LE ISCRIZIONI DI IPOTECA – NULLE PER DEBITI ERARIALI DI MODICO VALORE

Istanza di cancellazione ipoteca accesa per crediti inferiori a 8.000,00 Euro

LE ISCRIZIONI DI IPOTECA – NULLE PER DEBITI ERARIALI DI MODICO VALORE (Sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite n. 477/2010 del 16.2.2010)

Istanza di cancellazione ipoteca accesa per crediti inferiori a 8.000,00 Euro

Il ragguaglio normativo:

- L’art. 49 del D.P.R. 602/1973, ai fini della riscossione delle somme non pagate dal contribuente, prevede l’ espropriazione forzata sulla base del ruolo che costituisce titolo esecutivo; dispone al secondo comma che “Il procedimento di espropriazione forzata è regolato dalle norme ordinarie applicabili in rapporto al bene oggetto di esecuzione, in quanto non derogate dalle disposizioni del presente capo e con esso compatibili

Ed invero, sotto il primo profilo non può non rilevarsi come l’art. 77, d.P.R. n. 602/1973, rubricato “Iscrizione di ipoteca”, sia inserito nel Capo II del citato decreto, rubricato “Espropriazione forzata”, raggruppante gli articoli dal 49 all’85, e contenente quindi anche l’art. 76 citato.

E’ quindi chiaro che le norme del D.P.R. n. 602/1973, ed in particolare quelle del menzionato Capo II, hanno natura speciale - e quindi derogatoria - rispetto alle norme generali sull’espropriazione forzata principalmente contenute nel codice di procedura civile, così che il rapporto tra iscrizione ipotecaria ed espropriazione forzata in materia tributaria assume una connotazione del tutto particolare.

- L'art. 50 , per procedere ad espropriazione forzata devono essere trascorsi sessanta giorni dalla notifica della cartella senza che sia intervenuto il dovuto pagamento Si specifica però come sia necessaria la notifica al debitore di un avviso che contenga l'intimazione ad adempiere l'obbligo risultante dal ruolo entro cinque giorni ove l'espropriazione non sia iniziata entro un anno dalla notifica della cartella;

- A norma dell'art. 76 del dpr n. 602/73 l'agente può procedere all'espropriazione immobiliare se l'importo complessivo del credito per cui procede supera complessivamente 8 mila euro.NOTA 1

Il successivo art. 77 sancisce, invece, che il ruolo costituisce titolo per iscrivere ipoteca sugli immobili del debitore e dei coobbligati per un importo pari al doppio dell'importo complessivo del credito. Se l'importo complessivo del credito per cui si procede non supera il 5% del valore dell'immobile da sottoporre a espropriazione l’Agente della riscossione, prima di procedere all'esecuzione, deve iscrivere ipoteca. Decorsi sei mesi dall'iscrizione senza che il debito sia stato estinto, l’Agente della riscossione procede all'espropriazione.

Dunque dalla semplice lettura di tale normativa emerge un elemento importante: mentre per l'esperimento dell'espropriazione forzata il Legislatore ha imposto espressamente come condizione la sussistenza di un credito di almeno ottomila euro, la medesima disposizione non si rinviene per l'iscrizione di ipoteca. Sulla base di tale omissione gli Agenti della riscossione spesso si avvalgono di quanto disposto dall'art. 77 del D.P.R. n. 602/1973 per iscrivere ipoteche su beni immobili anche per importi molto piccoli (e comunque inferiori ad ottomila euro).

. Le caratteristiche peculiari dell’ipoteca dell’Agente della riscossione.

Sulle caratteristiche peculiari dell'ipoteca prevista dall'art. 77 del dpr 602/73, si osserva quanto segue:

Argomento scottante è quello, a più riprese proposto, in base al quale si ritiene illegittima l'iscrizione di ipoteca qualora l'entità del credito sia inferiore alla soglia minima prevista ai sensi dell'articolo 76 DPR 602/73.

L’Agente può procedere all'espropriazione immobiliare se l'importo complessivo del credito per cui si procede supera complessivamente ottomila euro. NOTA 4

L’Agente non procede all'espropriazione immobiliare se il valore del bene, determinato a norma dell'articolo 79 e diminuito delle passività ipotecarie aventi priorità sul credito per il quale si procede, è inferiore all'importo sopra indicato..

Non vi dovrebbe essere alcun dubbio come la disciplina ex art. 76 sia riferita ad una diversa fase processuale e ad un diverso istituto: L'espropriazione immobiliare.

Entro cinque giorni dalla trascrizione l'avviso di vendita è notificato al soggetto nei confronti del quale si procede. In mancanza della notificazione non può procedersi alla vendita NOTA 5

Posto quanto precede, è evidente che nella procedura esecutiva speciale il pignoramento immobiliare inizia con la trascrizione dell'avviso di vendita presso l'Ufficio del Territorio, conseguentemente è proprio quello il momento in cui inizia la cosiddetta fase espropriativa, in piena conformità con quanto stabilito ai sensi. dell'art. 491 c.p.c., il quale prevede in linea di principio che "l'espropriazione inizia con il pignoramento".

Orbene, poiché risulta già dall'intestazione dell'articolo 76 che la soglia minima di attivazione si riferisce all'espropriazione immobiliare, non è possibile ravvisare ragioni valide per estendere tale previsione ad un istituto che con l'espropriazione non ha nulla in comune. Trattasi di una forzatura che va contro le comuni regole dell'ermeneutica.

In effetti, il dato sicuramente emergente è quello che non risulta da alcuna norma l'esistenza di un limite minimo di valore per l'iscrizione ipotecaria, essendo invece l'unica previsione riferita solo ed esclusivamente all'espropriazione immobiliare e che l'Agente della Riscossione iscriva ipoteca per un importo pari al doppio di quello in morosità".

3. La interpretazione giurisdizionale

Proprio perché non vi è alcuna norma che disciplina la fattispecie, la Commissione Tributaria Provinciale di Genova di cui, va bene sottolinearlo il Presidente è Luigi Ravelli ( ex procuratore generale) con propria decisione ha stabilito (vedi Il Secolo XIX dell’11.11.2007) che, per poter pignorare un immobile e venderlo al miglior offerente, bisogna che il debito contratto sia superiore agli ottomila di euro, tetto che non può comprendere anche oneri e interessi vari. NOTA 6

Ne consegue che l'iscrizione ipotecaria al di sotto di detta cifra deve essere annullata». Si tratta, come si può rilevare di un verdetto sfavorevole che sconvolge l’interpretazione restrittiva fino ad allora data in materia dall’Amministrazione Finanziaria.

Ma c'è un altro procedimento nei confronti della società Equitalia spa, Agente degli enti pubblici, stavolta alla Procura della Repubblica. Non riguarda un caso singolo. Chi ha presentato l'esposto, denuncia il modo di procedere e di calcolare l’importo del debito.

Stavolta, a chiedere alla Procura di accertare questi comportamenti e di decidere di conseguenza è l'Ufficio garante del contribuente, di cui è presidente l'ex giudice Giulio Gavotti. Ma il documento è firmato anche dagli altri componenti, il generale Dante Siri (componente relatore) e Giorgio Carbone.

Il Garante del contribuente ritorna alla carica. Lo aveva fatto all’inizio dell’anno, nella relazione annuale che tiene conto di tutte le sollecitazioni dei cittadini che si sono rivolti al suo ufficio, anche per dare forza al richiamo dei Difensori civici (di Regione, Comune e Provincia). Assieme ai suoi collaboratori, ha ritenuto necessario ripeterlo, per un motivo. «Equitalia sta ricalcando - sottolinea - quello che faceva l’Agente della riscossione, ossia non rispetta i parametri fissati dalla legge. Ci sono ipoteche per debiti inferiori agli ottomila euro e, in molti casi, questa cifra, viene eventualmente raggiunta con l'addebito delle spese ipotecarie, non dovute a questo punto della vertenza».

Aggiunge ancora il Garante dei contribuente, quasi a voler sollecitare la Procura a disciplinare una materia che sembra prestarsi a diverse interpretazioni: «Abbiamo presentato un esposto perché riteniamo che non sia legittimo iscrivere ad ipoteca un immobile per un credito non superiore agli ottomila euro». Il Garante sottolinea poi la circostanza che l’Agente della riscossione non è soggetto a spese quando procede all'iscrizione di un ipoteca, mentre invece queste sussistono per i contribuenti sia per l'iscrizione che per la chiusura. «I danni conseguenti possono essere molto importanti perché l'ipoteca di un immobile comporta già di per se un danno significativo, non considerando il fatto che possono essere revocati in automatico fidi da parte delle banche». Gavotti denuncia ancora che l’Agente della riscossione include nelle spese di esecuzione già maturate (che insieme all'imposta e gli interessi dì mora possono essere legittimamente addebitate) anche le spese di iscrizione ipotecaria, non ancora maturate. «Nonostante questo - dice - la società chiede il pagamento di queste somme con le quali si tende anche a raggiungere la soglia degli 8000 euro. Si somma al debito effettivo un debito che potrà sorgere, ma comunque dopo l'iscrizione dell'ipoteca, non prima»

In giurisprudenza ( Vedi Sentenza della Comm. Tribut. Di BARI SEZ,IX DEL 26.11.2009 N. 110) è stato inoltre correttamente evidenziato che ove non fosse riconosciuta una corrispondenza fra i due istitutivi cui trattasi, si configurerebbe una vera e propria ipotesi di abuso di diritto. Tale ipotesi "si ha tutte le volte in cui, ad un'attività che apparentemente ed esteriormente pur si presenti come corrispondente al contenuto formale del diritto, non si accompagni la congruità sostanziale dell'atto con i fini del diritto stesso”.

Dottrina e giurisprudenza, infatti, hanno ritenuto esservi abuso nel caso di uso anormale del diritto ed in specie quando atti di esercizio del diritto reale risultino rivolti a recare pregiudizio a terzi (dato positivo) in correlazione con la mancanza, per il titolare del diritto, (dato negativo). Tutte le volte, quindi, che la finalità perseguita non sia quella consentita dall'ordinamento, si avrà abuso".

A questo la Corte di Cassazione Sez. Trib. con sentenza del 18. 9 2009, n. 20085 ha aggiunto che nel caso considerato, l’attività della iscrizione d’ipoteca sarebbe ingiusta, in quanto verrebbe esercitata un’azione “ in forme eccedenti o devianti, rispetto alla tutela dell’interesse sostanziale” , che segna il limite, oltre che la ragione, dell'attribuzione al suo titolare della ‘potestas agendi'.

Invero, ci si dovrebbe chiedere quali tipi di vantaggi potrebbero ottenersi da parte del creditore in una situazione del genere: il suo obiettivo dovrebbe essere esclusivamente quello di soddisfare il proprio credito, ma ove questo sia inferiore agli ottomila euro tale risultato non sarebbe in ogni caso possibile.

Da contro il debitore si troverebbe in una posizione quantomeno scomoda ma di fatto non viene obbligato a pagare quanto dovuto.

L'iscrizione ipotecaria costituirebbe dunque esclusivamente un'attività inutile per il creditore e dannosa per il debitore: quindi un abuso, cioe un illecito in quanto atto

esperio per finalità diverse da quelle a tutela del quale e stato concesso il relativo diritto e quindi potere.

Inoltre da segnalare appare sicuramente una pronuncia del Tribunale di Napoli del 27 marzo 2007.

In tale occasione il giudice ha sottolineato come al concessionario non può essere riconosciuto il diritto di iscrizione ipotecaria sganciato dalla possibilità di esecuzione forzata. In caso contrario saremmo infatti di fronte ad uno "strumento di pressione nei confronti del debitore", utilizzato solo al fine di indurlo al pagamento sotto la vera e propria minaccia di una compressione a tempo indeterminato della possibilità di disporre dei propri beni immobili. Ove poi il debitore non necessiti o non abbia intenzione di cedere il bene, l'ipoteca sullo stesso sarebbe a maggior ragione assolutamente inutile.

A dire il vero questo andazzo giurisprudenziale a Equitalia era ben conosciuto, ma non si è cercato di porre rimedio ed adottare nessun provvedimento amministrativo,interpretativo o addirittura modificativo degli artt. 76 e 77 del D.P.R.n.602 chiedendone l’intervento del legislatore. NOTA 7


4. GIURISPRUDENZA (CASSAZIONE, SS.UU. civ., Pres. Carbone, Rel. Tirelli - Sent. n. 4077 del 16 febbraio 2010, dep. il 22 febbraio 2010)

Riscossione e misure cautelari . Ipoteca con paletti – Nulle per debiti di modico valore – Delimitazione oltre 8.000 euro.

Riscossione - Misure cautelari - Iscrizione d'ipoteca - Artt. 76 e 77 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 - Condizioni

(Oggetto della controversia: opposizione ad iscrizione ipotecaria)


Fatto e Diritto

La Corte, rilevato che con atto di citazione notificato ill………………. alla spa Equitalia ……..), è stata proposta opposizione alla iscrizione ipotecaria effettuata sull'immobile di proprietà,del ricorrente, sito in………………………… via G.............................., asserendo che la stessa era dipesa dal mancato pagamento di una cartella di pagamento mai notificata e relativa ad un preteso credito di natura sconosciuta, ammontante ad appena l .916,93 euro; che nella contumacia della convenuta, il Giudice di pace di………………………….. ha innanzitutto qualificato l'azione come opposizione all'esecuzione e dopo aver ritenuto la propria competenza (rectius, giurisdizione), è passato all'esame del merito, all'esito del quale ha annullato l' iscrizione perché il credito garantito non arrivava agli 8.000,00

euro previsti come limite minimo dal D.P.R. n. 602 del 1973, art. 77, e succ. mod.; che la spa Equitalia…………. ha impugnato l'anzidetta statuizione, deducendo con il primo motivo la violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 2, comma 1, lett. e) bis, (ne] testo in vigore dal 12/8/2006 per effetto della modifica introdotta dal D.L. n. 223 de 2006, convertito nella L. n. 248 del 2006), in quanto i] giudice a quo non aveva tenuto conto del fatto che la predetta novella aveva attribuito alle Commissioni Tributarie la cognizione di qualsiasi controversia in materia d'iscrizioni ipotecarie ai sensi del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 77; che con ii secondo motivo la ricorrente ha invece dedotto la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 77, in quanto il Legislatore aveva fissato ii limite minimo di 8.000,00 euro solo per- I'avvio della espropriazione immobiliare, consentendo perciò d'iscrivere ipoteca anche per importi inferiori alla predetta soglia; che così riassunte le doglianze della ricorrente, osserva il Collegio che il Sig…………………... ha notificato controricorso con il quale ha sostenuto l'infondatezza e, ancor prima, l'inammissibilità dell'avversa impugnazione, che rivolgendosi contro una sentenza emessa dopo l'entrata in vigore del D.Lgs. n. 40 de] 2006, avrebbe dovuto essere proposta mediante appello e non con ricorso per cassazione; che quest'ultima eccezione non può essere condivisa perche nel sistema all'epoca vigente,

le sentenze pronunciate sulle opposizioni all'esecuzione potevano essere impugnate sol tanto con il ricorso per cassazione; che tanto puntualizzato, giova rammentare che al pari delle controversie in tema di fermo di beni mobili di cui al D.P.R. n. 602 del 1973, art. 86, (che appartengono alla giurisdizione delle Commissioni Tributarie solo se il fermo e stato eseguito a garanzia del soddisfacimento di crediti di natura tributarla: C. Cass. nn. 2008/14831, 2009/6593), anche quelle in tema d'iscrizione ipotecaria rientrano nella giurisdizione delle Commissioni soltanto nel caso in cui siano state effettuate per ottenere il pagamento d'imposte o tasse (C. Cass. n. 2009/6594); che nel ricorso introduttivo la spa Equitalia ha sostenuto che la controversia esulava dalla giurisdizione del giudice ordinario perche riguardava la legittimità o meno di un'ipoteca D.P.R. n. 602 del 1973, ex art. 77; che nella memoria ex art. 378 c.p.c., ha precisato che si era trattato di un'iscrizione effettuata proprio a garanzia di un credito di natura tributaria, come del resto risultava dal documento n. 3, del fascicolo di primo grado del ricorrente .; che tale documento, però, non offre alcuno spunto sicuro, in quanto nell'indicare il titolo del debito non pagato, utilizza l'espressione "totale tributi/entrate", che per la sua equivocità non è assolutamente in grado di comprovare l'erroneità della pronuncia impugnata; che non emergendo nemmeno dagli altri atti elemento a favore della natura tributaria del credito, va pertanto confermata la sussistenza della giurisdizione ritenuta dal giudice a quo; che il primo motivo del ricorso va, quindi, rigettato al pari, d'altronde, del secondo, a proposito del quale basta rilevare che rappresentando un atto preordinato e strumentale all'espropriazione immobiliare, anche l'ipoteca soggiace al limite per essa stabilito, nel senso che non può essere iscritta se il debito del contribuente non supera gli 8.000,00 euro;

che al rigetto del ricorso consegue la condanna della spa Equitalia………….. al pagamento delle spese di lite, che si liquidano in complessivi 2.700,00 euro, 200,00 dei quali per esborsi, oltre gli accessori di legge.

P.Q.M.

La Corte di cassazione, a Sezioni Unite, dichiara la giurisdizione del giudice ordinario, rigetta il ricorso e condanna la spa Equitalia Polis al pagamento delle spese di lite, che si liquidano in complessivi 2.700,00 euro, 200,00 dei quali per sborsi, oltre gli accessori di legge.


5. Commento

La suddetta sentenza si occupa, sostanzialmente di due importanti questioni:

-i presupposti per la giurisdizione del giudice tributario

- i limiti per l'iscrizione ipotecaria in relazione a crediti di natura fiscale.

Quanto alla prima la Cassazione ribadisce che l'elemento che permette di stabilire se la giurisdizione della causa da introdurre sia del giudice ordinario ovvero di quello tributario è la natura del credito in questione NOTA 8

In particolare si richiama l’attenzione sulla parte della sentenza in cui viene specificato come la ricorrente ( Equitalia spa) non abbia dato prova della fondatezza dell'eccezione di difetto di giurisdizione visto che il relativo onere della prova era a suo carico.

Invero non era stato fornito alcun elemento in proposito ed, anzi, l’Agente della riscossione si limitava addirittura ad indicare un documento prodotto dal

contribuente. Tale atto in questione, in ogni caso, conteneva un'indicazione oggettivamente generica che non permetteva quindi di appurare con certezza la fondatezza dell'eccezione proposta sulla natura dei crediti per cui si procedeva.

Quanto alla seconda questione va ,innanzitutto rilevato che quando l’Erario, dopo aver iscritto a ruolo le somme pretese dovute, iscrive successivamente ipoteca sui beni del contribuente debitore, agisce sempre e solo in vista dell’irrinunciabile necessità di soddisfare il credito erariale per cui, salvo uno spontaneo pagamento del debito da parte del contribuente, dovrà fare necessariamente seguito l’azione espropriativa sul bene medesimo. Di qui lo stretto collegamento funzionale che si ha, in tema di riscossione dei tributi, tra iscrizione ipotecaria ed espropriazione forzata.

Per tale ragione, non a sproposito la Cassazione ha affermato nella sentenza in commento che “… rappresentando un atto preordinato e strumentale all’espropriazione immobiliare, anche l’ipoteca soggiace al limite per essa stabilito, nel senso che non può essere iscritta se il debito del contribuente non supera gli 8.000,00 Euro”.

Aggiungasi, poi, che la stessa iscrizione ipotecaria non avrebbe senso se, una volta eseguita per un importo inferiore ad € 8.000,00, l’Agente della riscossione non potesse poi procedere al soddisfacimento del credito erariale mediante l’espropriazione immobiliare perché il credito da realizzare è inferiore a quello per il quale siffatta tipologia di procedura è consentita dalla legge (art. 76 cit.).

In conclusione, secondo la Cassazione il limite posto dall’art. 76 cit. all’espropriazione forzata di beni immobili deve necessariamente estendersi anche al potere dell’Agente della riscossione di procedere ad iscrizione ipotecaria, e ciò in considerazione sia della strumentalità di tale ultima attività rispetto alla prima, sia, ad avviso di chi scrive, di una interpretazione sistematica – nonché garantista per il contribuente - delle norme del Capo II del d.P.R. n. 602/1973, in cui è inserito anche l’art. 77 relativo all’iscrizione di ipoteca. Tale considerazione appare perfettamente logica visto che l'ipoteca non può essere considerata come un istituto "a se", cioè non contestualizzato nell'ambito dell'esecuzione forzata quale atto facente parte di una determinata sequenza. Invero quelle sull'esecuzione forzata costituiscono nell’insieme una previsione normativa complessa costituita da "disposizioni preordinate ad una sequenza di azioni finalizzate alla espriopriazione forzata", e dunque "la lettura e l'interpretazione delle stesse devono correttamente svolgersi nel loro insieme, escludendosi, al contrario, la lettura frammentaria o disarticolata di un solo articolo, inserito nella stessa sezione o addirittura in un comma diverso dello stesso articolo, prescindendo dal necessario coordinamento con le altre disposizioni funzionalmente collegate".



Il comportamento del Gruppo Equitalia spa

Non vi è dubbio che la sopra riportata sentenza ha assunto un effetto sconvolgente per l’Amministrazione Finanziaria ed in particolar modo per gli Agenti che operano nella riscossione dei tributi, in quanto questo nuovo, benché netto orientamento mette a rischio per lo meno 160 mila ipoteche per ciascun anno NOTA 9. Centinaia di migliaia i casi in tutta Italia che comportano una perdita di ricavi notevole, venendo meno la funzione di deterrente della iscrizione ipotecaria, diretta cioè a costringere il debitore ad effettuare il pagamento di quanto dovuto, laddove la sentenza in questione dovesse dar vita ad un contenzioso esteso e generalizzato in materia, per effetto dell’applicazione dei principi limitativi da parte della giurisprudenza tributaria e ordinaria adita. .

Qualora poi, l’orientamento stesso dovesse estendersi e coinvolgere anche il passato, gli effetti deleteri risultano incalcolabili ed un danno economico inimmaginabile, per la sopra richiamata perdita di ricavi , ma soprattutto avuto riguardo alla spese per la cancellazione delle ipoteche accese per importi inferiori a 8.000 Euro.

Inoltre non va sottaciuto la questione che in determinati casi è possibile che emerga l'illegittimità dell'iscrizione ipotecaria anche sotto un diverso profilo.

Proprio partendo dalla considerazione unitaria della normativa sull'esecuzione forzata, all'interno della quale si inserisce anche l'ipoteca, a quest'ultima dovrebbe poter essere applicabile anche quanto disposto dall'art. 50 del D.P.R. n. 602/1973.

Vista la sequenza temporale del procedimento di esecuzione e lo stretto rapporto funzionale sussistente tra l'espropriazione immobiliare e la preventiva iscrizione ipotecaria, si dovrà trarre la conseguenza che anche quest'ultima dovrà essere preceduta dalla notifica di un avviso di intimazione nel momento in cui fosse già trascorso il termine di un anno tra la data di notifica della cartella e quella dell'iscrizione ipotecaria stessa . NOTA 10

Ove si consideri che questi principi potrebbero essere fatti valere anche per quanto riguarda il Fermo Amministrativo di cui all’art. 86 del DPR n. 602/72, allora il quadro, già di per sè devastante, diventa addirittura allucinante.

Risulta che Equitalia spa, con una comunicazione interna ha deciso di adeguarsi, per il futuro, a tale sentenza, anche al fine di evitare richieste di risarcimento dei danni che una iscrizione irregolare di ipoteca comporta.

Tuttavia non intende assumere, per il momento una presa di posizione ufficiale, in attesa di soluzioni alternative, che disciplinano innanzitutto il passato.

A tale proposito è stato stabilito, in via del tutto riservato, che, qualora i contribuenti si presentino spontaneamente allo sportello degli Agenti della riscossione, rilevando la irregolarità della iscrizione ipotecaria effettuata , oppure presentino istanza in tal senso, gli Agenti stessi sono autorizzati a procedere alla cancellazione delle ipoteche stesse.


Il comportamento dei contribuenti

Non vi è alcun dubbio che i contribuenti traggono un vantaggio indiscusso e generalizzato dai sopra descritti eventi giurisprudenziali, come è parimenti certissimo che, venuta mento l’effetto di deterrenza che tale istituto cautelare ha comportato, il numero degli evasori fiscali in sede di riscossione, già di per sé elevatissimo, verrà ulteriormente ad ingrossarsi a dismisura.

In particolar modo viene fatto notare che resterebbero pressoché impuniti, gli innumerevoli possessori di abitazioni che non corrispondono i tributi locali, che normalmente sono di piccoli importi, essendo del quasi tutta scomparsa la procedura del pignoramento mobiliare, per l’alto costo che essa comporta.

Per agevolare i contribuenti interessati, si riporta l’istanza per la cancellazione delle ipoteche iscritte al di sotto della soglia di 8.000,090 Euro

Scarica il modulo in formato pdf

Istanza di cancellazione ipoteca accesa per crediti inferiori a 8.000,00 Euro

Equitalia ………………… SpA- Agente della riscossione per la Provincia di……………………………………..

Via……………………….

Città…………………..


Il/la sotoscritto/a………………………………………………C.F……………………………………. nato/a a……………………….il…………….residente in…………………………….. indirizzo………………………….. Titolare del documento di riconoscimento:

° carta di identita ° patente di guida ° passaporto ° altro documento n…………………………..,

autorità e località di rilascio…………………………,data…………………………in qualità di …………………………………….(es. intestatario, delegato, rappresentante legale)

Premesso (I Ipotesi)

-che è stata notificata cartella di pagamento n…………………………..emessa a seguito di iscrizione a ruolo del carico tributario di Euro……………………

dovuto per………………………………..

che avverso l’atto di iscrizione ipotecaria riguardante il pagamento di imposte, tributi vari e relativi accessori come risulta dalle cartelle di pagamento riportate nel Prospetto analitico del Dettaglio degli addebiti da pag ……. a pag…….( che qui deve intendersi integralmente trascritto) ,emesse ai sensi dell’art. 25 del Dp n. 602/1973, notificate ai sensi dell’art. 26 dello stesso decreto, per un totale dell’importo da pagare di Euro: ………………………….. è stato presentato regolare opposizione

Dettaglio iscrizione ipoteca per l’importo complessivo di E………………………….. (pari al doppio del credito iscritto a ruolo

-iscrizione ipotecaria NOTA – n…………… -……………… del ……………………….- Presso ufficio del territorio.-

- Fabbricati per attività commerciali ,………………….., Via………………………, n.,…….. Foglio ………., Particella …….. , Diritto …… – Proprietà quota ………..

II Ipotesi

Avverso l’atto di iscrizione ipotecaria riguardante il pagamento di imposte,tributi vari e relativi accessori

Dettaglio iscrizione ipoteca per l’importo complessivo di E……………………. (pari al doppio del credito iscritto a ruolo di E………………..

  Premesso di aver chiesto in data …………………… alla Conservatoria dei registri immobiliari di ………………… certificazione attestante la mancanza di iscrizioni ipotecarie  sugli immobili di sua proprietà e di aver appreso nell'anzidetta occasione (ved. visura o ispezione allegata all’istanza) che su un immobile di sua proprietà sito in ………………………via………………………… era stata iscritta ipoteca legale a favore di Equitalia……………. spa

- di aver successivamente ed "informalmente"  appreso dalla Equitalia…………spa che l'iscrizione ipotecaria sarebbe stata eseguita per presunti debiti nei confronti di……………………………………….(Amministrazione Finanziaria, Comune,ecc).

Tale situazione veniva confermata in data ………………… dalla Equitalia………………………. spa. (Vedi allegata visione) , da cui risulta un debito totale di E. …………………………………..( inferiore a E. 8.000,0) e per cui è stata iscritta ipoteca


Chiede

La cancellazione della suddetta ipoteca avendo la CASSAZIONE, SS.UU. civ., Pres. Carbone, Rel. Tirelli - Sent. n. 4077 del 16 febbraio 2010, dep. il 22 febbraio 2010) stabilito che la stessa rappresenta un atto preordinato e strumentale all'espropriazione immobiliare, per cui l'ipoteca accesa da Equitalia ………………… SpA- Agente della riscossione per la Provincia di……………………………soggiace al limite per essa stabilito, nel senso che non può essere iscritta se il debito del contribuente non supera gli 8.000,00 euro;



Data………………………. Firma…………………………………………..


___________________________________________________________________________________.

ATTESTAZIONE DI EVASIONE DELL’ISTANZA

Matricola operatore…………………………… Firma operatore………………………………………..

La richiesta è evasa mediante:

° consegna di evidenza a stampa dei dati presenti in archivio

° consegna della documentazione

o invito a presentarsi allo sportello per il ritiro della documentazione a decorrer e dal trentesimo giorno successivo alla data odierna.

Data …………………….. Firma……………………………………………..


Qualora il soggetto richedente è persona diversa dall'intestatario dell'atto dovrà essere allegata alla presente istanza

- delega in carta semplice sottoscritta dal delegante e fotocopia di un suo documento di riconoscimento, se l'atto e intestato a persona fisica;

- dichiarazione sostitutiva di certificazione ex art. 46 D.P.R. n 445/2000, in cui si attesa la qualità di legale rappresentante o misura camerale di data non anteriore a tre mesi,se l’atto è intestato a persona giuridica.

__________________________________________________________________________________


I1 sottoscritto Sig…………………………………………. , con la presente, delega per la richiesta, ed eventualmente il ritiro dei documenti richiesti il Sig./ra…………………………………………………

Cf…………………………………………………… nato a………………….il……………………….

Firma del richiedente

_______________________

NB: allegare al presente modulo una copia del documento e del codice fiscale del richiedente ed eventualmente del delegato.




4. Il risarcimento del danno per illegittima iscrizione ipotecaria.

Il danno, nella fattispecie riguarda tutta l’attività della Pubblica Amministrazione Attività dell'Amministrazione finanziaria – ( Emissione di avvisi di accertamento - Impugnazione - Annullamento - - Pregiudizio al contribuente - Risarcimento del danno) fra cui è compresa l’iscrizione di ipoteca

  È suscettibile di costituire illecito aquiliano, con conseguente diritto del contribuente ad ottenere il risarcimento del danno, il comportamento colposo dell'Amministrazione finanziaria la quale iscriva formalità dell'ipoteca sui beni del debitore d'imposta qualora gli atti impositivi sui quali la pretesa fiscale si fonda siano stati annullati dal giudice tributario con efficacia di giudicato. L'iscrizione sine titolo della garanzia ipotecaria rappresenta violazione dei principi di imparzialità, correttezza e buona amministrazione e pertanto deve essere dichiarato risarcibile sia il pregiudizio economico subito dal contribuente quanto il danno non patrimoniale

NOTA 1 Tale limite è stato ridotto ad € 5.000,00 dall'art. 16-bis, comma 1, lett. a), Legge 27 dicembre  2002, n. 289, ma solo con riferimento ai debiti iscritti a ruolo ai sensi degli artt. 7, comma 5, 8, comma 3, 9, comma 12, 15, comma 5, e 16, comma 2, Legge 27 dicembre 2002, n. 289 (debiti dovuti ex condono)

NOTA 2 come operata dall'Agenzia delle Entrate nella Ris. 8 febbraio 2001 n.20/e in tema di procedimenti ostativi alla concessione della rateizzazione dei credito. NOTA 3 con circolare del 1' ottobre 2003

NOTA 4 Tale limite può essere aggiornato con decreto del Ministero delle finanze (Comma modificato dall'articolo 1 del D.lgs. 27 aprile 2001, n. 193 e successivamente modificato dall'articolo 3, comma 40 del D.L. 30 settembre 2005, n. 203).

NOTA 5 (Articolo così sostituito dall'art. 16, d.lg. 26 febbraio 1999).

NOTA 6 Nella fattispecie considerata «Il totale delle imposte relative agli anni 1999 e 2000 era di 1.549 euro, con interessi di mora e spese per iscrizione ipotecaria il debito diventava di 2.059 euro. Una cifra notevolmente inferiore a 8 mila euro, somma fissata come soglia minima per l'iscrizione di ipoteca

NOTA 7 : Si legge sul Quotidiano LEGGO di Padova del 25.2. 2010, in un articolo “Equitalia bocciata in Cassazione” che già in occasione di una inchiesta sulle cartelle pazze condotta dal medesimo quotidiano nel maggio 2009,Vicario Renato –vice direttore generale di Equitalia- così testualmente rispondeva: “Non siamo d’accordo, la giurisprudenza è contrastante. Continueremo come abbiamo fatto finora”.

NOTA 8: Sulla delicata questione della giurisdizione non si possono non citare due importanti pronunce del Giudice delle Leggi, le nn. 64 del 14 marzo 2008 e 130 del 4 maggio 2008, con le quali e stata individuata la lettura corretta e costituzionalmente orientata dell'art. 2, comma 1, del D.Lgs. n. 546/1992. In tali occasioni si è statuito che "la giurisdizione del giudice tributario, in base all'art. 102 Cost., comma 2, deve ritenersi imprescindibilmente collegata alla natura tributaria del rapporto". Successivamente si segnala anche l'autorevole intervenuto della Cassazione, Sezioni Unite, con la sent. n. 14831 del 5 giugno 2008, con la quale è stata individuata la procedura da seguire per il riparto di giurisdizione tra il giudice ordinario e tributario: quello di volta in volta adito dovrà preliminarmente accertare quale sia la natura, tributaria o non, dei crediti posti a fondamento dell'atto impugnato, rimettendo eventualmente la causa innanzi al giudice dotato di giurisdizione in applicazione del principio della 'translatio iudicii’..

NOTA 9 : I dati sono stati resi noti dalla stessa Equitalia in un comunicato stampa del 20.2.2010.

NOTA 10. Sulla questione si è già pronunciata la Comm.Trib.di Roma sez V del 13.11.2008,n. 392.