GLI UFFICIALI DELLA RISCOSSIONE

GLI UFFICIALI DELLA RISCOSSIONE: QUESTI SCONOSCIUTI

Continuano a pervenire tramite la posta elettronica info@anaresep.it numerosissimi quesiti riguardanti la figura dell’Ufficiale della riscossione ed in particolar modo quelli riguardanti l'abilitazione all'esercizio delle funzioni di questa importantissima figura della riscossione coattiva.

La direzione dell’Associazione Anaresep, nel mentre si scusa per la impossibilità di poter rispondere singolarmente alle numerosissime richieste pervenute, intende fare, per comodità dei lettori interessati, il punto sulla situazione attuale, anche con riferimento alla possibilità concreta di impiego nelle strutture pubbliche e private esercenti l’attività riscuotitiva.

Come è noto, nelle disposizioni previste dal DPR 29.9.1973. n. 602 , dal decreto legislativo 13.4.1999, n. 112, dal DPR n. 402/2000, dal D.L.203/2005 (convertito nella L. 248/2005),dal D.L. 70/2011 ( convertito nella L.106/2011) e s.m.i. la figura dell’Ufficiale della riscossione viene posta al centro del nuovo sistema di riscossione coattiva in base a ruolo che punta decisamente alla espropriazione di beni, come gli immobili, di più forte impatto sulla platea dei contribuenti e di più sicuro realizzo

Nella prospettiva di un’azione coattiva più spedita e, possibilmente, più efficace, gli ufficiali della riscossione sono chiamati a svolgere, nell’ambito proprio, le funzioni demandate dall’ordinamento giuridico agli ufficiali giudiziari (art. 49 del D.P.R. n. 602) ed a tenere e verbalizzare le operazioni dei pubblici incanti per la vendita dei beni pignorati, solo che, nel nuovo sistema, tali operazioni ora riguardano anche gli immobili, secondo quanto si desume dalla collocazione delle disposizioni sul procedimento di vendita nel contesto delle norme di carattere generale in tema di espropriazione forzata (art.52 del D.P.R.n 602/73).

Vanno poi menzionate alcune specifiche attribuzioni dell’ufficiale della riscossione, derivanti dal dettato dell’art. 43 del D. Lgs. n. 112/99, secondo cui le sue funzioni non possono essere esercitate da altri in sua vece, né sotto forma di rappresentanza né sotto forma di sostituzione.

Inoltre, l’art. 44 del D. Lgs. n. 112, stabilisce in modo tassativo che il registro cronologico dell’ufficiale della riscossione, conforme al modello approvato con decreto del ministero delle finanze, dev’essere tenuto nelle forme e con le modalità stabilito per il registro cronologico dell’ufficiale giudiziario.

L’ufficiale della riscossione, per ogni pagamento ricevuto, deve rilasciare quietanza da apposito bollettario e comunicare gli estremi al concessionario o all’Agente della riscossione.

Ne consegue, innanzitutto che le dichiarazioni rese o verbalizzate dall’ufficiale della riscossione nell’esercizio delle sue funzioni fanno prova fino a querela di falso.

La portata pratica di tale principio è rilevante soprattutto nel campo della procedura per il discarico delle quote inesigibili, ed in particolare rispetto al contenuto degli atti di notifica e dei verbali di pignoramento infruttuoso o negativo elevati dall’ufficiale della riscossione, la cui veridicità non può essere messa in dubbio, in base ad accertamenti amministrativi, salvo la facoltà dell’Amministrazione finanziaria di disporre il presenziamento dell’esecuzione.

Va poi rilevato che l’ufficiale della riscossione a norma dell’art. 60 del c. p. c., è civilmente responsabile dei danni cagionati quando si rifiuta di adempiere alle sue mansioni o pone in essere atti nulli con dolo o colpa grave. Pertanto, se, in seguito ad una sua falsa attestazione della notifica di un atto (e perciò atto nullo o con dolo), sottopone ad una ingiusta espropriazione i beni del contribuente o di terzi è obbligato al risarcimento dei relativi danni.

La competenza funzionale dell’ufficiale della riscossione, che è molto vasta, comprende, pertanto, ogni atto della riscossione coattiva dei tributi e delle altre entrate dello Stato e degli altri enti pubblici, a partire dalla notificazione fino a giungere alla vendita dei beni sottoposti ad espropriazione

Gli esami di abilitazione per ufficiali della riscossione

Con il regolamento previsto dall’art. 31 della legge 8.5.1998, n. 146, sono stabilite le regole per lo svolgimento degli esami di abilitazione.

Il concorso abilitante è aperto a tutti i diplomati senza alcuna distinzione. Una particolare attenzione merita il comma 1 bis dell'art. 42 del D.Lgs. 112 /1999 come modificato ed integrato dall'art. 3 del Decreto Legge 30 settembre 2005 n. 203:

Art. 42, co. 1-bis. All'indizione degli esami per conseguire l'abilitazione all'esercizio delle funzioni di ufficiale della riscossione si procede senza cadenze temporali predeterminate, sulla base di una valutazione delle effettive esigenze del sistema di riscossione coattiva dei crediti pubblici.

II comma 36, art. 3 del D.L. 203/2005, modifica sia la predetta LEGGE 11 gennaio l951, n. 56 (Norme per l'idoneità alle funzioni di ufficiale esattoriale) che all'art. 1 stabiliva che "gli esami per conseguire l' abilitazione alle funzioni di ufficiale esattoriale sono tenuti nella data da fissarsi per ciascun anno con decreto del Ministro per le finanze." Sia il D.P.R 23 novembre 2000, n. 402, il cui Art. 1 (Bando di abilitazione) cosi recitava al comma l: Gli esami per conseguire l'abilitazione all'esercizio delle funzioni di ufficiale di riscossione sono indetti con cadenza biennale con decreto del direttore generale del Dipartimento delle entrate da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

E' importante rilevare, dunque, che la nuova formulazione dell' art. 42 del D.Lgs. 112/1999, come integrata dall'Art.3 del D.L. 203/Z005, non costituisce una mera modifica lessicale, ma sostituisce la superata necessita formale con la nuova necessità sostanziale legata ad una "valutazione" puntuale, ed "ex ante", delle "effettive esigenze del sistema della riscossione".

Pertanto, la "valutazione delle suddette effettive esigenze" è stata "de facto" alla base della indizione degli esami di abilitazione da parte dell'Agenzia delle Entrate nel 2003.

Questa stessa "ratio" normata nel 2005, è stata "in itinere"attuata quando, dopo una serie di rinvii, a partire dal 2007 si sono espletate tutte le prove d'esame ai fini dell'idoneità, e le successive fasi ai fini del conseguimento dell'abilitazione all'esercizio delle funzioni pubbliche di Ufficiale della Riscossione. Proprio per poter soddisfare, grazie agli Ufficiali della Riscossione prontamente disponibili, quelle "effettive esigenze del sistema di riscossione coattiva dei crediti pubblici." Ma dal 2005 ad oggi, chi ha valutato le "effettive esigenze del sistema di riscossione coattiva dei crediti pubblici", condizione per l'indizione dei procedimento pubblico d'esame (ex D.Lgs. 112/1999, art. 42 co.1 bis), ha voluto gli Ufficiali di Riscossione abilitati e pronti, ne ha ottenuto selezionati e fruibili elenchi, ma non se ne è finora servito.

Che fine ha fatto la figura dell’Ufficiale di Riscossione?
Chi giustifica il mancato incasso per lo Stato e per gli altri Enti Pubblici che proveniva dal loro operato?
Sono queste le domande che passiamo agli organi competenti, per pretendere dagli stessi una risposta che gli operatori del settore, purtroppo, attendono da anni.

Nomina dell’ufficiale di riscossione

La norma dell’art. 42 del D. Lgs. 13 aprile 1999 n. 112, secondo i criteri ivi indicati individua gli organi competenti al procedimento di nomina e revoca degli ufficiali della riscossione e ne stabilisce le regole .Essi sono nominati dall’Agente della riscossione fra le persone la cui idoneità allo svolgimento delle funzioni è stata conseguita con le modalità previste dalla legge 11.1.1951, n. 56 e successive modificazioni e dalle altre norme vigenti. della Riscossione ex D.L.203/2005) Decreto che cosi stabilisce al comma 1 dell'art. 42: "gli ufficiali della riscossione sono nominati dall’Agente della riscossione fra le persone la cui idoneità allo svolgimento delle funzioni e' stata conseguita con le modalità previste dalla legge 11 gennaio 1951, n. 56 (sostituita dal D.P.R. 402/2000 tuttora vigente), e dalle altre norme vigenti". Inoltre il comma 3 dell'art. 42 cosi stabilisce: gli ufficiali della riscossione sono autorizzati all'esercizio delle loro funzioni dal prefetto della provincia nella quale e' compreso il comune in cui ha la sede principale l’Agente della riscossione. L'art. 43 "Funzioni degli ufficiali della riscossione" del D.Lgs.112/1999 cosi recita: "L'ufficiale della riscossione esercita le sue funzioni nei comuni compresi nell'ambito dell’Agente della riscossione che lo ha nominato, che appone il proprio visto sull’atto di nomina sempre che non vi siano le condizioni ostative di cui all’art. 11 del regio decreto 18.6.1931, n. 733. in rapporto di lavoro subordinato con il concessionario stesso e sotto la sua sorveglianza; l'ufficiale della riscossione non può farsi rappresentare nè sostituire ". Deriva da quanto sopra esposto che la nomina dell’ufficiale di riscossione costituisce un atto complesso, di una pubblica investitura, rispetto alla quale la partecipazione dell’Agente della riscossione e quella del Prefetto formano due elementi giuridicamente distinti che più appropriatamente andrebbero definiti “designazione” e “autorizzazione”.

L’autorizzazione costituisce poi l’elemento preponderante dal momento che il Prefetto, il quale procede all’accertamento dell’esistenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi previsti dalla legge, che esercita la funzione dell’investitura giudiziaria, ed è, altresì, lui stesso che può revocare in ogni tempo l’autorizzazione, con provvedimento motivato.

Va rilevato che il ritiro dell’autorizzazione da parte del Prefetto deve essere motivato, mentre la revoca dell’atto di nomina da parte dell’Agente della riscossione costituisce sotto il profilo amministrativo, un atto autonomo, fatti salvi gli aspetti contrattuali del rapporto di lavoro.

. La nomina può essere revocata dall’Agente della riscossione in ogni momento. L’Agente della riscossione comunica la nomina alla competente Direzione regionale delle entrate a consegna l’atto di nomina all’ufficiale, che, nell’esercizio delle sua funzioni, è tenuto ad esibirlo quando ne è richiesto.

L’autorizzazione può essere revocata in qualunque momento dal Prefetto anche su segnalazione dell’ufficio competente del Ministero delle finanze.

La cessazione dell’ufficiale della riscossione delle funzioni è comunicata alla competente Direzione regionale delle entrate (art. 42, comma 4), e deve essere resa nota al pubblico mediante affissione di avviso nei comuni dove l’Agente della riscossione gestisce sportelli destinati al pubblico.

Evoluzione normativa sulle funzioni dell’Ufficiale della riscossione

Delineata, sommariamente. le competenze funzionali dell’Ufficiale della riscossione, nell’ambito della procedura esecutiva tributaria, non vi è alcun dubbio che sulla categoria, si sono abbattuti, in questi ultimi tempi, interventi legislativi e di prassi, miranti a ridurre fortemente la loro attività operativa, delegittimandone, addirittura, la professionalità.

Si è potuto constatare che questa figura cruciale del procedimento di riscossione viene tenuta in bassissima considerazione Sembra che il legislatore la voglia usare solo per i pignoramenti mentre per tutte le altre fasi procedurali gli Agenti della riscossione si avvalgono di personale differente tanto è vero che si è avuto quel problema con le notifiche effettuate dall’Agente della riscossione direttamente, che molte commissioni tributarie hanno reso nulle perché non effettuate dagli ufficiali della riscossione.

Un inspiegabile e paradossale stato di “apartheid”, tenuto svincolato e distante dalle concrete, urgenti e strutturali, esigenze del Sistema di Riscossione e dalle sue importanti dinamiche.

Deleteria è apparsa la scomparsa della  procedura mobiliare , quella, per intenderci, dagli effetti più deterrenti rispetto a  tutte le procedure, azionabile esclusivamente nei confronti dei contribuenti che risultano possessori di beni immobili e di altri specifici beni mobiliari,con l’effetto che resta conseguentemente tuttora esclusa una fascia non indifferente di contribuenti che risultano possessori dei soli beni mobili esistenti nella loro casa di abitazione.

Prima della riforma del sistema di riscossione del 1999 i predetti contribuenti venivano comunque sottoposti obbligatoriamente all'esecuzione mobiliare nella casa di abitazione e, nella maggioranza dei casi, il pagamento del debito avveniva all'atto stesso in cui l'ufficiale esattoriale effettuava l'accesso nell'abitazione, intimando di procedere al pignoramento dei beni ivi esistenti.
Con la riforma del 1999 ,come abbiamo appena visto, l'obbligo della procedura mobiliare nell'abitazione fu resa facoltativa, ma in pratica abrogato, con la conseguenza che la procedura stessa non venne più posta in essere con sistematicità e continuità.
Ne è conseguito che i predetti contribuenti  non  più sottoposti alla procedura mobiliare nell'abitazione, hanno costituito una fascia consistente di evasione da riscossione, soprattutto in relazione al mancato pagamento di tributi il cui imponibile non presuppone il possesso di beni o la produzione di redditi, come le tasse sui rifiuti solidi urbani.
Come pure sono rientrati in tale fascia i debitori di imposte sul reddito di lavoro autonomo,d’impresa e di capitali che sono però risultati nullatenenti in sede di accesso telematico in Anagrafe tributaria, previsto dall'art, 18 del D.Lgs. n. 112 del 13 aprile 1999.
Non vi è chi non vede, pertanto, l’ opportunità ed urgenza di procedere ad una  modifica della disciplina in materia di procedura mobiliare, non necessariamente mediante strumenti normativi, ma, eventualmente, attraverso disposizioni interne di "EQUITALIA  S.p.a.", da diramare alle partecipate concessionarie, affinché le stesse procedano obbligatoriamente e sistematicamente all'azione coattiva in via mobiliare a carico dei  contribuenti risultati impossidenti di beni particolari.
L’eventuale pignoramento mobiliare nell’abitazione dovrebbe altresì essere esteso anche ai contribuenti debitori di imposte sul reddito, di imposte, cioè, che presuppongono la proprietà di beni o di imprese produttivi del reddito, ma che sono risultati nullatenenti in sede di "accesso" in Anagrafe tributaria.
La particolare questione andrebbe esaminata anche sotto il profilo giuridico, in relazione al vigente diverso trattamento coercitivo riferito all'obbligazione tributaria facente capo a contribuenti possidenti e non possidenti e alla relativa conseguente diversa possibilità di evadere l'obbligazione stessa.

A tale proposito va ricordato che il decreto Sviluppo che ha preceduto le due manovre estive interviene anche sul complicato nodo dei discarichi amministrativi. L'articolo 23, comma 32, lettera c) del Dl 98/2011 modifica l'articolo 19, comma 2, lettera d) del Dlgs 112/1999, prevedendo che non costituisce causa di perdita del diritto al discarico il mancato svolgimento dell'azione esecutiva “diversa dall'espropriazione mobiliare”.

L’esclusione della mancata esecuzione mobiliare, tra le cause che determinano la perdita del diritto al discarico, e il rinvio al 30.12. 2013 del termine per la presentazione delle comunicazioni di inesigibilità, sembra preparare il terreno per un alleggerimento dei carichi da parte di Equitalia, senza troppi intoppi e senza il rischio di dover rendicontare l'attività effettivamente svolta per portare a riscossione i crediti comunali, visto che i controlli degli enti creditori sono, di norma, volti a verificare proprio l'effettivo svolgimento delle azioni esecutive.

Incomprensibile si appalesa la nuova norma regolante i pignoramenti presso terzi dei conti correnti bancari, del quinto degli stipendi e delle pensioni, ecc. ex art. 72-bis del DPR n.602/1973.

Affidare l’ordine al datore di lavoro di pagare direttamente all’Agente della riscossione a figure differenti dall'ufficiale della riscossione, snatura la ratio della creazione di tale figura

Le reiterate gravi anomalie con riferimento alla “notifica”degli atti di natura tributaria che si sostanziano nel mancato ricorso alla figura dell’Ufficiale della riscossione, sono conformate sia dalla dottrina (in tal senso A. Sacrestano, La notifica di Equitalia a mezzo posta si deve considerare come inesistente, in Guida Normativa, n. 11, dicembre 2009, p. XLI e ss.) che dalla più recente giurisprudenza (in tal senso: Ctp di Lecce, Sez. 5ª, del 16 novembre 2009, n. 909/5/09; Ctr Lombardia, Sez. V, del 17 dicembre 2009, n. 141; Ctp di Milano, Sez. 9ª, del 19/07/2010, n. 264; Ctp di Foggia, Sez. 7ª, del 29 settembre 2010, n. 348/7/10; Ctp di Pescara, Sez. IV, del 3 novembre 2010, n. 743/4/10; Ctp di Catanzaro, Sez. 1ª, del 18 novembre 2010, n. 350/1/10; Ctp di Lecce, Sez. 5ª, del 29 dicembre 2010, n. 533/5/10), secondo le quali la corretta interpretazione ed applicazione della norma di cui al primo comma dell’art. 26 D.P.R. 602/1973 determina l’inesistenza della notifica a mezzo posta della cartella di pagamento quando essa non sia effettuata dai soggetti tassativamente indicati dal suddetto primo comma.

Fra le anomalie o del mancato rispetto delle leggi e regole, l’ANTITRUST ha recentemente comminato una multa di circa 39 milioni di Euro al servizio privato suddetto (Poste Italiane) per abuso di posizione dominante, comprese le gare di Equitalia bandite nel 2008 e aventi ad oggetto la consegna attraverso messo notificatore di multe atti amministrativi e il servizio recapiti. Il TAR LAZIO ne ha respinto la richiesta di sospensione del pagamento. La Sentenza è attesa per il 4.2.2012.


I tributi delle Entrate Locali

Gli effetti dell'intreccio delle disposizioni introdotte dal DL sviluppo n.70/1911 è, dall'emendamento al DL n. 101/2011- Decreto Monti

Rischio blocco per la riscossione Senza strumenti alternativi al ruolo i municipi che si sono staccati da Equitalia

Blocco totale della riscossione coattiva con ingiunzione fiscale sia da parte dei Comuni sia dei concessionari privati. L'unica modalità di recupero coattivo sarà il ruolo di Equitalia, che tuttavia vedrà cessare tutti gli affidamenti alla fine dell'anno in corso. E’ questo lo scenario molto preoccupante che si profila già a partire dai prossimi giorni per effetto dell'emendamento apportato al decreto legge 20l/20ll, se non si provvede a una rapida correzione Sebbene l'emendamento fosse ispirato al lodevole intento di riparare ai guasti determinati dall'intervento operato con l'articolo 7 del DL 70/ll, un difetto di coordinamento tra norme rischia di produrre l'effetto opposto.

In conseguenza dell'articolo 7, comma 2, lettere gg-ter) e gg-quater), a partire dal primo gennaio 2012 avrebbero dovuto cessare tutti gli affidamenti alle società di Equitalia relativi alla riscossione dei tributi locali.. La riscossione coattiva di tali entrate sarebbe quindi dovuta avvenire solo tramite ingiunzione fiscale, con un doppio binario molto penalizzante. Qualora l'attività fosse stata svolta direttamente dall'amministrazione locale o da una società interamente pubblica vi sarebbe stata la possibilità della cosiddetta <<ingiunzione fiscale rinforzata>~, dotata cioè delle medesime prerogative del ruolo (ufficiale di riscossione, iscrizione di ipoteca, pignoramento presso terzi eccetera). Se invece l'attività fosse stata affidata ai concessionari privati, iscritti nell'albo di cui all'articolo 53 del Dlgs 446/97, le operazioni di recupero sarebbero state regolate dal Regio decreto 639/1910, con inefficienze e ritardi intollerabili. Una simile modifica risultava doppiamente pregiudizievole. Per i Comuni, da un lato, perche spesso privi dell'organizzazione necessaria per occuparsi direttamente del recupero coattivo; per i privati, dall’altro, perché spogliati di un imperio di un potere già attribuitogli anche in presenza di contratti in corso.

Con la modifica apportata in sede di emendamento, si è quindi provveduto, in primo luogo, a spostare alla fine del 2012 il termine per la cessazione degli affidamenti a Equitalia. Inoltre, nel ripristinare il potere dei Comuni di utilizzare l'ingiunzione fiscale rinforzata, si è tuttavia differita l'efficacia di tale ripristino alla fine del 2012 per un difetto di coordinamento.

Va poi ricordato che l'articolo 7, comma 2, lettera gg-septies) del D1 70/1l ha abrogato la norma di carattere generale che permetteva a Comuni e concessionari privati di utilizzare l'ingiunzione fiscale rinforzata in luogo del ruolo di Equitalia.

II risultato finale di questo puzzle legislativo è che Comuni e concessionari privati già a partire dalla fine del 2012 non possono avvalersi di alcuno strumento alternativo al ruolo , a pena di incorrere nelle antiquate procedure del 1910. Ciò, anche se il Comune avesse già deliberato l'effettuazione in proprio della riscossione coattiva o avesse proceduto a una aggiudicazione del servizio a una società privata abilitata. Anche l'iscrizione a ruolo non sembra una alternativa efficiente, posto che in linea di principio le società pubbliche di riscossione cesseranno le loro attività a fine dell'anno prossimo.

Chi ha il pane non ha i denti, e viceversa. Dopo la miniriforma contenuta nella legge di conversione al decreto sviluppo, questa regola si applica anche al Fisco locale. I «denti», in questo caso, sono gli ufficiali della riscossione, arruolati negli anni dalle società private di riscossione che lavorano per gli enti locali, e che nel nuovo regime non sapranno che farsene. Dopo il correttivo del Governo, i privati che raccolgono i tributi dei sindaci dovranno ricorrere all'ingiunzione «classica», che ha bisogno dell'ufficiale giudiziario. La «procedura esattoriale», più rapida è svolta grazie all'ufficiale della riscossione, potrà invece essere utilizzata dai Comuni che riportano il servizio al loro interno, o dalle società che saranno create per svolgere in house il servizio.
Gli ufficiali "parcheggiati" (sono circa 600, secondo l'Anacap) nelle società private, allora, diventano materia preziosissima per i sindaci in vista dell'addio a Equitalia, previsto dalle nuove regole a partire dal prossimo 1° gennaio. Peccato, però, che i Comuni debbano fare i conti con il semi-blocco del turn over, a rischio di diventare un blocco totale con la manovra in arrivo, e che in questa situazione non abbiano quindi alcuna possibilità di assumerli. È un altro «effetto collaterale» della mini-riforma, che con la rivoluzione dell'intera riscossione locale mette nel vortice una partita da 8 miliardi all'anno.

Quindi, come già detto, i Comuni potranno gestire le operazioni, nei casi di prelievo coattivo, a mezzo di ufficiali della riscossione abilitati a norma di legge. Immediatamente da più parti si è fatto notare come il Decreto Sviluppo presenti mancanze per quanto concerne l’abilitazione di nuovi ufficiali e l’assunzione degli stessi. Basti pensare prima di tutto che negli ultimi nove anni solo una volta è stata bandita la procedura per l’abilitazione. La precedente procedura è perfino risalente al lontano 1995, quando era in vigore ancora la L. n.56/1951 che rilasciava la semplice idoneità e non prevedeva dopo le prove scritte, né le indagini presso gli organi della polizia da parte degli Uffici Territoriali del Governo, come sancisce il DPR n. 402/2000. che ha sostituito la L. n.56/1951, conferendo così alla procedura di abilitazione un carattere propedeutico all’imminente operatività. E che, con la finanziaria 2011 (L.n. 220/2010 cosidetta “legge di stabilità”) , ma già con la Legge 30 luglio 2010 n. 122, il rispetto del patto di stabilità impone il blocco delle assunzioni proprio nei Comuni.
Sempre per garantire la tenuta del patto di stabilità la finanziaria per quest’anno vieta la costituzione di nuove società nei Comuni con popolazione inferiore a 30 mila abitanti salva l’ipotesi di partecipazione di più comuni che, messi insieme, superino tale soglia. Non è chiarito ancora se in questi casi tale divieto valga per le attività riscossive al pari dei servizi di rilevanza economica come stabilito dalla recente giurisprudenza amministrativa.

Una eccezione importante e recentissima è contenuta nella Legge del 24.2.2012,n. 14 di conversione del D.L. n.216/2011 ( c.d. Milleproroghe), riguardante le assunzioni a tempo determinato dei vigili urbani i quali non sono soggetti nell’anno 2011 al tetto del 50% della spesa del personale flessibile assunto dallo stesso Ente nell’anno 2009 o in mancanza nel triennio 2007- 2009. La correlazione pratica e l’analogia juris, con l’Ufficiale della Riscossione sarebbe evidente, date le delicate ed esclusive funzioni che condividono entrambe le due anzidette figure nella attività di notifica degli atti pubblici.

'Riscossione Sicilia S.p.A.'


Dal I ottobre del 2006 il settore della riscossione nelle Regioni e' stato sottoposto ad una profonda ristrutturazione secondo quanto previsto dalla D.L. 203/2005, recepita dalla Regione siciliana con la legge del 22 dicembre 2005 n.19. In funzione di tale norma e' stata costituita in Sicilia 'Riscossione Sicilia S.p.A.' società a prevalente capitale pubblico delegata alla riscossione, che ha operato come holding di controllo di 'Serit Sicilia S.p.A.'.

Dal punto di vista del capitale azionario le due società hanno, pertanto, avuto il seguente assetto: 'Riscossione Sicilia S.p.A.', holding con un capitale sociale di 16 milioni di euro, in proprietà per il 36% dalla Regione siciliana, per il 24% dall'Agenzia delle Entrate e per il 40% dal Monte Paschi di Siena S.p.A. Serit Sicilia S.p.A., con capitale sociale di 10.400.00 euro, detenuto per il 60% da Riscossione Sicilia S.p.A. e per il 40% dal Monte Paschi Siena società che ha svolto i compiti operativi nel campo della riscossione.

SERIT SICILIA S.p.A e la Società - soggetta all'attività di direzione e coordinamento di Riscossione Sicilia S.p.A. - incaricata di gestire la riscossione dei tributi e delle altre entrate nella Regione Sicilia.

Riscossione Sicilia dovrebbe incorporare Serit Sicilia secondo un piano votato dall'Assemblea Regionale Siciliana su delibera del governo (articolo 20. legge regionale 11/2010) per portare avanti il nuovo servizio pubblico costituito da dicembre . Col nuovo assetto societario Riscossione Sicilia S.p.A. ha una partecipazione azionaria della Regione del 60% e dall'Agenzia delle Entrate del 40%. Con l'acquisizione della totalità di Serit S.p.A. (mediante l'acquisizione del 40% del capitale azionario del Monte Paschi Siena S.p.A.), e la sua successiva incorporazione, prevista dal piano di riordino delle società partecipate avviato dal governo regionale, il processo di razionalizzazione potrà considerarsi concluso. L' acquisto del la quota azionaria da parte della Regione ammonta complessivamente a circa 17,5 milioni di euro, che dovrebbero essere stati versati, previa ulteriore verifica, in base all'accordo stipulato, entro il 28 febbraio del 2011.

Si ricorda, altresì, che ai sensi dell'art. 32 della L.n. 2/2009 (di conversione del decreto - legge 29 novembre 2008, n. 185) la misura minima di capitale richiesto a (tutte) le società, ai sensi del comma 3 dell'articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni, per 1'iscrizione nell'apposito summenzionato albo dei soggetti privati abilitati ad effettuare attività di liquidazione e di accertamento dei tributi e quelle di riscossione dei tributi e di altre entrate delle province e dei comuni e' fissata in un importo non inferiore a 10 milioni di euro interamente versato.

Senonchè , udite, udite : La LEGGE 29.12.2011, N. 216 CONV. NELLA L. 24.2.2012.N. 14- ART.29, COMMA 8-bis stabilisce testualmente che “ All'articolo 7, comma 2, lettera gg-ter), del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, come modificato dall'articolo 10 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, dopo le parole: «dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248,» sono inserite le seguenti: “e la societa' Riscossione Sicilia Spa”che dal 31.12.2012 cessa ogni attività riscuotitiva.

In altre parole tutti i Comuni della Regione Sicilia dal prossimo 1.1.2013, si troveranno nelle medesime condizioni degli altri Comuni d’Italia sopra descritte, essendo state uniformate le disposizioni legislative in materia di riscossione coattiva delle entrate e dei tributi locali, in tutto il territorio nazionale.


Conclusioni

E’ a tutti noto che la "guerra", giustificata o non, contro la società pubblica di riscossione dei tributi, accusata di comportamenti vessatori nei confronti dei contribuenti, è in piena escalation, ed i vertici della società si ribellano a ragion veduta. A molti, tuttavia, le nuove norme sull’andamento del sistema della riscossione nazionale appaiono esagerate, tanto da provocare le manifestazioni di piazza effettuate agli inizi del mese di Maggio 2011 e gli attentati alle strutture di Equitalia dello scorso autunno . Da più parti si ritiene che “ Rincorrere «onesti cittadini messi in difficoltà dalla crisi non è certo il modo con cui dovrebbe operare uno Stato moderno, e tutto questo non ha niente a che fare con la lotta all’evasione” In altre parole questi ritengono che «Equitalia si fa interprete di un modello fiscale vessatorio e di svantaggio che rischia di distruggere le imprese, già gravemente colpite dalla crisi economica che attualmente attanaglia in nostro Paese”.

In particolare, le critiche si appuntano sui seguenti macro temi:

  1. Equitalia continua a notificare cartelle pazze;
  2. Equitalia si arricchisce incassando aggi e interessi da capogiro;
  3. Equitalia adotta modalità di riscossione vessatorie e mette in crisi interi settori produttivi.

Dall’altra parte l’evasione fiscale è sempre al top nel nostro Paese. Fra i piccoli trucchi, come scontrini e fatture non emessi, e grandi frodi fiscali il reddito imponibile evaso in Italia sarebbe stato nell’anno 2010 pari a circa 331 miliardi di euro.

Ragionando invece in termini di imposte dirette sottratte al Fisco, siamo a quota 125,8 miliardi: Una montagna di soldi, capace di risolvere in un sol colpo, molti problemi nazionali relativi ai conti pubblici.

Le tasse non pagate, insomma restano un'enormità dal momento che il rifiuto di pagare le tasse è antico,ben radicato,straordinariamente diffuso,eccezionalmente corposo, basato con sempre maggiore insistenza su un giudizio di iniquità diretto a giustificarlo.

Ma quello che desta più scalpore è l’evasione in sede di riscossione dei tributi.

Qui l’effetto pratico è bizzarro:l’evasore consapevole, si mimetizza dietro Società Off Shore e conti esteri, senza case da ipotecare e pignorare, né auto da bloccare.

Per rendersi conto della vastità del fenomeno si rimanda alla Circolare emanata dalla Ragioneria Generale dello Stato- Ispettorato Generale finanza il 25.1.2012 pubblicata nelle News 2012 di questo sito

Quest’Associazione, si fa carico del disagio sofferto dagli Ufficiali di Riscossione che dopo tanti anni di servizio, svolti con molta professionalità, sono divenuti vittime di un sistema legislativo che negli ultimi tempi hanno portato la categoria ad un graduale accantonamento e marginalità . Il tempo però, ha dato finalmente una risposta: il netto calo della riscossione in tutto il territorio nazionale.
Quest’enorme danno è da attribuire a chi ha voluto cambiare le regole di quel sistema, che aveva dato sempre buoni frutti, senza pensare di apportare allo stesso alcun potenziamento.

Si spera che gli aspetti tecnici delle varie questioni trattate potranno  formare oggetto di studi approfonditi, sfocianti  nella redazione di documenti, contenenti i risultati delle analisi, delle indagini e delle elaborazioni  attraverso la collaborazione di professionisti addetti ai lavori ed avvalendosi anche di esperti e consulenti del modo accademico e della ricerca.
Abbiamo cercato di dimostrare  l'importanza che tra le varie discipline tecniche  evidenziate ha assunto di recente la riscossione dei tributi in Italia, in un momento storico, ove l'Amministrazione Finanziaria si è riappropriata di un ruolo istituzionale, quello appunto della riscossione, per oltre un secolo in mano ai privati
Tutto ciò apre una serie di considerazioni che meritano attenzione; la prima legata all'impegno del Ministero dell'Economia e delle Finanze nel diventare unico attore dell'attività tributaria, dall'accertamento alla riscossione coattiva, abbandonando il troppo spesso comodo palleggiamento di responsabilità tra chi impone le tasse ai cittadini e chi, poi è incaricato ad incassarle,
mediante la creazione degli Uffici esecutivi in seno alle strutture periferiche dall’Agenzia delle Entrate

Da quello che abbiamo messo "a cuocere" ci si pone davanti un progetto sì entusiasmante ma anche ma anche di vaste, se non ciclopiche proporzioni.

Si rende indispensabile a tal fine, recuperare figure tecniche e professionali date a garanzia della procedura esecutiva privilegiata .Primo fra tutte l’Ufficiale della riscossione
Il plauso a questa importante iniziativa, non può prescindere, pertanto, dal porre il fenomeno riscuotitivo in primo piano, data la sentita urgenza del problema, in vista anche  della emanazione del “ Testo Unico sulla Riscossione e sui Versamenti” fortemente auspicato dagli addetti ai lavori e, si spera rientrante nel programma dell’esecutivo..
Estremamente importante appare l’opera  dell'Anaresep  interessata  alla materia della riscossione perché sente l’esigenza di monitorare l'attività della riscossione avente come obiettivo la formulazione di proposte di soluzioni atte a migliorare le performances di riscossione, nelle materia riguardanti la strutturazione di organi, funzioni e procedura, prerequisito necessario per il corretto svolgimento dell’attività riscuotitiva.

L’importanza di tale  studio  è talmente rilevante per una Associazione che  per la sua specificità professionale è in grado di assicurare una completezza di esame ed analisi dei problemi procedurali, gestionali ed operativi del nuovo sodalizio.


Proposte operative

Ad avviso dell’Associazione non vi è dubbio che l'ufficiale della riscossione dovrebbe essere una sorta di responsabile unico del procedimento di riscossione: dalla notifica (tolta ingiustamente dalle competenze dell’Ufficiale) fino alla fase coattiva.

La mancanza di un responsabile unico della riscossione è alla base della percezione dell'utenza della vessazione delle società concessionarie che con la specializzazione dei singoli task della riscossione coattiva cercano di massimizzare il profitto.

Ad esso dovrebbero, pertanto essere affidati ulteriori delicatissime incombenze dettagliatamente indicate:

1) Riscossione in banca con cautela

Niente automatismi o semplificazioni per l'acquisizione degli estremi dei rapporti finanziari a favore di Equitalia. L'accesso all'anagrafe dei conti è, infatti, riservato ai dipendenti scelti con almeno due anni di anzianità e i cui nominativi siano stati comunicati telematicamente all'Agenzia delle Entrate. A questi va aggiunta la figura dell’Ufficiale della Riscossione.

Ogni interrogazione delle risultanze finanziarie dovrà, ad ogni modo, essere formalmente attribuita al singolo dipendente, limitato all'attività di riscossione mediante ruolo, per l'utilizzo dei dati contenuti nell'anagrafe tributaria con accessi consentiti solo a dipendenti scelti con almeno un anno di anzianità o all’Ufficiale della riscossione.

In questo caso non è necessario un incarico ad hoc ma, a quanto pare, dovrebbe bastare la comunicazione dei soggetti autorizzati all'Agenzia delle Entrate, includendo anche l’Ufficiale della riscossione. Questo particolare elenco dovrà essere trasmesso dai direttori generali degli agenti, a partire dal 2008, entro il 31 marzo di ogni anno. Sono questi i limiti di utilizzo di dati sensibili messi a disposizione della riscossione coattiva a seguito dell'emanazione del Provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate del 18 dicembre 2006. Con questo atto viene limitata la discrezionalità attribuita in materia dalla legge al direttori generali degli agenti della riscossione anche in considerazione del fatto che la procedura autorizzativa deve essere singola e nominativa per ciascun dipendente.

2) Agenti della riscossione in banca

L'art. 35, co. 25, D.L. 223/2006 ha riconosciuto agli agenti della riscossione e ai dipendenti di Equitalia S.p.a. la possibilità di utilizzare i dati di cui dispone l'Agenzia delle Entrate ai sensi dell'art.7, co. 6, D.P.R. 29 settembre 1973, n. 605. Ovvero di tutte le informazioni che le banche, le poste e gli altri intermediari finanziari sono tenuti a rilevare e a tenere in evidenza relativamente a qualsiasi soggetto che intrattenga con loro rapporti o effettui, per conto proprio ovvero per conto o a nome di terzi, qualsiasi operazione di natura finanziaria.

E chiaro che il rimando normativo si riferisce agli estremi identificativi dei conti correnti bancari e dei rapporti finanziari intrattenuti dai contribuenti e ai quali corrisponde un codice fiscale. L'accesso a tali dati e consentito ai soli fini della riscossione mediante ruolo e previa autorizzazione rilasciata dai direttori generali degli agenti della riscossione, includendo anche gli Ufficiali della Riscossione.

3) Anagrafe dei conti

11 Provvedimento del 18 dicembre 2006 regola l'accesso ai dati relativi ai rapporti detenuti con gli operatori finanziari e messi da questi ultimi a disposizione dell'Amministrazione finanziaria. A tale accesso sono ammessi i dipendenti di ogni agente della riscossione scelti dal proprio direttore generale, in base a valutazioni di competenza e professionalità, tra coloro che risultano autenticati all'utilizzazione della cd. procedura ARCO,, (attraverso la quale gli stessi agenti della riscossione consultano le categorie di informazioni, contenute nell'Anagrafe tributaria, identificate nel D.M.16 novembre 2000) e che sono in servizio da almeno due anni.

In tal modo, l'accesso sarà consentito esclusivamente a soggetti.- inclusi gli Ufficiali della riscossione - che in base alle vigenti norme dell'ordinamento sono già considerati idonei ad acquisire le altre notizie, estremamente riservate, consultabili dagli agenti della riscossione con interrogazioni al sistema informativo dell'Anagrafe tributaria e sono pertanto facilmente identificabili, in quanto autenticati con le modalità previste dall'allegato n. 2 al citato D.M.16 novembre 2000 e che, inoltre, possiedono adeguati requisiti sotto il profilo dell'anzianità di servizio, della competenza e della professionalità.

4) Dati dell'Anagrafe tributaria

Per ciò che riguarda i dati fiscali e reddituali contenuti nell'anagrafe tributaria e che si rivelano rilevanti ai fini della riscossione coattiva, l'accesso e riservato ai dipendenti di ciascun agente della riscossione con almeno un anno di anzianità scelti, anche in questo caso, in considerazione della loro competenza e professionalità, dal relativo direttore generale. In questo caso il requisito di anzianità e limitato a un solo anno di servizio presso l'agente della riscossione. Anche per quanto riguarda tali dati, quindi, la discrezionalità del direttore generale dell'azienda procedente, pur se più ampia di quella disciplinata per l'anagrafe dei conti viene limitata. Per ciò che concerne la comunicazione dei soggetti legittimati all'Agenzia delle Entrate valgono le stesse regole espresse per l'Anagrafe dei conti.

5) Le azioni cautelari e conservative

L’art.49 del DPR n. 602/1973 ( Espropriazione forzata) al comma 1, parte seconda stabilisce che l’Agente della riscossione può altresì promuovere azioni cautelari e conservative,nonché ogni altra azione prevista dalle norme ordinarie a tutela del creditore.

Tale attività deve rientrare nella esclusiva competenza degli Ufficiali della riscossione.

A cura del Dott. Nicola Allegretti *