento del prezzo base.
Art.80 Pubblicazione e notificazione dell’avviso di vendita.
1. Almeno venti giorni prima di quello fissato per il primo incanto l’avviso di vendita è inserito nel foglio degli annunci legali della provincia ed è affisso, a cura dell’ufficiale della riscossione, alla porta esterna della cancelleria del giudice dell’esecuzione e all’albo del comune o dei comuni nel cui territorio sono situati gli immobili.
2. Su istanza del soggetto nei confronti del quale si procede o del concessionario, il giudice può disporre che degli incanti, ferma la data fissata per gli stessi, sia data notizia al pubblico a mezzo di giornali o con altre idonee forme di pubblicità commerciale. Le spese sono anticipate dalla parte richiedente.
Art.81 Secondo e terzo incanto .
1. Se la vendita non ha luogo al primo incanto per mancanza di offerte valide, si procede al secondo incanto nel giorno fissato dall’avviso di vendita e con un prezzo base inferiore di un terzo a quello precedente.
2. Qualora la vendita non abbia luogo nemmeno al secondo incanto, il concessionario procede ad un terzo incanto, con un prezzo base inferiore di un terzo a quello del precedente incanto.

c) all'articolo 53, comma 1 , le parole "centoventi" sono sostituite dalle seguenti;

"duecento "; :

COMMENTO

La norma originale è la seguente.:

Art.53 Cessazione dell’efficacia del pignoramento e cancellazione della trascrizione.
1. Il pignoramento perde efficacia quando dalla sua esecuzione sono trascorsi centoventi giorni senza che sia stato effettuato il primo incanto.
2. Se il pignoramento è stato trascritto in pubblico registro mobiliare o immobiliare, il concessionario, nell’ipotesi prevista dal comma 1 ed in ogni altro caso di estinzione del procedimento richiede entro dieci giorni al conservatore la cancellazione della trascrizione.

d) all'articolo 62: Disposizioni in materia di espropriazione di beni mobili:

1) il comma 1 è sostituito dal seguente: "1. I beni di cui all'articolo 515, comma 3, del

codice di procedura civile anche se il debitore è costituito in forma societaria cd in ogni

caso se nelle attività del debitore risulta una prevalenza del capitale investito sul lavoro,

possono essere pignorati nei limiti di un quinto, quando il presumibile valore di realizzo

degli altri beni rinvenuti dall'ufficiale esattoriale o indicati dal debitore non appare

sufficiente per la soddisfazione del credito.";

2) dopo il comma 1, e inserito il seguente: "l-bis. Nel caso di pignoramento dei beni di cui

al comma 1, la custodia è sempre affidata al debitore cd il primo incanto non può aver

luogo prima che siano decorsi trecento giorni dal pignoramento stesso. In tal caso, il.

pignoramento perde efficacia quando dalla sua esecuzione sono trascorsi trecentosessanta giorni senza che sia stato effettuato il primo incanto.‖;

Commento

Si riporta la norma citata.

Art.62 Disposizioni particolari sui beni pignorabili.
1. I beni mobili indicati nel numero 4 del primo comma dell’articolo 514 del codice di procedura civile possono essere pignorati nei casi in cui sono soggetti al privilegio previsto dall’articolo 2759 del codice civile.
2. I frutti dei fondi del debitore soggetti al privilegio stabilito dall’articolo 2771 del codice civile possono essere pignorati nelle forme dell’espropriazione presso il debitore ancorché i fondi stessi siano affittati

e) all’articolo 72-bis la parola: ―quindici‖ è sostituita dalla seguente: ―sessanta‖.

COMMENTO

Si riporta la norma citata

Art.72 bis (Pignoramento dei crediti verso terzi)..
72-bis
1. Salvo che per i crediti pensionistici e fermo restando quanto previsto dall’articolo 545, commi quarto, quinto e sesto, del codice di procedura civile, e dall’articolo 72-ter del presente decreto l’atto di pignoramento dei crediti del debitore verso terzi può contenere, in luogo della citazione di cui all’articolo 543, secondo comma, numero 4, dello stesso codice di procedura civile, l’ordine al terzo di pagare il credito direttamente al concessionario, fino a concorrenza del credito per cui si procede:
a) nel termine di quindici giorni dalla notifica dell’atto di pignoramento, per le somme per le quali il diritto alla percezione sia maturato anteriormente alla data di tale notifica;
b) alle rispettive scadenze, per le restanti somme.
1-bis. L’atto di cui al comma 1 può essere redatto anche da dipendenti dell’agente della riscossione procedente non abilitati all’esercizio delle funzioni di ufficiale della riscossione e, in tal caso, reca l’indicazione a stampa dello stesso agente della riscossione e non è soggetto all’annotazione di cui all’articolo 44, comma 1, del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112.
2. Nel caso di inottemperanza all’ordine di pagamento, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 72, comma 2.

f) all’articolo 72-ter dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: ―2-bis. Nel caso di accredito delle somme di cui ai commi 1 e 2 sul conto corrente intestato al debitore, gli obblighi del terzo pignorato non si estendono all’ultimo emolumento accreditato allo stesso titolo.‖.

Commento

Si riporta la norma citata

Art.72 ter (Limiti di pignorabilità).
Le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorate dall’agente della riscossione in misura pari ad un decimo per importi fino a 2.500 euro e in misura pari ad un settimo per importi superiori a 2.500 euro e non superiori a 5.000 euro.
2. Resta ferma la misura di cui all’articolo 545, quarto comma, del codice di procedura civile, se le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, superano i cinquemila euro

g) all’articolo 76, il comma 1 è sostituito dal seguente: ―1. Ferma la facoltà di intervento ai sensi dell’articolo 499 del codice di procedura civile, l’agente della riscossione:

a) non dà corso all’espropriazione se l’ unico immobile di proprietà del debitore, con esclusione dei fabbricati classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, è adibito ad uso abitativo e lo stesso vi risiede anagraficamente;

b) nei casi diversi da quello di cui alla lettera a), può procedere all’espropriazione immobiliare se l'importo complessivo del credito per cui procede supera centoventi mila euro. L’espropriazione può essere avviata se è stata iscritta l’ipoteca di cui all’articolo 77 e sono decorsi almeno sei mesi dall’iscrizione senza che il debito sia stato estinto

Limiti alla espropriazione immobiliare

Le successive lettere g), h), i), l) e m) intervengono in materia di espropriazione immobiliare. In primo luogo si prevede la impignorabilità dell’unica casa di abitazione (non di lusso) del debitore, escludendo la possibilità che l'agente possa avviare l'espropriazione forzata immobiliare. Nell'ipotesi di espropriazione iniziata da creditori privati, è riconosciuto al creditore pubblico il

diritto di intervento secondo i principi generali dell'ordinamento processuale.

In particolare la lettera g) sostituisce il primo comma dell’articolo 76 (espropriazione immobiliare) del D.P.R. n. 602 del 1973, facendo salva, in primo luogo, la facoltà di intervento dell’agente della riscossione nella procedura di espropriazione iniziata da altri creditori.

La norma in esame prevede che l’agente della riscossione non può dare corso all’espropriazione dell’unico immobile di proprietà del debitore, qualora esso costituisca la sua casa di abitazione dove risiede anagraficamente. Sono esclusi da questa previsione le case di lusso aventi le caratteristiche individuate dal D.M. n. 218 del 1969 (Caratteristiche delle abitazioni di lusso) e i fabbricati delle categorie catastali A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (castelli, palazzi di eminenti

pregi artistici o storici).

Per gli altri immobili del debitore (abitazioni non prima casa, case di lusso, fabbricati A/8 e A/9) l'agente della riscossione può procedere all'espropriazione immobiliare se l'importo complessivo del credito per cui si procede è superiore a centoventimila euro (il precedente limite, modificato da ultimo dal D.L. n. 16 del 2012, era di ventimila euro). Si prevede, inoltre, che in tal caso l’espropriazione può essere avviata se è stata iscritta ipoteca (di cui all’articolo 77) e sono decorsi

almeno sei mesi dall’iscrizione senza che il debito sia stato estinto.

Si evidenzia che ai sensi del comma 1 dell’articolo 77 l’iscrizione dell’ipoteca può avvenire solo dopo che siano decorsi sessanta giorni dalla notifica della cartella di pagamento, salve le disposizioni relative alla dilazione ed alla sospensione del pagamento.

La lettera h), con una modifica dell’articolo 77, precisa che l’ipoteca può essere iscritta anche nei casi sopra descritti (unica casa di abitazione e per gli altri immobili per credito inferiore a centoventimila euro), purché l'importo complessivo del credito per cui si procede non sia inferiore complessivamente a 20.000 Euro.

La finalità di garanzia dell’ipoteca immobiliare non è necessariamente preordinata all’esecuzione. Essa, infatti, mira ad impedire, in primo luogo, che siano pregiudicate le ragioni creditorie degli enti impositori per i quali l'agente della riscossione procede, nel caso in cui altri creditori avviino l'espropriazione o impongano altri vincoli reali sul bene gravato dalla cautela. Ha, del pari, la finalità di assicurare il diritto di prelazione sul ricavato della vendita conseguente all'esproprio promosso da altri e, nell'ipotesi di fallimento del debitore, di consentire all'agente della riscossione di soddisfarsi ugualmente con prelazione sul ricavato. L'iscrizione comporta, inoltre, il diritto di

sequela. Il debitore resta, infatti, libero di disporre del bene ipotecato, ma il trasferimento eventualmente disposto nonostante l'iscrizione della cautela non è opponibile all'agente della riscossione, che può soddisfarsi sul bene acquisito da terzi.

Le lettere i) e l) integrano le norme previste per la pubblicità degli incanti e per la stima del valore dell’immobile pignorato.

In particolare si prevede che gli agenti della riscossione, per rendere quanto più proficue le operazioni di vendita, hanno l'obbligo di pubblicizzare la vendita stessa sui siti delle proprie società di riscossione (articolo 80, comma 1-bis).

Il giudice, su istanza del debitore o dell’agente della riscossione, nel caso in cui ritenga che il prezzo base, determinato ai sensi dell’articolo 79, sia manifestamente inadeguato, nomina un esperto per effettuare la stima. L’agente della riscossione può richiedere la nomina di un ausiliario per l'identificazione delle caratteristiche del bene o per esigenze di custodia (articolo 80, comma 2).

Nei casi in cui il giudice abbia disposto la pubblicità degli incanti a mezzo di giornali o con altre forme di pubblicità commerciale, ovvero abbia nominato un esperto per la stima, ovvero un ausiliario per la relazione sulle condizioni del bene pignorato e per la custodia, le spese sono anticipate dalla parte richiedente e liquidate dal giudice in prededuzione, ovvero in via prioritaria (articolo 80, comma 2-bis).

Nel caso in cui siano state effettuate le nomine sopradette (esperto o ausiliario) il pignoramento non perda efficacia se il primo incanto, a causa delle nomine, non può essere effettuato entro il nuovo termine di legge, ovvero duecento giorni (articolo 80, comma 2-bis). In tal caso, l'agente della riscossione ha l'onere di fissare i nuovi incanti e di notificare il relativo avviso al soggetto nei confronti del quale si procede (articolo 78, comma 2-bis).

Commento

Si riporta la norma citata

Art.76 Espropriazione immobiliare.
1. L’agente della riscossione può procedere all’espropriazione immobiliare se l’importo complessivo del credito per cui si procede supera complessivamente ventimila euro.
2. Il concessionario non procede all’espropriazione immobiliare se il valore del bene, determinato a norma dell’articolo 79 e diminuito delle passività ipotecarie aventi priorità sul credito per il quale si procede, è inferiore all’importo indicato nel comma 1.
Fondamentale e necessario l'intervento operato dal decreto legge in materia di espropriazione immobiliare. Sostituendo completamente il primo comma dell'articolo 76 del Dpr 602/73 viene infatti riscritta in toto la procedura di espropriazione immobiliare da parte dell’Agente della riscossione. In questo tipo di intervento sono evidenti le esigenze di tutela del debitore introdotte dal legislatore.

In primo luogo si prevede infatti che dell’Agente della riscossione non possa dare

corso alla espropriazione immobiliare del debitore quando l’immobile su cui la stessa

può essere esercitata è l'unico immobile di proprietà del debitore, è ad uso abitativo e costituisce inoltre la sua residenza anagrafica.

Sono: invece espropriabili gli immobili che, pur presentando i requisiti di cui sopra, sono classificabili,come di lusso sulla base delle disposizioni previste nel decreto del ministro dei lavori pubblici del 21 agosto 1969 e comunque se il fabbricato è censito in, categorie catastali quali:la A/8 (ville) e la A/9 (Castelli e palazzi di eminente pregio).

Per gli immobili diversi da quelli sopra, individuati viene inoltre previsto un limite all’espropriazione esattoriale che non potrà procedere quando l'importo complessivo del credito non supera 120 mila di euro.

In aggiunta a tale ulteriore limite viene poi espressamente previsto che l'espropriazione immobiliare. possa essere avviata solo se sono decorsi almeno sei mesi dall’iscrizione dell'ipoteca prevista dall'articolo 77 del Dpr :602/73 senza che il debito sta stato estinto.

Cos’ riformulata la procedura dl espropriazione immobiliare dovrebbe dare maggiori garanzie al contribuenti rispetto a quanto avvenuto nel passato.

.L'abitazione principale del contribuente è fatta salva dall’esecuzione esattoriale ed inoltre la soglia di debito a ruolo prevista (oltre 120 mila euro) dovrebbe limitare tale tipo di attività solo per le posizioni relative ai c.d. grandi debitori.

h) all’articolo 77 , comma 1-bis, dopo le parole ―comma 1‖ sono inserite le seguenti:‖anche quando non si siano ancora verificate le condizioni per procedere all’espropriazione di cui all’art. 76, commi 1 e 2,‖;

COMMENTO

Si riporta la norma citata:

Art.77 Iscrizione di ipoteca.
1. Decorso inutilmente il termine di cui all’articolo 50, comma 1, il ruolo costituisce titolo per iscrivere ipoteca sugli immobili del debitore e dei coobbligati per un importo pari al doppio dell’importo complessivo del credito per cui si procede.
1-bis. L’agente della riscossione, anche al solo fine di assicurare la tutela del credito da riscuotere, può iscrivere la garanzia ipotecaria di cui al comma 1, purché l’importo complessivo del credito per cui si procede non sia inferiore complessivamente a ventimila euro.
2. Se l’importo complessivo del credito per cui si procede non supera il cinque per cento del valore dell’immobile da sottoporre ad espropriazione determinato a norma dell’articolo 79, il concessionario, prima di procedere all’esecuzione, deve iscrivere ipoteca. Decorsi sei mesi dall’iscrizione senza che il debito sia stato estinto, il concessionario procede all’espropriazione .
2-bis. L’agente della riscossione è tenuto a notificare al proprietario dell’immobile una comunicazione preventiva contenente l’avviso che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro il termine di trenta giorni, sarà iscritta l’ipoteca di cui al comma 1.

i) all’articolo 78, dopo il comma 2, è aggiunto il seguente: ―2-bis. Se, per effetto delle nomine previste dall’articolo 80, comma 2, il primo incanto non può essere effettuato nella data indicata nell’avviso di vendita, l’agente della riscossione fissa i nuovi incanti e notifica al soggetto nei confronti del quale procede, il relativo avviso contenente le informazioni di cui al comma 1, lettera d) del presente articolo.‖;

Commento

Si riporta per intero la norma citata:

Art.78 Avviso di vendita.
1. Il pignoramento immobiliare si esegue mediante la trascrizione, a norma dell’articolo 555, secondo comma, del codice di procedura civile, di un avviso contenente:
a) le generalità del soggetto nei confronti del quale si procede;
b) la descrizione degli immobili con le indicazioni catastali e la precisazione dei confini;
c) l’indicazione della destinazione urbanistica del terreno risultante dal certificato di cui all’articolo 18 della legge 28 febbraio 1985, n. 47;
d) il giorno, l’ora e il luogo del primo, del secondo e del terzo incanto, con intervallo minimo di venti giorni;
e) l’importo complessivo del credito per cui si procede, distinto per imposta, per periodo d’imposta, per interessi di mora e per spese di esecuzione già maturate;
f) il prezzo base dell’incanto;
g) la misura minima dell’aumento da apportare alle offerte;
h) l’avvertenza che le spese di vendita e gli oneri tributari concernenti il trasferimento sono a carico dell’aggiudicatario;
i) l’ammontare della cauzione ed il termine entro il quale deve essere prestata dagli offerenti;
l) il termine di versamento del prezzo di cui all’articolo 82, comma 1;
m) l’ingiunzione ad astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito i beni assoggettati all’espropriazione e i frutti di essi.
2. Entro cinque giorni dalla trascrizione l’avviso di vendita è notificato al soggetto nei confronti del quale si procede. In mancanza della notificazione non può procedersi alla vendita.

j) all’articolo 80 :

1) dopo il comma 1, è inserito il seguente: ―1-bis. Entro il termine di cui al comma 1, l’avviso di vendita è pubblicato sul sito internet dell’agente della riscossione.‖;

2) il comma 2, è sostituito dal seguente: ―2. Su istanza del soggetto nei confronti del quale si procede o dell’agente della riscossione, il giudice può disporre:

a) che degli incanti, ferma la data fissata per gli stessi, sia data notizia al pubblico a mezzo di giornali o con altre idonee forme di pubblicità commerciale;

b) la vendita al valore stimato con l’ausilio di un esperto da lui nominato, nel caso in cui ritenga che il valore del bene, determinato ai sensi dell’articolo 79, sia manifestamente inadeguato. Se l’agente della riscossione lo richiede, il giudice può nominare un ausiliario riferisca sulle caratteristiche e sulle

condizioni del bene pignorato,e può assegnare ad esso la funzione di custode del bene .»;

3) dopo il comma 2, è aggiunto il seguente: ―2-bis Nei casi di cui al comma 2, le spese sono anticipate dalla parte richiedente e liquidate dal giudice in prededuzione. In deroga a quanto disposto dall’articolo 53, comma 1, il pignoramento non perde efficacia se, per effetto delle nomine di cui al comma 2 del presente articolo, il primo incanto non può essere effettuato entro duecento giorni dall’esecuzione del pignoramento stesso

Commento

Si riporta per intero la norma citata:

Art.80 Pubblicazione e notificazione dell’avviso di vendita.
1. Almeno venti giorni prima di quello fissato per il primo incanto l’avviso di vendita è inserito nel foglio degli annunci legali della provincia ed è affisso, a cura dell’ufficiale della riscossione, alla porta esterna della cancelleria del giudice dell’esecuzione e all’albo del comune o dei comuni nel cui territorio sono situati gli immobili.
2. Su istanza del soggetto nei confronti del quale si procede o del concessionario, il giudice può disporre che degli incanti, ferma la data fissata per gli stessi, sia data notizia al pubblico a mezzo di giornali o con altre idonee forme di pubblicità commerciale. Le spese sono anticipate dalla parte richiedente.

m) all’art.85 comma 1 le parole per il minor prezzo tra il prezzo base del terzo incanto e la somma per la quale si procede, sono sostitute da “prezzo base del terzo incanto

m-bis) all'articolo 86, il comma 2 è sostituito dal seguente: m-bis) all'articolo 86, il comma 2 è sostituito dal seguente:«2. La procedura di iscrizione del fermo di beni mobili registrati è avviata dall'agente della riscossione con la notifica al debitore o ai coobbligati iscritti nei pubblici registri di una comunicazione preventiva contenente l'avviso che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro il termine di trenta giorni, sarà eseguito il fermo, senza necessità di ulteriore comunicazione, mediante iscrizione del provvedimento che lo dispone nei registri mobiliari, salvo che il debitore

o i coobbligati, nel predetto termine, dimostrino all'agente della riscossione che il bene mobile è strumentale all'attività di impresa o della professione» Commento

Si riporta per intero la norma citata:

Art.85 Assegnazione dell’immobile allo Stato.

  1. Se il terzo incanto ha esito negativo, il concessionario, nei dieci giorni successivi, chiede al giudice dell’esecuzione l’assegnazione dell’immobile allo Stato per il minor prezzo tra il prezzo base del terzo incanto e la somma per la quale si procede, depositando nella cancelleria del giudice dell’esecuzione gli atti del procedimento.
    2. Il giudice dell’esecuzione dispone l’assegnazione, secondo la procedura prevista dall’articolo 590 del codice di procedura civile. Il termine per il versamento del prezzo per il quale è stata disposta l’assegnazione non può essere inferiore a sei mesi.
    3. In caso di mancato versamento del prezzo di assegnazione nel termine, il processo esecutivo si estingue se il concessionario, nei trenta giorni successivi alla scadenza di tale termine, non dichiara, su indicazione dell’ufficio che ha formato il ruolo, di voler procedere a un ulteriore incanto per un prezzo base inferiore di un terzo rispetto a quello dell’ultimo incanto. Il processo esecutivo si estingue comunque se anche tale incanto ha esito negativo

2. All'articolo 10, comma 13- quinquiesdel decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con

modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, le parole «31 dicembre» sono sostituite dalle seguenti: «30 settembre

3. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze da

adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge sono stabilite le modalità di attuazione e monitoraggio degli effetti derivanti

dall'applicazione del meccanismo di rateazione di cui al comma 1 lettera a).

3-bis. Entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Governo riferisce alle Camere, con apposita relazione, sugli effetti di

ognuna delle misure di cui al presente articolo, ai fini di una puntuale valutazione della loro efficacia, con particolare riferimento: all'introduzione di una franchigia di 120.000 euro per l'espropriazione degli immobili diversi dalla casa di abitazione non di lusso;

all'innalzamento a 120 del numero massimo di rate in cui possono essere ripartiti i debiti; all'ampliamento a otto del numero di rate il cui mancato pagamento fa venir meno il beneficio

della rateizzazione dei debiti.

Procedura di fermo di beni mobili registrati

La lettera m-bis), introdotta dalla Camera, sostituisce il comma 2 dell’articolo 86 (Fermo di beni mobili registrati).

La formulazione attualmente vigente prevede che il fermo si esegue mediante iscrizione del provvedimento che lo dispone nei registri mobiliari a cura del concessionario, che ne dà altresì comunicazione al soggetto nei confronti del quale si procede.

Con decreto del Ministro delle finanze n. 503 del 1998 è stato adottato il regolamento recante norme in materia di fermo amministrativo di veicoli a motore ed autoscafi.

La nuova formulazione provvede a dettagliare ulteriormente tale procedura di iscrizione del fermo di beni mobili registrati:

l’agente della riscossione, prima dell’esecuzione del fermo, non provvede automaticamente all’iscrizione nei registri mobiliari, ma avvia la procedura provvedendo a notificare al debitore o ai coobbligati iscritti nei pubblici registri comunicazione preventiva, con la quale di avvisa che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro il termine di 30 giorni, sarà eseguito il A.S. n. 974 Articolo 52 249 fermo, senza necessità di ulteriore comunicazione, mediante iscrizione del

provvedimento che lo dispone nei registri mobiliari;

entro tale termine di 30 giorni tuttavia il debitore o i coobbligati possono dimostrare all’agente della riscossione che il bene mobile in questione è strumentale all’attività di impresa o della professione. In tal caso non si provvederà al fermo del mezzo.

Remunerazione degli agenti della riscossione

Il comma 2, modificando l’articolo 10, comma 13-quinquies, del D.L. n. 201 del 2011, anticipa al 30 settembre (in luogo del 31 dicembre) il termine entro il quale devono essere adottati i decreti non regolamentari del Ministro dell’economia e delle finanze che calcolano annualmente il rimborso spettante agli agenti della riscossione e in materia di rimborso spese, propedeutici all’avvio del nuovo sistema di remunerazione degli agenti della riscossione.

Si ricorda che l’articolo 10, ai commi da 13-quater a 13-septies del decreto-legge n. 201 del 2011, ha previsto la riforma del sistema della remunerazione degli agenti della riscossione. Sino all’entrata in vigore dei provvedimenti attuativi della nuova disciplina resta ferma l’antecedente disciplina in materia di remunerazione degli agenti della riscossione, recata dall’articolo 17 del D.Lgs. 112/1999 nella sua antecedente formulazione. In attesa dell'entrata in vigore di detta riforma, il D.L. n. 95 del 2012 ha previsto (articolo 5, comma 1) una riduzione dell'aggio di un punto percentuale sui ruoli emessi dal 1° gennaio 2013 (che dunque passa dal nove all’otto per cento a decorrere dalla predetta data).

In sostanza, il sistema di remunerazione con aggio è sostituito da un rimborso percentuale, alla cui determinazione si deve procedere in base ad elementi connessi ad elementi di fatto come l’andamento della riscossione, ma anche in rapporto a indicatori di produttività ed efficienza dell’agente unico della riscossione.

Il rimborso è posto a carico del debitore nella misura del cinquantuno per cento, nel caso di pagamento tempestivo (entro sessanta giorni dalla notifica della cartella di pagamento). La parte rimanente rimane a carico dell’ente creditore. Per pagamenti tardivi (successivi ai sessanta giorni dalla notifica) il rimborso è interamente a carico del contribuente.

Relazione del Governo alle Camere

Il comma 3-bis, inserito dalla Camera, prevede che il Governo riferisca alle Camere, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, sugli effetti di ognuna delle misure di cui al presente articolo, ai fini di una loro puntuale valutazione di efficacia.

La relazione del Governo, in particolare, deve dar conto degli effetti derivanti:

dall'introduzione di una franchigia di 120.000 euro per l'espropriazione degli immobili diversi dalla casa di abitazione non di lusso;

dall'innalzamento a 120 del numero massimo di rate in cui possono essere ripartiti i debiti; A.S. n. 974 Articolo 52 250

dall'ampliamento a 8 del numero di rate il cui mancato pagamento fa venir meno il beneficio della rateizzazione dei debiti.

Articolo 53

(Disposizioni per la gestione delle entrate tributarie o patrimoniali, dei comuni e delle società da essi partecipate)

(Disposizioni per la gestione delle entrate tributarie o patrimoniali, dei comuni e delle società da essi partecipate)

  1. Il comma 2-ter dell’articolo 10 del decreto legge 8 aprile 2013, n.35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64 è sostituito dal seguente: ―2-ter Al fine di favorire il compiuto, ordinato ed efficace riordino della disciplina delle attività di gestione e riscossione delle entrate dei Comuni, anche mediante istituzione di un Consorzio, che si avvale delle società del Gruppo Equitalia per le attività di supporto all’esercizio delle funzioni relative alla riscossione, i termini di cui all'articolo 7, comma 2, lettera gg-ter), del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, e all'articolo 3, commi 24, 25 e 25-bis, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, sono stabiliti inderogabilmente al 31dicembre 2013

Commento

Torna l’insana idea di un Consorzio con Equitalia

Nel futuro della riscossione locale dopo l'uscita di scena di Equitalia che, salvo ulteriori proroghe (e sarebbe la quinta), si consumerà il 31 dicembre 2013, ci sarà ancora Equitalia. A una settimana di distanza dall'entrata in vigore della proroga, inserita in extremis nel decreto sui debiti della p.a. (dl 35/2013 convertito nella legge n. 64), il pacchetto semplificazioni torna sull'argomento lasciando intravedere cosa ha in mente il legislatore per il dopo Equitalia. E cioè ancora un coinvolgimento dell'agente unico di riscossione che, attraverso le proprie partecipate locali, dovrà svolgere attività di supporto a un non meglio specificato “consorzio”. In realtà l'idea non è nuova cd era già saltata

fuori a fine 2012 (salvo poi un improvviso dietrofront) in alcuni emendamenti dei relatori al decreto sui costi della politica locale (dl 17412012). Il progetto avrebbe messo i comuni davanti a un bivio a partire dal 1° luglio 2013. Senza la possibilità di una terza via tra la gestione diretta delle entrate e l'affidamento a un consorzio, appunto, partecipato dall'Anci che si sarebbe avvalso di Equitalia per la riscossione coattiva. Poi, però non se ne fece più nulla perche gli stessi firmatari dell'emendamento (i senatori Pegorer e Sarro) si resero conto che la tassatività della riforma (senza prevedere una terza ipotesi di gestione) avrebbe realizzato un pasticcio tagliando fuori 84 concessionari 45 privati attualmente operanti nel business della riscossione locale.

Ora però la prospettiva di costituire un consorzio, <<per favorire il compiuto, ordinato cd efficace riordino della disciplina delle attività di gestione e riscossione delle entrate de comuni,,, torna alla ribalta (seppure senza alcun riferimento al ruolo dell'Anci) m l'avverbio <<anche>> la indica come una alternativa possibile, e non l'unica, alla gestione diretta, quest’ultima la più opportuna.

Nella speranza che non si pervenga ad una perdita considerevole di entrate che, dopo la sospensione dell’Imu sulla prima casa (4 miliardi), sarebbe per i Comuni una mazzata, in un quadro già altamente compromesso. cosi’ da evitare rischi di collasso dell’intera gestione e trovare lo spazio per una necessaria concertazione del riassetto della riscossione comunale.

Va sottolineato inoltre, che la quasi totalità degli Enti, ha nel passato emesso ruoli coattivi ancora in parte oggetto di riscossione presso Equitalia o, comunque, non ancora definitivamente rendicontati, in quanto quote inesigibili.

L’articolo 53 proroga - al 31 dicembre 2013 - l’operatività delle vigenti disposizioni in materia di gestione delle entrate locali (anche per le entrate di natura diversa dai tributi di tutti gli enti territoriali, non solo dei comuni), consentendo anche ai concessionari diversi da Equitalia di proseguire le attività di accertamento e riscossione di entrate locali, purché in presenza dei requisiti

per l'iscrizione all’albo dei soggetti abilitati ad accertare e riscuotere le entrate locali. La norma interviene modificando il comma 2-ter dell’articolo 10, del decretolegge n. 35 del 2013, che aveva consentito ai comuni di continuare ad avvalersi di Equitalia per la riscossione dei tributi fino al 31 dicembre 2013. Tale norma consentiva quindi - solo per la predetta attività di riscossione dei tributi (e non anche per le entrate di natura diversa) - di superare la scadenza del 30 giugno 2013, a decorrere dalla quale la società Equitalia e le società per azioni dalla stessa partecipata avrebbero cessato - secondo quanto stabilito all'articolo 7, lettera gg-ter), del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, e successive proroghe - di effettuare le attività di accertamento, liquidazione e riscossione, spontanea e coattiva, delle entrate dei comuni e delle società da questi ultimi partecipate.

Tale termine, inizialmente fissato al 1° gennaio 2012, era stato successivamente prorogato al 31 dicembre 2012 dal decreto-legge n. 201 del 2011 e, quindi, al 30 giugno 2013 dall’articolo 9, comma 4, del decreto-legge n. 174 del 2012, in attesa del riordino della disciplina delle attività di gestione e riscossione delle entrate degli enti territoriali.

Il citato decreto-legge n. 174 del 2012 conteneva anche la proroga - sempre al 30 giugno 2013 - dell’operatività delle disposizioni in materia di gestione delle entrate locali (di tutti gli enti territoriali, non solo dei comuni), contenute in particolare nell’articolo 3, commi 24, 25 e 25-bis del decreto-legge n. 203 del 2005, riguardanti le società concessionarie diverse da Equitalia. Tale termine non è stato peraltro prorogato dal D.L. 35 del 2013, restando confermata la scadenza, per le predette società, al 30 giugno 2013.

La norma in commento allinea quindi tutte le scadenze al 31 dicembre 2013 al fine di favorire il riordino della disciplina delle attività di gestione e riscossione delle entrate dei Comuni, anche mediante istituzione di un consorzio, che si avvale delle società del Gruppo Equitalia per le attività di supporto all’esercizio delle funzioni relative alla riscossione. i ricorda che la disciplina dei consorzi tra enti locali è contenuta nell’articolo 31 del TUEL ed è stata integrata dal comma 28 dell’art. 2 della legge finanziaria 2008 (legge 244/2007).

L'art. 2, comma 186, lett. e), della legge 23 dicembre 2009, n. 191, ha stabilito che i comuni devono procedere alla soppressione dei consorzi di funzioni tra enti locali, facendo salvi i rapporti di lavoro a tempo indeterminato esistenti. I comuni assumono le funzioni esercitate dai consorzi soppressi nonché le relative risorse, con successione ai medesimi consorzi in tutti i rapporti giuridici in essere e ad ogni altro effetto.

Infine, l’art. 19, del decreto-legge n. 95 del 2012 ha previsto che i comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti (ovvero fino a 3.000 se appartenenti a comunità montane) esercitano obbligatoriamente in forma associata, mediante unione di comuni o convenzione, le funzioni fondamentali elencate nel medesimo articolo 19, ad esclusione di quelle relative allo stato civile.